LA SPIAGGIA. Una donna, tutti noi

Data:

Roma, Teatro della Cometa (Via del Teatro Marcello 4) dal 25 ottobre al 12 novembre 2017

Torna finalmente a Roma Luca De Bei e lo si riconosce subito, come un quadro d’autore per troppo tempo sottratto ai nostri occhi, come qualcosa di prezioso il cui valore, la cui importanza si scopre soltanto nell’assenza, proprio come le cose della vita. Torna Luca, al Teatro della Cometa dal 25 ottobre al 12 novembre, e lo fa affidando un suo vecchio testo come La Spiaggia al talento altrettanto prezioso di Paola Minaccioni, scelta oculatissima, attrice che possiede la grazia giusta per interpretare una scrittura di enorme delicatezza. Una donna, una spiaggia come luogo metaforico e reale della ricerca del senso del vuoto che la tormenta sin dall’età di 5 anni, di un motivo per comprendere un’assenza paterna dolorosa, per comprendere il proprio disagio esistenziale. Un luogo amato, scenario di tante giornate insieme al papà, ripercorso in un viaggio a ritroso negli anni, dalla bambina Irene fino alla donna, alla moglie, alla madre Irene, in un accattivante gioco in prima persona altalenante tra il presente e il passato. Non tutto quel che sembra palese è così scontato, nella vita del personaggio come nelle nostre. Ognuno di noi ha ombre dentro di sè, dolori mai detti e dubbi rimossi. Ma stanno lì, pronti a render conto alle nostre coscienze. Qui è la grande capacità di Luca De Bei, mettere in scena l’essere umano in tutte le sue sfumature. Può farlo in modo più crudo, quasi scandaloso, come in Nessuno muore, o accostando fantomatiche Tempeste solari a quelle ancor più devastanti dei rapporti familiari.

940A7416 copiaIn questo caso Paola Minaccioni è la sua Musa, delicata ed equilibrata come il testo, colorata e calda come le luci in scena (di Marco Laudando, una garanzia), pienamente in possesso di quei toni leggeri, ironici, capaci di esaltare i momenti più profondi, drammatici, toccanti. La sua interpretazione è ricca di  leggerezza, ma nell’accezione calviniana del termine:  quella della grazia del volo di un uccello. Una prova d’attrice bellissima, ma non avevo dubbi in proposito. Paola Minaccioni, sulla scena, è la vita di tutti noi, in perenne equilibrio tra la fragilità dei castelli di sabbia, i sogni, i dolori, l’ironia, in cerca di un punto fermo, di un porto sicuro dove poter far sosta nella faticosa navigazione dell’esistenza. E se la spiaggia è un limbo che conserva e restituisce ogni cosa, è necessario essere consapevoli della limitatezza del nostro punto di osservazione. Il mare, il cielo, l’universo, tutto è più grande e insondabile rispetto al nostro vissuto. Ma siamo ancorati a terra, sulle nostre personali spiagge, e allora forse conviene lasciarsi cullare dal suono delle onde, dai colori del cielo, dai versi dei gabbiani, per poter sopportare le nostre piccole verità e renderle quasi accettabili.

La spiaggia è uno spettacolo bellissimo, ricco di grazia, dolce e amaro, perfettamente interpretato. La regia, come sempre, è il segno distintivo del suo autore, capace di farci viaggiare nell’animo umano come pochi, con una profondità e un’accuratezza nei dettagli del testo e della scena che rimangono impressi nella memoria.

Paolo Leone

La Spiaggia, scritto e diretto da Luca De Bei.
Con Paola Minaccioni
Scene Dario Dato; Costumi Lucia Mariani; Luci Marco Laudando. Produzione erretiteatro30
Si ringrazia l’ufficio stampa del Teatro della Cometa nella persona di Maya Amenduni

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