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MARIELLA NAVA: UNA SGUARDO ESTETICO E FILOSOFICO SULL’OPERA DI UNA GRANDE POETESSA

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Oggi sfogliando il mio archivio ho ritrovato degli scritti che ho dedicato a una grande artista e poetessa della canzone italiana: Mariella Nava. All’epoca ero un ragazzo, non studiavo ancora filosofia e non conoscevo la disciplina “Estetica dell’arte o filosofica”. Mi ricordo che ero ancora alle elementari: in quinta elementare per essere preciso. Rivelo una cosa di cui non ho parlato prima, che avviene quando Mariella Nava inizia a scrivere per la canzone italiana. Da quel momento in poi nelle canzoni ricercavo il bello dell’arte e un anche senso filosofico, puntando sempre a ricercare una connessione e relazione tra il testo di un brano e l’essere umano in generale. Questo con un concetto chiaro: definivo la canzone una poesia e dentro ogni poesia si narra non solo i sentimenti del poeta ma anche i sentimenti che appartengono a tutti”. Inoltre, mi dicevo che vi erano poesie o canzoni a cui un singolo era più legato mentre ad altre era meno legato. Ciò lo spiegavo così: si è legati più a certe canzoni o poesie poiché ci toccano, accarezzano qualcosa che sta dentro di noi. Accarezzano, sussurrando frammenti di un nostro sentimento. Osservavo un artista per cui la Nava ha scritto, ovvero Renato Zero e mi domandavo come facesse a essere bravo a interpretare magistralmente e in modo unico una poesia scritta da una collega. Perché è bravo! Qualcuno direbbe e io risponderei “Sì”, ma non basta un “Sì” per spiegare il grande talento di un artista, poiché a mio avviso, quando un artista interpreta un testo o una poesia scritta da un altro e lo fa bene, accade sì perché è bravo e un professionista, ma sopratutto perché quel testo lo sente, lo accarezza e gli sussurra qualcosa che sta dentro di Sè. Proprio la Nava, oltre ad essere una grande cantautrice, è sempre riuscita a donare ai suoi colleghi i giusti versi, quegli stessi che i colleghi medesimi potevano sentire da dentro. La Nava è una delle artiste cantautrici che tocca il cuore di chi l’ascolta, ma anche di chi poi interpreterà le sue opere.

Questo era il mio giudizio che ho scritto su Mariella Nava nel 1994. Quando, piccolo seguendo il Festival di Saremo dello stesso anno, scoprii o meglio conobbi questa grande poetessa. Avevo dieci anni circa, lasciando da parte questo scritto tutto questo tempo. Qualche settimana fa, parlando di canzoni e musica italiana con un amico, viene fuori il nome della Nava. È così, ho sentito il bisogno di andare a ricercare quello che avevo scritto su questa meravigliosa artista. Ma chi è Mariella Nava?

Mariella, ovvero Maria Giuliana Nava – tarantina – inizia a studiare pianoforte fin da bambina e prosegue gli studi di composizione tra Taranto e Roma. Inizia da ragazza e per gioco a scrivere le sue prime canzoni, un misto di pensieri, riflessioni come quelle che prima si annotavano nei propri diari e oggi, spesso, si postano sulle pagine dei Social. Sono i suoi amici più cari ad accorgersi del suo talento e a consigliarle di fare ascoltare le sue prime composizioni, ma la vera svolta arriva quando lei stessa invia una sua canzone all’attenzione di Gianni Morandi, che ne resta particolarmente colpito per la sensibilità con cui affronta l’argomento del rapporto genitori-figli. Si tratta di “Questi figli“, un brano scritto a metà degli anni Ottanta, ma di valenza sempre attuale. Da qui il primo contratto discografico con la RCA e il suo debutto artistico avvenuto con il suo primo festival di Sanremo nel 1987, con il brano “Fai piano”. Arriva nell’‘88 il primo riconoscimento al Club Tenco come “Miglior Opera prima” per il suo primo album “Per paura o per amore”. Sono questi gli anni in cui cresce la stima […] nei suoi confronti da parte di pubblico, critica e ambiente musicale. Via via sono tante le collaborazioni illustri e tante canzoni scritte per molti grandi nomi. Tra questi sicuramente spiccano: “Come mi vuoi”, scritta per Eduardo De Crescenzo nel Sanremo del 1989 e ricantata poi da Mina, “Spalle al muro” (ricordata come “Vecchio“), scritta per Renato Zero, per il Sanremo ’91, “Per amore”, scritta per Andrea Bocelli1, ma interpretata inizialmente dalla ballerina Flavia Astolfi al festival di Saremo 1995, eliminata dopo la prima esibizione2, ma resa celebre in tutto il mondo da un’infinità di interpreti e in particolare da Zizi Possi in Brasile. Riceve nel 1991 il premio Lunezia per il valore letterario dei suoi versi in musica. E ancora, di particolare interesse, sono il duetto con Pino Mango in “Il mio punto di vista”, con Dionne Warwick in “It’s forever”, in “Futuro come te” con Amedeo Minghi, nel Sanremo del 2000 e la canzone scritta per Lucio Dalla “Notte americana”
 e alcuni temi musicali composti per spot pubblicitari come Orogel, Zucchi, Stufe Nordica, Olio Monini, Fileni Bio e ancora molte canzoni scritte per cause sociali importanti come “Eppure vivono”, “Piano inclinato”, “Dentro una rosa”, “Fade out”, “Gli ultimi”, “Fisionomia”, “Un minuto di silenzio”, “In nome di ogni donna” (quest’ultima contro la violenza sulle donne) e ancora “Stasera torno prima” donata all’Anmil e diventata colonna sonora della campagna sul tema della Sicurezza sul lavoro. Premiata con tanti riconoscimenti per questa sua attenzione ai temi sociali attraverso testi toccanti di grande intensità, nel giugno 2015 è stata insignita dell’onorificenza di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Ancora ricordiamo molte partecipazioni al Festival di Sanremo con buoni risultati come “Il cuore mio” del 2002 (premio Lilt per la Vita), “Terra mia” del ’94 (Premio Volare) e, soprattutto nel ’99, terza classificata e premio della critica come miglior musica con “Così è la vita3.

Una grande maestra della canzone e poesia italiana. La stessa che – come già detto – grazie alla sua partecipazione al Festival di Saremo 1994 con “Terra mia”, mi ha incantato e condotto a scrivere sull’arte della canzone e musica italiana. Tutto è partito da quel festival e con la sua “Terra mia”. Si tratta di una poesia, con un messaggio d’amore immenso e che viene tirato fuori dall’artista in modo unico, come se fosse proprio l’anima dell’autrice a urlare un amore per la sua terra. Una poesia che descrive questo amore, la fatica che un popolo fa e allo stesso tempo una poesia in cui si esalta il messaggio di libertà. C’è filosofia, una filosofia che dice che possiamo liberare, cambiare il pensiero, perché il pensiero può cambiare e cambiando questo tutto può cambiare. Si parla di un territorio del Sud, ma il messaggio che dona il testo ha un valore più ampio. Ma ciò non è stato colto da nessuno. Da dove l’ho colto io? Innanzitutto, dal fatto stesso che la Nava canta questo brano in italiano con frammenti in dialetto, con una valenza non difficile da comprendere. Inoltre, parliamo di un testo che parla sì del Sud e del legame che l’autrice ha con le sue origini, ma voglio far notare che se facciamo una ricerca su testi analoghi a questo, notiamo che la maggior parte sono incisi solo ed esclusivamente in dialetto e spesso divengono quasi canti popolari, poiché hanno tale valenza. Anche “Terra mia” della Nava ha tale valenza, ma la cantautrice l’ha cantata in italiano, come se si volesse esaltare un’Italia fatta di tanti territori che hanno tradizioni, storie da conoscere e da conservare – gli stessi che possono migliorare per valorizzare la bellezza. I frammenti di dialetto stanno ad indicare un patrimonio culturale del territorio, ma che appartiene all’Italia. C’è la voglia di cambiare e quindi la voglia di costruire. E poi c’è un verso che recita “Tutta la vogghiu / tutta la vogghiu liberari…4”: liberare dalle lagune e dai pregiudizi. Liberarla e salvala da tutti i mali. E ancora: “E’ dolore, agonia/storia che ci offende /ma vorrai gridare pure tu: quest’aria lo pretende voci che dicono: “NO!5“… Quindi basta con i pregiudizi, basta con le divisioni, l’aria lo pretende. Quell’aria che si trova nelle parole di chi parlava di Unità e di Nazione. Queste sono state le parole che ho scritto su Mariella Nava e sulla sua poesia “Terra mia”, sulla quale dico che per me a suo tempo avrebbe meritato la vittoria.

Dopo è stata la volta del Festival di Saremo 1999 con “Così e la vita” e ancora una volta mi sono trovato a scrivere su di lei. Un testo filosofico, di filosofia di vita. Una riflessione sulla vita in cui si evidenziano aspetti quotidiani. La vita che ci sospende. La vita con i suoi segni inconfondibili, la vita con i giorni imprevedibili. La vita di dolore che non tarda mai ad arrivare, ma che raffigura una spia luminosa. La vita generosa. La vita che ci riprende dalle speranze. La vita che puoi comunque trasformare, al di là di tutto e di ogni cosa.

E come non ricordare la sua collaborazione con un altro Poeta della canzone italiana, ossia Pino Mango, con cui è nata la poesia “Dal mio punto di vista delle cose”. Un altro pezzo forte e profondo. Una canzone d’amore che esprime che quando amiamo i nostri punti di vista iniziano dalla persona che amiamo. Con la stessa si spostano i criteri. Quando amiamo, la persona abita nei nostri pensieri. Ogni cosa che facciamo, ogni idea che elaboriamo mettiamo in risalto, in primo piano la nostra amata. E come non ricordare la grande collaborazione con il poeta Amedeo Minghi? E la meravigliosa poesia “Futuro come te”, portata sul palco di Saremo nel 2000. Una poesia d’amore che ancora ci parla di unione. L’amore di due anime, fatta di storie, voci da ascoltare, perché così si tagliano i confini. Una poesia che è ancora viva perché vive nell’attualità. Quell’attualità stessa, accantonata nell’anima umana. Infatti, oggi non badiamo ai nostri bisogni di incontrarci, siamo depressi, senza comprendere il perché. Ebbene, quello che ci manca lo troviamo nei frammenti poetici della Nava. Da “Futuro come te” possiamo riflettere perché le storie non durano. Parliamo di una poesia che ci parla e ci dice cosa ci manca: l’incontro tra due anime.

C’è tanto da dire su questa grande artista della canzone e poesia italiana, sopratutto sulla sua sensibilità e la sua capacità di giungere, toccare ed esprimere il profondo dell’anima umana. Quell’anima che vuole il bene, quell’anima che desidera pace, unione, quell’anima che è capace di trasformare la vita. Non si può dire tutto in un articolo e non è facile riassumere il tutto. Lo concludo ricordando ancora la sua partecipazione al Festival di Saremo 2002 con “Il cuore mio”.

Mariella Nava è sempre attenta ai temi culturali e sociali del nostro Paese, segue, affianca ed è da sempre vicina e partecipe a molti eventi importanti a titolo di solidarietà. Nel 2013 fonda “Suoni dall’Italia”, un Laboratorio / Etichetta indipendente per dedicarsi, circondandosi da validi collaboratori di esperienza, a favore di quella musica che oggi non trova molti “spazi” e soprattutto dei giovani che meritano attenzione. Molto vicina ai concorsi nazionali che mettono in luce il talento dei giovani come Musicultura e il premio di Aversa per sole cantautrici intitolato a Bianca d’Aponte. Ha pubblicato una compilation dal titolo “Sanremo sì Sanremo no” in cui ha raccolto tutti i momenti salienti della sua carriera dagli inizi fino ad oggi. A quattro anni dal suo ultimo disco “Tempo mosso” esce “Epoca”, nel febbraio 2017: il nuovo album di inediti annunciato dalle anteprime “Prima di noi due” e “Il nostro correre” nei giorni precedenti al Natale. Epoca” festeggia il trentennio di carriera iniziata da quel suo primo festival di Sanremo del 1987, proprio in uscita in questi giorni. Un album che vuole collegare la tradizione e il futuro della nostra canzone e in cui Mariella scrive, interpreta, suona, arrangia, circondandosi dei suoi più affezionati musicisti.

Giuseppe Sanfilippo

1 In Mariella Nava Biografia su www.mariellanava.it 08/07/2019

2 In Flavia Astolfi su www.musicalstore.it 09/07/2019

3 In Mariella Nava Biografia su www.mariellanava.it 08/07/2019

4 In “Terra mia” Testo su Angoli testi – www.angolitesti.it 08/07/2019

5 In “Terra mia” Testo su Angoli testi – www.angolitesti.it 08/07/2019

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