“L’onore perduto di Katharina Blum”. Mettere ordine nel caos delle vite degli altri

Data:

Trieste, Politeama Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Sala Assicurazioni Generali, dal 22 al 27 ottobre 2019

“Mettere ordine nel caos delle vite degli altri”.

È ciò che Katharina Blum (Elena Radonicich, intensa e convincente in un ruolo particolarmente complesso) fa per vivere e, in fondo, è quel che meglio la rispecchia.

Non si tratta soltanto di svolgere la professione di governante in casa d’altri: attraverso il suo lavoro la giovane donna dà serenità alle persone: permette loro di esprimersi al meglio nell’esistenza quotidiana, nelle attività e nelle relazioni.

Viene colpita dalla violenza di un giornalismo scandalistico di bassissima lega, vile e indifferente al rispetto della verità e della dignità altrui; chiede senza successo aiuto alle forze dell’ordine e, abbandonata alla gogna, mentre altri intorno a lei vengono feriti dallo stesso meccanismo in modo più o meno pesante, decide di agire.

E uccide, mettendo così ordine nel caos generato da altri nella propria vita.

La prima nazionale de L’onore perduto di Katharina Blum, tratta dall’omonimo romanzo breve scritto nel 1974 dal Premio Nobel per la letteratura Heinrich Böll nell’ispirato adattamento di Letizia Russo, ha inaugurato la Stagione del Rossetti di Trieste in una produzione collettiva con i Teatri Stabili di Napoli e di Catania ed è stato molto bello e di ottimo auspicio vedere la grande Sala Assicurazioni Generali del teatro stipata di giovani e giovanissimi.

Inoltre, grazie al contributo della Fondazione benefica Kathleen Foreman Casali a partire dalla prima si è sperimento l’ascolto dello spettacolo in cuffia per le persone con problemi d’udito”.

Franco Però, nella doppia veste di Direttore del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e di regista dello spettacolo, ci ha già abituati negli anni scorsi alla messa in scena di testi drammaturgici o letterari capaci di farci riflettere sul nostro oggi a partire da epoche passate, ma quest’ultimo spettacolo si distacca nettamente dagli altri per un compiuto equilibrio tra registri interpretativi, fedeltà allo spirito originario del testo e ritmo narrativo, di cui l’essenziale ed efficacissima scenografia di Domenico Franchi impreziosita dal disegno luci di Pasquale Mari è risultata essere al contempo cornice e contenitore, personaggio dinamicamente inserito nel contesto e ulteriore chiave di lettura suggerita con tatto ed eleganza.

I costumi di Andrea Viotti, fedeli al contesto di ambientazione originaria (la Germania Ovest negli anni Settanta del Novecento), hanno aiutato il pubblico a rammentare di non trovarsi di fronte a un fatto di cronaca dei giorni presenti aumentando così la già notevole forza evocativa del tutto, in un incessante spostamento dal tempo reale dell’ambientazione alle suggestioni generate su quello attuale.

Peppino Mazzotta (attore ospite assieme a Elena Radonicich) rende al meglio il personaggio dell’importante avvocato Hubert Blorna, il principale datore di lavoro di Katharina e a lei molto affezionato, riconoscente assieme alla moglie Trude (Ester Galazzi, vivace e volitiva), architetto di successo, di quanto la giovane donna contribuisca nel favorire l’armonia domestica della coppia.

Saranno anch’essi travolti dall’ignobile ondata di maldicenze trasformate meschinamente in “fatti” dalla carta stampata, dagli spregevoli articoli di Werner Tötges (Riccardo Maranzana, brillante e sfrontato), cronista attento soltanto a far lievitare il numero di copie vendute per conquistarsi un giorno di più la prima pagina del giornale su cui scrive eccitando con falso moralismo il lato peggiore nascosto nell’animo di ciascuno di noi. Non si preoccupa, lui, di provocare artificialmente il disonore di un’onesta giovane di provincia; non gli importa se con lei vengono rovinati altri (assieme ai Blorna, viene screditata anche Else Woltersheim, la madrina di Katharina – Maria Grazia Plos, materna e protettiva),  ma si guarda bene dal toccare eventuali potenti (Alois Sträubleder, imprenditore e politico – Emanuele Fortunati – “amico” dei Blorna e ben più di loro coinvolto nella faccenda ), dimostrandosi così irrimediabilmente abietto e meschino.

Le forze dell’ordine (il commissario capo Erwin Beizmenne – Francesco Migliaccio e il suo assistente Walter Moeding – Jacopo Morra), che incappano nella Blum nel corso di un’indagine a carico di Ludwig Göttes, su di lei si incaponiscono.

L’inarrestabile e malsana curiosità di Tötges fa perder loro il senso della correttezza, della misura e pure la necessaria lucidità per concludere il caso, portando al totale ribaltamento della giustizia che diviene così benevola con i peggiori e impietosa verso i migliori.

Paola Pini

LA TOURNÉE
“L’onore perduto di Katharina Blum”, attualmente in tournée italiana toccherà le città di (29 ottobre – 3 novembre), Verona (5-10 novembre), Napoli (12-17 novembre), Pistoia (29 novembre- 1 dicembre), Roma (3-15 dicembre), Udine (17-19 dicembre), Brescia (15-19 gennaio), Genova (21-26 gennaio).
Trieste, Politeama Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
Sala Assicurazioni Generali
Dal 22 al 27 ottobre 2019
L’onore perduto di Katharina Blum
dal romanzo di Heinrich Böll
adattamento di Letizia Russo
con Elena Radonicich, Peppino Mazzotta
e la Compagnia del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia:
Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Riccardo Maranzana,
Francesco Migliaccio, Jacopo Morra, Maria Grazia Plos
regia di Franco Però
scene di Domenico Franchi
costumi di Andrea Viotti
luci di Pasquale Mari
produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Catania

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