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“Medea di Portamedina”. Oscura, drammatica, cupa e soprattutto sanguinosa

Data:

Al Teatro galleria Toledo, fino al 2a novembre 2019

Oscura, drammatica, cupa e soprattutto sanguinosa: ecco la vera storia portata dalla tradizione di Medea di Portamedina.
La trama di Mastriani rimesta negli elementi di un “popolare napoletano”: Coletta Esposito – è questo il nome della sventurata eroina – conduce infanzia e adolescenza fra le mura dell’Annunziata, e lì alleva nell’animo quella straziante fame d’amore il cui soddisfacimento affida a Cipriano Barca, l’amante dalla cui relazione nasce una bambina.Questa è la storia di un uomo, in questo caso Crispino, che ancora una volta riesce a rendere succube una donna visto l’amore che ella prova per lui. Un amore inizialmente che sembra corrispondere, ma l’uomo si rivelerà spesso incoerente, debole, indeciso fino a prendere la decisione sul finale, una scelta che gli costerà un caro prezzo.

Coletta è una donna  straziata, furente, accecata dall’odio, spietata, si sente tradita dall’uomo che ama, che effettivamente la tradisce con Teresina e non vuole più sposarla e compirà cosi il gesto più folle che una madre possa compiere: toglie la vita alla piccola figlia, e nella chiesa proprio sull’altare porta il cadaverino della bimba alla vista del padre, uccidendo al tempo stesso la rivale secondo quella promessa di morte più volte evocata.

Il teatro è pieno di sangue e buio, rosso e nero, ma di fronte ad una scena tanto forte, non possono esservi colori, se non il bianco ed il nero.

La protagonista Coletta ci appare una donna cosi talmente fragile e succube dell’uomo che ama tanto da annullarsi, tanto da chiudere non uno ma tutto e due gli occhi per riaprirli solo sul finale, quando sarà troppo tardi, tracciando di fatto, un terribile ending, dato da uno dei sentimenti più insidi e per questo temibili che il genere umano conosca, ossia la gelosia, ma non si fermerà di certo a quel sentimento, poiché nutrito dall’odio e dal rancore.

Marco Assante

15 – 24 novembre 2019 (escluso lunedì 18)
Teatro Stabile di Napoli, Galleria Toledo/produzioni
MEDEA DI PORTAMEDINA
da Francesco Mastriani
drammaturgia e regia Laura Angiulli
con Alessandra D’elia, Pietro Pignatelli, Paolo Aguzzi
Federica Aiello, Agostino Chiummariello, Michele Danubio
Luciano Dell’Aglio, Caterina Pontrandolfo, Caterina Spadaro
Antonio Speranza, Fabiana Spinosa
impianto scenico Rosario Squillace
luci Cesare Accetta
illuminotecnica Lucio Sabatino
direttore di scena Flavia Francioso

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