Si pubblica la poesia “L’urlo d’amore” di Giuseppe Sanfilippo

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L’urlo d’amore

Perché ti cerco, me lo sono chiesto tante volte…
Sono un bugiardo, mi faccio domande che hanno già risposte.
Mi ha sorpreso l’abbraccio d’un incanto unico,
sei una parte di me che non avevo,
sono una parte di te che ti mancava
lo leggo nei tuoi occhi e nel tuo cercarmi.
Porti luce al mio animo
perché dici che sono troppo per te.
Lasciati andare a me,
sai che lo vogliamo entrambi.
Non dir più nulla,
se sei un sogno ti prego non svegliarmi mai.
Pensi la stessa cosa, non me lo puoi nascondere.
Non essere gelosa, anche se divieni più bella…
vita e sogni fai riemergere.
Io sono un uomo che ti vuole trovare in mutande rosa nel mio letto,
non parlar più di lei,
non mi sarebbe dispiaciuto entrare nel suo letto,
ma tu sei quella da cui mi aspetto di trovare un letto caldo.
Le avrei strappato le sue mutande nere lo confesso,
sei dolce, mi blocchi con i tuoi baci per non farmi parlare volgare.
sono un porco e divieni gelosa.
Perché ti cerco, me lo sono chiesto tante volte,
non ho bevuto, vado fuori binari, lo so, sono solo
brillo d’amore, cosa mi hai fatto?
Sei la mia musa poetica, ma ricorda che io son
pur sempre un uomo.
Sono quell’uomo che diviene quello che vuoi.
Mi hai criticato di essere molto delicato, ti ricordi?
vuoi un uomo bastardo: allora eccomi come mi vuoi tu.
Ti guardo e non cerco più risposte.
Mi ha sorpreso l’abbraccio di due anime che
si sono incontrate in un canto unico,
mai avrei pensato che in un petalo di rosa
avrei ritrovato quel qualcosa che mi mancava.
Ci basta guardarci in faccia e negli occhi per capire
cosa vogliamo dirci.
Sei dea quando mi dici che sono l’uomo che sognavi.
non ti sopporto quando mi dici che sono uomo troppo perfetto per te.
Sei impossibile quando dici che merito una donna migliore di te,
lascia scegliere a me.
sai che è una stupida bugia che dici a te stessa,
siamo tutta la poesia che cerchiamo e io quell’uomo che ti vuole.
C’è una terza donna lo confesso e la carne mia è debole,
ma che ci posso fare se quest’anno attraggo…
è un momento brillante, ne vorrei approfittare,
sei poesia e io un uomo mi tengo al mio posto.
Va bene, sono bugiardo, le ho invitate a ballare il tango con me,
quando non c’eri, desiderando di trovare te, al loro posto,
l’ho fatto, non lo nascondo, ma solo perché mi hai lasciato.
Non parlare più, vieni a casa mia, ho voglia e fame di te:
è il bisogno di sciogliere il mio poetare arcaico lasciando spazio
al mio urlo d’amore che appartiene solo a te.

Giuseppe Sanfilippo

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