Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

Maschere grottesche e deformanti con pubblico e bambini in visibilio per “Hotel Paradiso”

Data:

Al Teatro Sala Umberto di Roma, fino al 7 aprile 2019

Una vera strenna di Pasqua, un tesoro artistico insolito,è stato quello che la compagnia tedesca di Stoccarda,in collaborazione con  il teatro di Duisborg, ha presentato in questa settimana al teatro Sala Umberto con un grande successo derivato dalla sarcastica parodia muta d’una serie d’esilaranti turisti della Baviera, che si recano nello strano e pericoloso”hotel Paradiso”Qui in montagna vige la ferrea autorità d’una anziana signora ripiegata sulla sua terza gamba,il bastone di legno,che dirige dopo la morte del suo rimpianto marito affisso alla parete di fondo.Vediamo così una dama con una preziosa rosa in mano, un ispettore della camera di commercio che toglie le 4 stelle sulla porta,nonché un ladro con il sacco in spalla che s’appiatta per terra nascondendosi in un tappeto mentre la polizia lo bracca.Intanto il figlio alla ricezione litiga con la sorella per la conduzione e gestione dell’hotel,mentre la donna delle pulizie ha le mani lunghe, rubando la collana d’una gran signora che il giovane recupera,struggente la condotta della domestica con la scopa in mano, con il cuoco che seziona non soltanto carne d’animale,ma pure umana con il grembiule lordo di sangue e la mannaia in mano. Nel passaggio da uno sketch all’altro le risate sono irresistibili ed i bambini esplodono in fragorose risate che denotano il loro sincero e semplice divertimento, riconfermando l’originale spettacolo come un clamoroso episodio dell’arte inventiva accostabile al” teatro delle maschere”nella commedia dell’arte del’ 500.Insomma un pieno vivace d’ironica realtà deformata e surreale,con un pizzico di triste struggimento malinconico. Si replica con allusioni linguistiche strabilianti fino al 7 aprile su pezzi d’invenzione e geniale,con un forte contributo sarcastico per la regia del gruppo, che si congeda con un classico suono di strumenti da camera.

Susanna Donatelli e Giancarlo Lungarini

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