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“GodSpell”. Un debutto in perfetto stile musical firmato dal regista canadese Kenneth Avery Clark

Data:

Al Teatro Cometa Off di Roma dal 17 al 19 maggio 2019

Sono bravi i giovani interpreti dell’American Musical Theatre Academy e ne danno prova durante lo spettacolo “GodSpell” in prima italiana andato in scena al Teatro Cometa Off di Roma dal 17 al 19 maggio scorso. Un debutto in perfetto stile musical firmato dal regista canadese Kenneth Avery Clark. Si muovono in un palcoscenico di misure assai ridotte i 18 interpreti ma sono perfettamente amalgamati in sinergia tra loro: voci impeccabili e un entusiasmo da vendere. L’energia è quella che si respira nei teatri londinesi a cui questo spettacolo sembra essere destinato. Strutturato in una serie di parabole, principalmente basate sul Vangelo secondo Matteo (con riferimento anche ad alcuni passi della Passione di Cristo e ai Vangeli di Luca e Giovanni), lo show inizia con la comparsa di otto “filosofi contemporanei”, che nonostante siano impegnati in attività frenetiche della propria quotidianità, tentano di dare una spiegazione a ciò che accade nel mondo. Ne nasce uno spettacolo che riflette con saggezza e ironia sull’uso dei mezzi di comunicazione, sull’individualismo e sul senso della collettività. La versione di Avery Clark sa dosare sorriso e critica sociale, movimento e staticità: il tutto in lingua inglese e con una band che suona dal vivo e che sovrasta la scena. Cantanti, attori e performer capaci costruiscono così una sorta di Torre di Babele.

Sarà Jesus – interpretato dal convincente e dotato Stefano Francabandiera –  che cercherà di far confluire i diversi punti di vista in un’unica dottrina. Il suo intento sarà infatti quello di  creare una comunità pura, non riunita sotto una corona, ma formata da un gruppo di uomini e cerca di diffondere il suo insegnamento usando una serie di parabole famose (come “Il giudice e la vedova”, “Il Fariseo ed il Pubblicano”, “Il figliol Prodigo”, “Il seminatore”, “Il buon Samaritano”) che vengono messe in scena e cantate dai suoi discepoli interpretati da Carmine Barbato, Mariateresa Viscovo, Erica Picchi, Filippo Francucci, Eleonora Zito, Roberto Pusateri, Alessandra mercuri e Paolo Cives.

Il Maestro tenterà dunque di diffondere la sua filosofia, basandosi su una visione più moderna e decisamente “urbana”, tentando di ricomporre la normale dispersione della vita quotidiana e delle proprie responsabilità, attorno al primato dell’amore incondizionato ed universale: l’amore è ciò che fa miracoli.

Annalisa Azzurri

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