Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

BLUE MAN GROUP, I FENOMENI AL TEATRO ARCIMBOLDI

Data:

Al Teatro degli Arcimboldi di Milano, fino al 24 marzo 2019

Ha debuttato a Milano, al Teatro degli Arcimboldi, lo spettacolo del trio americano Blue Man Group, tre fenomeni dal volto completamente dipinto di blu; un mix di musica, tecnologia, ironia, il tutto con una costante: il colore.
Una performance dove il corpo viene assunto come medium artistico. Ironia, fantasia e meccanismi di scambio reciproco tra i tre ed il pubblico come autentica espressione artistica contemporanea. Quasi due ore ininterrotte senza intervallo, e senza una parola: il tutto a gesti, sguardi, movimenti. Gli occhi del trio sono incredibilmente magnetici, in fondo sono vestiti di nero, senza nulla di particolare che possa attrarre. Il gesto teatrale è fondamentale, insieme all’aspetto musicale ed all’arte del corpo, è perfettamente in grado di sopperire alla mancanza di linguaggio verbale, traducendosi in linguaggio universale comprensibile da chiunque, privo di confini fisici, senza distinzione di razza e di età. Al centro una grandissima energia, l’interazione tra persone, esplosioni di colore, musica coinvolgente: con tutto ciò Blue Man Group inneggia alla gioia, tiene incollato il pubblico a sè, fa sì che l’attenzione non cali mai, portando lo spettatore a sentirsi parte integrante dello spettacolo. Spettacolo dal ritmo incessante, con cambi repentini, colpi di scena frequentissimi. D’altronde da anni sono in scena tutti i giorni al Luxor di Las Vegas, l’hotel a tema antico Egitto: se non si è più che speciali, innovativi e fuori dal comune, a Las Vegas non si lavora.
Ma chi sono i Blue Man Group? Nato dalla mente di tre studenti americani (Matt Goldman, Phil Stanton e Chris Wink) nel fervore culturale della New York degli anni ’80, Blue Man Group è cresciuto a dismisura trasformandosi in un collettivo di artisti e diventando un cult mondiale tanto da entrare a far parte, nel 2017, della famiglia del Cirque Du Soleil. Dal 1991, anno del suo debutto teatrale all’Astor Place Theatre, ad oggi, Blue Man Group è diventato uno tra gli spettacoli più visti al mondo. Blue Man è quella parte di noi che non vuole smettere di essere curioso, vuole trovare il modo di essere sempre creativo. È per questo che l’Uomo Blu si può considerare cittadino del mondo. Così affermano Chris Wink e Phil Stanton. Semplicemente strepitosi, come non se ne vedono spesso. Su quel palco succede di tutto: ma fondamentalmente i tre sono dei percussionisti di incredibile bravura. Supportati da altrettanto spettacolari quattro musicisti (due batterie, una tastiera ed una chitarra), che spesso suonano al buio, i Blue Man suonano diversi tipi di percussioni, ma il loro forte sono i tubi idraulici, che sembrano le canne di un organo. Tubi che, affermano, sono quelli che uniscono tutti gli uomini, sottoterra, senza alcuna distinzione; solo l’idea di suonare così merita di non perderseli. Come recita il loro slogan, Duro da spiegare, facile da amare non è semplice descrivere nero su bianco cosa sono riusciti a mettere insieme quei tre. Bisogna assolutamente vederli!

Chiara Pedretti

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