Interessante carrellata didascalica tra i vari tipi di donna che hanno fatto la storia in ”FEMMINA” di  P. PINGITORE 

Data:

Al Salone Margherita di Roma, fino al 3 febbraio 2019

Nel genere umano c’è sempre stata la dicotomia amore-rivalità,completamento psico-fisico e lotta per il potere tra la donna e l’uomo, i due emisferi celesti, lo”ying” e lo”yang” cinese, da quando, secondo le teorie creazioniste od evoluzioniste, è cominciato il cammino dell’Universo.La preistoria riflettendo con acume socio-analitico su questo, il commediografo ”patrono” del SALONE MARGHERITA,conosciuto meglio a ROMA come BAGAGLINO, che ebbe come nume tutelare pure CASTELLACCI; ha ricostruito le leggendarie e famose donne che si sono più distinte per più di due millenni quanto a comando, istinto intuitivo, razionale lungimiranza e sentimento amoroso singolo o collettivo, raggruppandole per alcune categorie. Si sono così potute rivedere le femmine valutate nei nostri studi, quelle conosciute attraverso il “mega” e piccolo schermo, i social network, informatici, facendone addirittura coppie di confronto parallelo con uno spigliato,dinamico e musicale cabaret con la ”live band” jazzistica e swing diretta dal maestro E. SIMEONE ed il cantante V. CALDAROLA, sulle cui note si sono esibiti i protagonisti e la scintillante formazione giovanile di belle ragazze con i loro balletti sulle coreografie moderne e sensuali della brava ed esperta maestra tersicorea F. HANACK. Il filo conduttore esplicativo e ricco di colore, battute allusive e parodistiche era Martufello con uno stravagante abito policromo,che tentava di mediare tra le due parti in causa, a partire dalla fatale donna EVA responsabile del morso alla mela del serpente,incarnata dalla procace e bionda Raffaella Di caprio,contrapposta alla discussa ASIA ARGENTO per aver lanciato la campagna contro la violenza sessuale alle donne denunciando il regista WELLSTEIN dopo lungo tempo ed accusata a sua volta d’aver corrotto il giovane Bennet che le ha chiesto soldi. Lei reduce dal conclamato rapporto con F.Corona è stata interpretata da M. VILLA, che ha poi cantato con struggente e forte ugola canora, canzoni come”Un amore così grande” e “Non sono una signora”. Dopo le donne sexy è stata la volta di quelle star, del firmamento televisivo e pubblicitario con MADONNA, appesantitasi con gli anni e la sua fortunata ricchezza, confrontata alla conturbante RAFFAELLA Carrà, scatenata con il motivo di L. DALLA ”Attenti al lupo”. Non si può dimenticare nemmeno la performance di un’inedita B. D’URSO con il suo show giornaliero mediatico di ricostruire drammatiche verità, facendo gossip con il cuore; mentre perle figure sante è stata riproposta la pulsella d’Orleans, con la sua fiammeggiante spada ben brandita da V.Schisano, mentre per l’antichità mitologica è stata citata l’eroina Elettra resa sarcasticamente da Mario Zamma che ha ricostruito a modo suo l’Iliade per le battaglie degli eroi dei due popoli. Le sante ed i cavalieri hanno ceduto il posto alle femmine di potere per il fascino muliebre o l’autorità rivestita, quali BRIGITTE BARDOT nella seducente bellezza in”guepierre” paragonata alla dileggiata moglie di Macron, la Brigitte da tutti ritenuta madre o perfino nonna con tanto di gossip. L’ultima mascherata del primo tempo è stato sulle donne di ferro come Messalina,moglie del divo Claudio che fece conquiste ma non poté lasciare il soglio imperiale a Britannico per colpa di AGRIPPINA pur avendo fatto avvelenare le mogli per timore, oppure la dama dell’est, A. Merkel che s’accinge a lasciare,dopo aver fatto sviluppare la Germania con l’euro. L’elogio finale è per Francesca da Rimini destinata a Cianciotto Malatesta,ma da lui soppressa per l’adulterio con il fratello PAOLO letto dalla voce fuori campo di Pingitore nel V canto dell’inferno. Il secondo tempo è stato dedicato solo alle eroine come ANITA dedicatasi all’eroe dei due mondi, conosciuto in ARGENTINA, da cui fu tradita, ma che si batté per la repubblica Romana con orgoglio e cadde per mano dei francesi con il monumento ricordo al GIANICOLO; mentre Martufello e la GIOVANNETTI fanno le sprezzanti caricature di Camilla D’Inghilterra e la sindaca di ROMA, che non c’è fattivamente sul campo. Non si possono sottacere nemmeno la regina dell’illuminismo:madame Pompadour di fine ‘700, Greta Garbo ed A. Ekberg, favolosa musa di Fellini nel bagno della dolce vita a fontana di Trevi con M. Mastroianni, celebrato con la mostra all’Ara Pacis. Per il cinema italiano, viene rammentata la focosa gelosia per la supremazia patinata sul set tra Gina Lollobrigida e Sofia Scicolone, divenuta Loren con Carlo Ponti,vincitrice di due statuette Oscar. Ha chiuso il fulgido spettacolo, il terzo tempo con le barzellette e spiritosaggini di Martufello, come ai tempi dell’indimenticabile Oreste Lionello. C’è tempo per gustarsi il revival storico in chiave femminile fino al 3 febbraio. Una donna che è partita dalla gloria del marito per assurgere a grintosa e polemica autrice e presentatrice televisiva di vari programmi è la Pavese Maria De Filippi, cui è stato riservato un particolare sketch omaggio con un’icastica voce quasi maschile.

Giancarlo Lungarini

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