Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

La locandiera B&B con Laura Morante al teatro Diana di Napoli

Data:

Al Teatro Diana di Napoli, da mercoledì 6 Dic 2017 a domenica 17 Dic 2017

In un’antica villa che sta per essere trasformata in albergo, Mira (Miranda) si ritrova coinvolta in una strana cena organizzata dal marito con ambigui uomini d’affari. Il marito non si è presentato e tocca a lei gestire una serata di cui non capisce clima e finalità. Il suo unico punto di riferimento, il contabile della società, a metà della cena se ne va senza lasciare spiegazioni lasciandola in balia degli ospiti. Finché arriva uno sconosciuto che le chiede una stanza per riposare. I due sembrano avere una reciproca e forte attrazione fisica  e Mira si appoggia a lui per affrontare la pesante situazione, mentre mano a mano si aprono squarci inquietanti sulle attività del marito assente. Col procedere della notte, il gioco si fa sempre più pericoloso e misterioso.

L’ispirazione è dalla più celebre  opera del Goldoni: “Locandiera” ( 1754), riletta però con lo sguardo contemporaneo di un drammaturgo che attraverso la protagonista, Mira, traccia con una leggerezza  quasi ambigua un inedito ritratto dell’Italia di oggi, fatta di humor nero, intrighi, crimini, infatuazioni, un Paese amorale dunque , spinto dal desiderio di liberarsi, una volta per tutte, del proprio passato sempre più ingombrante.

Il regista è Roberto Andò che ha già diretto la Morante in The Country di Martin Crimp. “È drammaturgia contemporanea, ambientata in un b&b della Toscana, nessuno dei personaggi è quello che sembra, e se pure ricorrono gesti e seduzioni rivolte alla padrona dell’antica villa i codici di comportamento sono diversissimi da quelli goldoniani – premette Andò – e io ci sento parentele con Henry James”.

Il cast è formato da Bruno Armando e Roberto Salemi (i clienti affaristi), Danilo Nigrelli (alter ego del Cavaliere), Eugenia Costantini e Giulia Andò (le “attrici”), Vincenzo Ferrara (il contabile).

«Se il copione di Goldoni era proto-femminista – afferma la protagonista Laura Morante – qui prevale un istinto di sopravvivenza nel corso di una notte con cena per ospiti non definiti. C’è volutamente, nella scrittura di Erba, un buco di informazione, una sorta di puzzle che grava sulla locanda, sui convenuti, sulle logiche che li associano, sugli interessi che ci sono dietro».

Laura Morante interpreta Mira, carismatica donna toscana, moglie di un uomo d’affari di natura non proprio chiara. Mira gestisce l’antica tenuta di famiglia, pronta per essere inaugurata come albergo, quando il tirapiedi di suo marito si presenta a cena con due signori misteriosi accompagnati da due donne più confuse che persuase di essere lì. Mira è costretta ad intrattenere gli ospiti appena conosciuti con arguzia e obbedienza nei confronti del marito, che non si sa bene dove sia finito.

Tutto dunque ruota attorno al personaggio di Miranda,  una donna di 50 anni che ha sempre vissuto all’ombra del marito, che  si ritrova a ricominciare tutto daccapo. Oltre ai debiti, il marito le ha lasciato solo la casa paterna, su cui però grava un’ipoteca. Un po’ per necessità, un po’ per vincere la depressione, Miranda ha l’idea di trasformarla in un bed and breakfast (B&B)

Il suo fascino misterioso – che negli anni del matrimonio ha coltivato poco e non sa quasi di avere – la colloca subito al centro delle attenzioni maschili: Miranda è corteggiata da tutti, ammirata, contesa.

Scopre che il gioco della seduzione le piace, la fa essere più donna di come si è mai sentita. E diventa capace di utilizzarlo soggiogando gli uomini e facendosi aiutare da loro a superare le difficoltà del presente, traendone vantaggi personali senza però sporcarsi le mani.

Tutti la vogliono e lei incoraggia e si nega, si concede e scappa. Tutti si offrono di portarla via di lì per incominciare una nuova vita. Ma al momento opportuno, quando deve decidersi, prevale la sua concretezza: sceglierà la casa e chi in quel periodo difficile le è fedelmente rimasto vicino.

Uno spettacolo che merita di essere visto già solo per l’omaggio al grande Goldoni, senza mai  profanarlo, per i costumi e il palco ma soprattutto per la bravura di tutto il cast attoriale dove emerge la bravura della Morante, grandissima attrice da un curriculum molto valido nel cinema ma che riesce a convincere anche a teatro, laddove in molti cadono nel gap artistico.

Marco Assante

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