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Pina Testa e il San Carlo di Napoli, dal 1973 è una storia infinita

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Pina Testa deve la sua formazione al Teatro di San Carlo di Napoli. Nel 1973 entra nella Scuola di Ballo e nel 1978 consegue il diploma che la abilita sia alla professione di insegnante che a quella di ballerina. Nel 1977 entra stabilmente nel corpo di ballo del teatro, diventando prima solista e poi, nel 1987, prima ballerina, qualifica che le permette di ricoprire tutti ruoli più importanti del repertorio classico. Durante la sua carriera, ha vinto numerosi premi e ha danzato in festival prestigiosi quali il festival di Spoleto e il festival de L’Habana di Cuba. Ha lavorato con i più noti coreografi, tra cui Peter Shaufuss, Derek Deane, Rudolf Nureyev, Roberto Fascilla, Ricardo Nunez, Zarko Prebil, Luc Bouy ed Alicia Alonso. Suoi partner sono stati Marco Pierin, Vladimir Vassiliev, Vladimir Derevianko, Raffaele Paganini, Lazaro Careno. Dal 1977 dirige l’ensemble di danza classica e moderna Professional Ballet, che ha formato numerosi danzatori, e nel 1997 fonda, assumendone la direzione, la Compagnia salernitana del balletto. È presidente dal 2004 del Teatro Delle Arti, teatro nel quale la compagnia partecipa stabilmente a diverse produzioni con i registi Gaetano Stella, Claudio Tortora, Antonello Ronga, molte delle quali hanno calcato palcoscenici importanti, come il teatro Sistina di Roma. È inoltre coreografa del premio Charlot  e di numerose opere liriche presso il teatro Verdi di Salerno, spesso dirette dal maestro Daniel Oren. Basterebbe questo a descrivere l’arte coreutica di Pina Testa, la regina indiscussa della danza a Salerno da ormai quarant’anni, a dimostrazione che il passato sulle scene del mondo della danza l’ha forgiata come pochi in regione. Fino agli ultimi successi con “Professional Ballet”, l’ultima creatura dell’artista che con i suoi quindici collaboratori ha allestito una vera e propria stagione di danza al Teatro delle Arti di Salerno lo scorso mese di giugno. E proprio in quelle rappresentazioni si è tornati indietro nel repertorio di “Coppelia”, “Esmeralda”, “Sylvia” e fino al 1789 con il primo balletto del repertorio “La fille mal gardèe”. E poi un viaggio in tutte le latitudini e longitudini della danza, con incursioni nel repertorio contemporaneo di “Concerto rosso” ed in quello hip hop con “Double H” che ci riconduce agli albori del 1973 per poi passare alla video-dance con “Mithos”.

Senza dimenticare l’incredibile invito alla lettura con “Inside book”, un’idea geniale del “Professional Ballet” attraverso la trasposizione coreografica delle pagine di “Iliade”, Odissea”, “Gli ebrei dello zoo di Varsavia”, “Lancillotto e Ginevra” ed “Il grande Gatsby”. Il popolo della danza del Teatro delle Arti di Salerno ha fatto davvero il giro del mondo coreutico a braccetto con Pina Testa tornando ancora una volta nel bel mezzo del Novecento con la celebre “Mamma mia” degli ABBA e con anche “La vedova allegra”. Non deve dunque sfuggire un’altra incursione nelle coreografie “Thais” e “Diana e Atteone” e “Dama delle camelie”, così lontane ed al contempo così vicine se immaginate nella miscellanea artistica voluta in scena dalla direttrice Pina Testa. Tutto a cornice del titolo classico per eccellenza de “Il lago dei cigni”, prototipo di balletto e ruolo amato da tutte le ballerine di tutte le età. E naturalmente Pina Testa, la prima ballerina tra le più amate del passato, non poteva dimenticare il mirabile spartito di Piotr Ilich Ciaikovskij. Un modo come un altro di festeggiare tutti insieme il mondo della danza di Pina Testa con il suo staff composto da i maestri Monica Micali, Simona Dipierri, Sonia Saggese, Sara Forte, Alex Palombo, Bboy Telemare, Davide Raimondo, Oreste Chiancone, Annalisa Di Matteo, Antonello Ronga, Amalia Salzano, Camilla Naddei, Maria Sansone, Livia Vitale, Gaetano Petrosino, Francesca Mottola, Annamaria Salzano, Joseph Fontano, Valeria Diana, Stefano Angelini e Fortuna Capasso. Che nel frattempo ha realizzato il proprio sogno immaginando e creando l’alterego artistico del “Professional Ballet” riprendendo a piè pari una celebre frase del leggendario Mikhail Baryshnikov: non cerco di ballare meglio di chiunque altro. Cerco solo di ballare meglio di me stesso. E così Fortuna Capasso, sulle orme immaginifiche di Pina Testa, dal 2013 è direttrice artistica della sede di “Professional Ballet” direttamente nelle quattro rassicuranti mura del Teatro delle Arti di Salerno. Una location che lascia intravedere da subito, nel quotidiano lavoro in sala, l’obiettivo di andare in scena sempre e comunque. Basti pensare alle ultimissime rappresentazioni dell’ensemble di Fortuna Capasso nella stagione del Teatro Verdi di Salerno nelle opere “Le fille du regiment” di Riccardo Canessa ed in diverse altre produzioni della Compagnia dell’arte diretta da Antonello Ronga. E da qui il viaggio a braccetto con Fortuna Capasso in “Stars and Stripes”, “Who Cares”, una rivisitazione moderna delle “Quattro stagioni”, i musical “Greese” e “Moulin Rouge” ed il balletto di repertorio ottocentesco “La figlia del faraone”.

Massimiliano Craus

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