Fabrizio Maria Carminati dirige a Trieste l’ultimo concerto sinfonico della stagione

Data:

Trieste, Teatro Lirico Giuseppe Verdi, 26 e 27 ottobre 2018

 Diretta con piglio arguto e brillante da Fabrizio Maria Carminati, in questi ultimi anni presenza ormai abituale a Trieste seppure principalmente nella stagione lirica, l’Orchestra della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi è stata protagonista indiscussa dell’ultimo concerto sinfonico di quest’anno con un programma che ha reso chiaramente manifesto lo stretto legame tra epoche e compositori sempre esistente ma a volte poco percepito dai meno esperti, grazie alla proposta di opere che hanno attraversato i secoli e, particolarmente amate da alcuni autori, sono state da loro trascritte o usate come punto di partenza manifesto per ulteriori composizioni.

Pëtr Il’ič Čajkovskij, nella Quarta Suite in sol magg. op.61, da quattro brevi opere dell’amato Wolfgang Amadeus Mozart (K574, K355, K618 e K455), realizzò una Suite dotata di grande leggerezza che dagli iniziali movimenti brevi (la brillante Giga e il più meditativo Minuetto) si amplia, soprattutto a livello formale, nella Preghiera tratta dal meraviglioso Ave Verum (nella trascrizione per pianoforte di Franz Liszt dal brano corale di Mozart) che Čajkovskij fece precedere da un’introduzione aerea affidata ai legni, ai corni e all’arpa e chiuse con una coda sognante oltre misura. Il finale e più esteso Tema con variazioni è particolarmente ricco di sfumature grazie alla struttura del movimento che predilige gli elementi timbrici su quelli armonici, ritmici o melodici affidando il testimone di volta in volta a una diversa sezione dell’orchestra. Tra i diversi inserti solistici presenti nella composizione è spiccato il lungo e intenso assolo di Stefano Furini, primo violino dell’Orchestra della Fondazione.

La direzione di Fabrizio Maria Carminati, dotata di notevole ricchezza espressiva, ha ben evidenziato sia la delicata giocosità di Čajkovskij, sottesa anche nei momenti più densi, sia la diversa temperie della musica di Ottorino Respighi, protagonista della seconda parte del programma.

La sua partecipazione gestuale, dotata di duttilità decisa e puntuale, ha reso eloquentemente le distinte parti di Rossiniana, su musiche (Le riens) di Gioachino Rossini che Respighi scelse di comporre a partire da alcune delle numerose trascrizioni scritte da Mauro Giuliani a inizio Ottocento: il solare e vivace primo movimento (Capri e Taormina – Barcarola e Siciliana) è seguito dal più cupo e mesto Lamento e dall’Intermezzo danzante e fiabesco si giunge alla conclusiva e  frizzante Tarantella “puro sangue” (con passaggio della Processione).

Le Vetrate di chiesa, impressioni sinfoniche, evocano, grazie a una notevole e suggestiva pienezza orchestrale sempre fresca e mai pesante, le immagini cui si ispirano favorendone un’ideale visualizzazione: l’andamento un po’ rapsodico della Fuga in Egitto, la densità concettuale del San Michele Arcangelo, lo straniamento de Il mattutino di Santa Chiara, la grandiosità di San Gregorio Magno.

L’immediatezza comunicativa di Carminati, unita all’evidente sintonia con l’Orchestra hanno conferito ulteriore piacere a un ascolto già di per sé apprezzabile di opere non abitualmente presenti nei cartelloni teatrali.

Paola Pini

Trieste, Teatro Lirico Giuseppe Verdi
Stagione sinfonica 2018
26 e 27 ottobre 2018
 
VI Concerto Sinfonico
Direttore Fabrizio Maria Carminati
 
Pëtr Il’ič Čajkovskij
Quarta Suite in sol magg. (Mozartiana) op. 61
Ottorino Respighi
Rossiniana, su musiche (Les Riens) di Gioachino Rossini
Vetrate di chiesa, impressioni sinfoniche
 
Orchestra della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

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