“Il videogioco”: storia e fenomenologia di un successo planetario

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“I VIDEOGIOCHI SONO UNO STRUMENTO CHE CI PERMETTE DI ENTRARE IN CONTATTO CON ALTRI UNIVERSI” (Kazunori Yamauchi, autore di videogiochi)

Piaccia o non piaccia, il videogioco si è meritatamente conquistato sul campo lo status di medium, ossia di mezzo di comunicazione di massa. Di più: il videogioco è a tutti gli effetti una forma d’arte, cioè un’attività in cui l’essere umano esprime la propria creatività e fantasia, le proprie idee, emozioni e concezioni estetiche, al pari di letteratura, musica, cinema, teatro, pittura, ecc… Da fenomeno di nicchia negli anni settanta e ottanta del secolo scorso, patrimonio quasi esclusivo di bambini e adolescenti (almeno nell’immaginario collettivo) guardato con sospetto, quando non apertamente osteggiato, dai “grandi” (genitori, insegnanti, intellettuali e istituzioni), i videogiochi si sono trasformati in un successo mondiale capace di coinvolgere tanto i ragazzi quanto gli adulti – molti dei quali cresciuti a pane e videogiochi, e quindi maturati insieme ad essi – e di scavalcare qualsiasi barriera culturale. Volenti o nolenti, non si può più ignorare questa realtà bollandola ancora, superficialmente, come “roba per ragazzini” ma, al contrario, si deve fare i conti con essa: il videogioco è infatti parte integrante della cultura contemporanea, della modernità, oltre che un colossale business capace di muovere cifre da far impallidire, al confronto, quelle generate dalla pur florida industria cinematografica. Un affare maledettamente serio, insomma, altro che storie!

Nel tradizionalmente avaro panorama editoriale italiano dedicato all’argomento, il libro di Lorenzo Mosna Il videogioco – Storia, forme, linguaggi, generi (Dino Audino Editore, 130 pp., euro 15) spicca come un’utile guida introduttiva rivolta ai profani, oltre che un piacevole compendio per gli iniziati. Con uno stile chiaro ed essenziale perfettamente funzionale all’intento divulgativo dell’opera, nella prima parte del libro, di carattere storico, l’autore – insegnante di Storia e teoria del videogioco alle Scuole Civiche di Milano, nonché critico videoludico – ripercorre le tappe fondamentali e l’evoluzione stilistica dei videogiochi, partendo dai primi pionieristici esperimenti statunitensi nel dopoguerra, passando poi per eventi cruciali quali lo straordinario successo di Atari con Pong, la crisi del mercato nel 1983, la successiva rinascita dell’industria in Giappone con l’avvento dei colossi Nintendo e SEGA, il rivoluzionario ingresso di Sony con la prima Playstation, il passaggio dal 2D al 3D, il ritorno in prima linea degli americani con l’Xbox di Microsoft, fino ad arrivare al presente, un presente in cui il fenomeno ha ormai raggiunto dimensioni smisurate e promette ulteriori margini di crescita. Non mancano curiosi aneddoti e retroscena, come il mitico caso “E.T. sepolto in New Mexico” o l’intricata vicenda relativa alla rottura dell’accordo Nintendo-Sony, fatto che ha portato alla nascita di Playstation e al conseguente stravolgimento del mercato dei videogiochi: un evento epocale, un vero e proprio spartiacque capace di dividere la storia videoludica in un “prima” e in un “dopo”.

Nella seconda parte del libro troviamo un’interessante sezione “tassonomica” (per riportare il termine utilizzato dello stesso autore), in cui Mosna descrive i principali generi e sottogeneri – con relativi esempi – in cui critica ed appassionati suddividono i videogiochi, pur con tutte le cautele del caso, sottolineando cioè la precarietà e incertezza di tale metodo di classificazione applicato a una materia sempre più “liquida” e complessa, e quindi sfuggente. Chiudono il libro i capitoli dedicati ai meccanismi narrativi del videogioco (sui quali l’autore opera acute riflessioni), al clamoroso successo della piattaforma Steam di Valve, e al punto sulla situazione attuale, da cui prendere spunto per gettare uno sguardo verso gli scenari che verranno: Microsoft, Sony e Nintendo continueranno a spartirsi il mercato delle console? Il boom dei giochi per dispositivi portatili durerà? Dopo i primi esperimenti poco convincenti la realtà virtuale (VR) soppianterà il videogioco tradizionale? Il PC manterrà la sua influenza sul mercato grazie al gioco on line? Gli eSports saranno riconosciuti come discipline olimpiche dal CIO? Chi vivrà vedrà! In ogni caso, tra tanti angosciosi e oscuri interrogativi, svetta una luminosa certezza: il videogioco come medium e come forma d’arte scoppia di salute, e avrà ancora tanto da dire e da dare nel futuro. E già non è poco quel che ha fatto finora, quel che si è lasciato alle spalle, quello che ci ha regalato in questi suoi primi, straordinari cinquant’anni (circa) di vita. Per raccontare questa fantastica storia ci vorrebbero migliaia di pagine, eppure, nonostante ciò, Lorenzo Mosna ha il pregio di riuscire nell’impresa utilizzandone poco più di cento – il cosiddetto dono della sintesi. Ovviamente non ci si può, non ci si deve aspettare di trovare tutto (non stiamo parlando di un’enciclopedia!), ma Il videogioco riesce comunque a offrire un chiaro ed esaustivo sguardo d’insieme, e coglie l’essenza dell’argomento trattandolo con tutta la serietà e professionalità che merita. Serietà e professionalità che non impediscono all’autore di lasciar trasparire la propria passione, facilmente riconoscibile per chi è affetto dalla stessa “mania” (averne di manie così…).

Francesco Vignaroli

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