POP BLACK POSTA, thriller sublime

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Qualche mese fa, in occasione del suo arrivo al cinema di Sansepolcro, vi ho parlato del Thriller POP BLACK POSTA del regista Marco Pollini e sceneggiatori Lucia Braccalenti e Luca Castagna. Si tratta di un Thriller che vede come protagonisti la due volte vincitrice del David di Donatello Antonia Truppo, qui in inedite vesti di psicopatica, e include nel cast Annalisa Favetti, Stefano Ambrogi, Denny Mendez, Enzo Garramone, Pino Ammendola, Alessandro Bressanello, Hassani Shapi, Aaron T. Maccarthy, Luca Lobina, Noemi Maria Cognini e Luca Romano. La colonna sonora del film è stata curata dal compositore Marco Werba, che ha registrato i brani con l’Orchestra Sinfonica della Bulgaria1.

Premesso questo, oggi voglio tornare a parlare di questo film, ponendo l’accento sulla sua estetica cinematografica, di certo particolare.

Come più volte ho detto l’arte è sempre connessa alla vita quotidiana di tutti noi. Ma di solito quando ci troviamo di fronte a un Thriller siamo abituati a vedere un film centrato sulla storia dei protagonisti centrali. Il più delle volte accade questo, senza che mai si racconti la storia degli altri personaggi. A smentire questo, al cinema arriva questo capolavoro.

Partiamo dalla trama, il Thriller è ambientato in una posta di provincia. Quindi immaginiamoci una piccola città, in cui le persone si conoscono e tutti sanno di tutti e fanno finta di non sapere. Parliamo di un paese tranquillo, ove è impossibile immaginare che un giorno possa accadere qualcosa di inaspettato. Ci troviamo in un ufficio postale, in cui non mancano le lamentele dei clienti verso gli impiegati, poiché ogni volta che si aspetta il proprio turno, ci sembra di aspettare un’eternità. In questo ufficio postale, quello di POP BLACK POSTA, accade un evento. Alessia, l’impiegata, un giorno prende in ostaggio cinque persone, ovvero, un pastore di una chiesa evangelica, una latinoamericana, un ragazzo del Sudan, una bionda elegante e un signore grasso apparentemente tecnologico. Il primo impatto di questi cinque è quello di trovarsi di fronte a un attacco terroristico, anche perché tra i cinque ci sono anche immigrati. Questo ci fa notare come davanti ad alcuni eventi della vita l’uomo pensi male, come in questo caso, dove la presenza di stranieri fa ricadere l’apparente colpa su di loro, senza mai partire da un concetto umano e cioè che tutti siamo esseri umani e che non per forza bisogna essere stranieri o migrati per commettere certi atti. Il film ci insegna proprio come siamo legati a dei concetti e allo stesso tempo ci insegna che gli esseri umani agiscono facilmente verso il male. Quando i cinque protagonisti capiscono che in realtà a sequestrarli è l’impiegata, se ne chiedono le ragioni le ragioni e definiscolo la persona una pazza. Cosa succede di fronte a tale vicenda?

La trama ci racconta che Alessia obbliga i cinque a confessare i vari crimini commessi. Gli stessi, si dovranno difendere da loro stessi e dagli errori compiuti, cercando di sopravvivere e di compiacere Alessia, che, nella sua follia, è pronta ad ucciderli per vendicare il suo passato. Come sono legati i cinque al passato di Alessia, non ve lo dico, ma è chiaro che nasconda scheletri negli armadi, in un tutt’uno in cui non ci sono il cattivo, la vittima o il buono, ma vi sono esseri umani collegati tra di loro da un qualche cosa.

POP BLACK POSTA è un Thriller che guarda aspetti della vita in più direzioni, ma soprattutto toccando punti, tasti che nessun film facilmente tocca. E anche il finale, che potrebbe essere concepito come banale, in realtà ha un risvolto giusto, nel senso che non poteva avere altro finale, poiché l’idea di un finale diverso dal film porterebbe l’idea dei vincitori e perdenti e guardando il film non vi sono né gli né gli altri.

Un Thriller, un film sulla vita quotidiana e oltre. Un’opera d’arte cinematografica che tocca l’essere umano. Un’opera che possiamo considerare uno specchio, lo specchio della vita e dell’essere umano che fa di questo lavoro un’opera d’arte, bella e sublime.

Il film è distribuito da “Ahora! film”, dura 90 minuti e sta girando con grande successo in tutte le sale italiane. Per quanto riguarda la visione dei bambini, è consigliata “+13 anni2. Concludo con il mio consiglio di vedere questa meravigliosa opera d’arte, che di sublime ne ha tanto.

Giuseppe Sanfilippo

1 Pop black. Posta, in-anteprima a Chiavari su news.cinecitta.com
2POP BLACK POSTA su www.mymovies.it

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