Al Teatro Sloveno di Trieste l’intensa interpretazione di Primož Forte dà voce alla tragedia interiore di Giuda

Data:

Trieste, Slovensko stalno gledališče/Teatro Stabile Sloveno, Sala del Ridotto. Dal 13 aprile al 6 maggio 2018

 “IO sono morto per i vostri peccati, non lui.”

È Giuda in persona ad affermarlo con forza, rivendicando  in un serrato confronto con il pubblico il ruolo che gli è stato negato dalla Storia.

Dopo Ismene, portato in scena nel 2015, il Teatro Stabile Sloveno di Trieste propone un altro monologo della drammaturga olandese Lot Verkemans e, come allora, anche oggi è Igor Pison, brillante e poetico artefice, a firmarne la regia.

Di nuovo, grazie a un intenso monologo si materializza la figura di un personaggio apparentemente secondario, essenziale in verità per la realizzazione della vicenda di cui un Altro risulta essere protagonista indiscusso.

L’interpretazione di Primož Forte ne dà un’immagine tormentata e limpida nella sua sfuggente complessità, in una lettura del tutto laica capace di affondare però nelle tradizioni ebraiche e protestanti per prendere slancio e dar voce così a uno sfogo profondamente umano.

La scenografia di Marjan Kravos è essenziale e suggestiva: presenta lo stretto tavolo dell’Ultima Cena e la posizione in diagonale ne aumenta la percezione di lunghezza; sul lato visibile al pubblico sono dipinti i numeri da uno a dodici con, al centro, lo zero.

Il rapsodico discorso di Giuda ci guida con estrema e logica lucidità in un labirinto governato dal Dubbio, generatore di Azione, “buco nero tra due certezze” definite da una fede che immobilizza e impedisce la realizzazione concreta dell’incontro con Colui che gli fu Maestro e Amico.

In un’epoca in cui “di messia ce n’erano cinque o sette all’anno”, Gesù voleva adempiere ad ogni costo la profezia di Isaia; e allora Giuda proclama con forza il proprio ruolo di “capro espiatorio di tutti”, unico ad aver avuto il coraggio di agire, in un’ineluttabile dualità a causa della quale “non c’è Gesù senza di me”, ricordando che nessun altro tra i discepoli ebbe l’ardire di rimanere lì fino alla fine per fare quello che doveva essere fatto.

I “bei tempi” finirono quando giunsero a Gerusalemme.

Prima era stato tutto diverso e lui aveva capito subito che “l’Uomo diceva molto più delle sue parole” senza però riuscire a comprendere che il nuovo mondo, il Regno di cui parlava non si sarebbe realizzato sulla terra e che gli Ebrei non si sarebbero affrancati nemmeno con Lui per trasformarsi da popolo oppresso a realizzatori di un potere illuminato.

La necessità di contestualizzare quel che avvenne è estrema nel protagonista, che ricorda con disagio e sofferenza laceranti il momento del bacio, punto di non ritorno, attimo in cui fu investito dal silenzio di Gesù che lo devastò infinitamente perché capì che proveniva “dal profondo dell’anima”.

Avrebbe voluto scuoterlo con tutto se stesso, desiderando finalmente un Re che cambiasse per sempre la storia.

Giuda amava molto la presenza contemporanea di luce e buio presente fra i rami degli alberi, dove a volte è possibile percepire che fra essi non c’è nulla. Ad essa si affidò nell’ora più estrema.

Non poté far altro avendo perso tutto ciò che era più importante, ma quel che gli preme ancora oggi è far capire a tutte le persone disposte ad ascoltarlo che non fu un tradimento.

Accogliendo il suo punto di vista e osservando la vicenda da quella prospettiva, è forse possibile dargli torto?

Paola Pini

Trieste, Slovensko stalno gledališče/Teatro Stabile Sloveno
Sala del Ridotto
Dal 13 aprile al 6 maggio 2018
Juda/Giuda
Di Lot Vekemans
Titolo originale: Judas
Prima assoluta in lingua slovena con sovratitoli in italiano
Regia di Igor Pison
Con Primož Forte
Traduzione in lingua slovena: Mateja Seliškar Kenda
Scene di Marjan Kravos
Dramaturg: Sandi Jesenik
Scene di Marjan Kravos
Costumi di Igor Pison
Scelte musicali di Igor Pison
Lettore: Tatjana Stanič
Direttrice di scena e attrezzista: Sonja Kerstein
Direttore tecnico: Peter Furlan
Fonico: Diego Sedmak
Elettricista: Rafael Cavarra
Capo macchinista: Giorgio Zahar
Macchinisti: Marko Škabar, Dejan Mahne Kalin
Guardarobiera: Silva Gregorčič
Traduzione e adattamento sovratitoli: Tanja Sternad
Suggeritrice e sopratitoli: Neda Petrovič
Foto: Luca Quaia
PRIMA E REPLICHE
venerdì, 13 aprile, ore 20.30
sabato, 14 aprile, ore 20.30
venerdì, 27 aprile, ore 20.30
sabato, 28 aprile, ore 20.30
domenica, 29 aprile, ore 16.00
giovedì, 3 maggio, ore 20.30
venerdì, 4 maggio, ore 20.30
sabato, 5 maggio, ore 19.00
domenica, 6 maggio, ore 16.00

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