Napoli – Rosalia Porcaro al teatro Trianon Viviani : «L’Alzheimer e le mie donne dal core ‘ngrato»

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Il pubblico la conosce nelle vesti di Natasha, giovane cantante neomelodica che dà consigli sull’amore o in quelle di Veronica, operaia in una fabbrica di borse. Ora è possibile scoprire Rosalia Porcaro in un nuovo ruolo, certamente distante da quelli comici ai quali si è abituati: l’attrice sarà al teatro Viviani di Napoli dal 19 aprile fino al 22 , con “Core ‘ngrato”, di cui è anche l’autrice. La regia dello spettacolo è dell’argentino Carlos Branca, che ha all’attivo varie collaborazioni con Luis Bacalov, con il quale ha curato diverse opere liriche.

«E’ la storia di una mamma e di una figlia, nella fase della vita in cui le figlie assumono il ruolo di madre – dice– E’ la storia di una mamma che si ammala di Alzheimer, che perde la memoria e ha bisogno di essere seguita». «E’ uno spettacolo grottesco – sottolinea la Porcaro – perché le caratterizzazioni e i toni sono comici. Poi, però, c’è anche un momento di verità, quando figlia e madre analizzano la loro condizione. Un momento commovente ed emozionante. Ed è stato bello sentire che il pubblico che ha assistito allo spettacolo ha detto di aver riso e pianto».

 Nessun cambio di rotta professionale dunque,  la Porcaro continuerà ad essere una comica che sa anche saper commuovere il suo pubblico di fedelissimi.

Uno spettacolo grottesco, come lo definisce la stessa attrice napoletana, la cui prima parte è fortemente comica, la seconda mette in scena veri e propri momenti di verità con una vena leggermente drammatica. Rosalia Porcaro è affiancata sul palco dall’attrice e ballerina di tango Rosanna Pavarini.

Parlaci del tuo nuovo spettacolo “Core ngrato”, che dal 19 aprile al teatro Trianon Viviani di Napoli. Spettacolo che affronta il tema della malattia dell’Alzheimer.

E’ uno spettacolo che parla molto del rapporto madre/ figlia, poi c’è una badante di mezzo essendo la mamma molto anziana. I ruoli si ribaltano quando i genitori si fanno anziani ed i figli devono assistere i genitori.

Come mai quest’attenzione per l’Alzheimer?

Il cuore ingrato sono quei figli che si dimenticano dei genitori quando diventano anziani.

Hai definito il tuo nuovo spettacolo con la parola “grottesco”. A cosa si deve una parola tanto forte?

E’ uno spettacolo molto comico ma anche molto forte con un messaggio potente e passionale e parla di amore familiare.

Le donne che hai interpretato durante la tua carriera comica, si possono definire dal “core ngrato”?

No, anzi sono tutti personaggi che hanno un po’ subito dei cuori ingrati.

Quanto è difficile per una comica, il passare a un ruolo più drammatico, rispetto ai personaggi che l’hanno resa nota. Questo significa che da ora in avanti darai una svolta alla tua carriera e prenderai ruoli più “impegnati”?

I miei personaggi sono sempre nati da situazione tragiche, un po’ come l’operaia. Insomma ho sempre avuto una vena un po’ tragicomica. Non forzo questa vena, mi viene naturale.

Marco Assante

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