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Giuseppe Parisi. “Per me quella dell’attore non è una professione, ma una missione…”

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Giuseppe Parisi è un giovane attore siciliano, che nonostante l’età ha già all’attivo importanti esperienze con personalità di spicco, e ha già creato un monologo tutto suo che porta in giro per tutta Italia.

Ciao Giuseppe, come è nata in te la passione per il teatro?

La passione per il teatro nasce sin da piccino. Avevo appena 9 anni quando quasi per caso mi ritrovai in scena… E’ stato un innamorarsi sempre più di quest’arte che pian piano è entrata nella mia vita, diventandone punto fondamentale… Adesso non riesco più ad immaginare la mia vita senza teatro.

Seppur giovanissimo hai interpretato già moltissimi personaggi, ce n’è uno che hai sentito più tuo e perché?

E’ vero, nonostante i miei 20 anni ho interpretato ruoli più o meno importanti… Se c’è un ruolo a cui sono particolarmente legato è quello di “Luca Malavoglia”, che mi ha dato la possibilità di scavare dentro me, dentro la mia anima, con la possibilità di crescere come uomo ancora prima di crescere come attore. Devo molto a questo ruolo e al regista Ferro, che mi è stato vicino in questo percorso. Un’emozione, quella di vestire questi panni, che mi ha segnato per la vita…

A parte ad avere lavorato con grandi professionisti in importanti tournée, hai anche portato in scena un monologo tutto tuo: “Un fatto umano”.

Essendo siciliano, sono cresciuto con la consapevolezza che in questa terra fare qualsiasi cosa è doppiamente difficile… La Mafia, che tutt’ora è present,e non ci ha mai dato la possibilità di respirare. La Mafia si combatte parlandone, studiando e trasmettendo… e allora, perché non mettere in scena uno spettacolo di denuncia? Uno spettacolo dove poter comunicare alla mia generazione la voglia di voltare pagina, la voglia di rivalsa, seguendo l’esempio di Falcone, Borsellino, Impastato e tutti gli altri? Così nasce nel novembre del 2018 nasce “UN FATTO UMANO”…

Oggi il teatro vive un momento in qualche modo di crisi. Molti attori vengono dalla televisione, vengono utlizzati microfoni in scena e la qualità è calata. Cosa ne pensi di questo?

Penso che il teatro, ultimamente, a causa della crisi economico/sociale, abbia subito profondi cambiamenti. Penso che adesso tutto sia dettato dalla severa legge del marketing, dove va avanti il personaggio del momento, la star del web di turno, semplicemente perché si pensa che la gente abbia bisogno di questo, tralasciando la qualità del prodotto… Eppure quei periodi dove l’Italia era patria del vero teatro non sono così lontani ..

Cosa consiglieresti a chi si vuole avvicinare a questo mondo?

A tutti coloro che vogliono intraprendere questa strada dico di non perdere mai il coraggio di andare avanti, continuare a qualunque costo, prefissarsi un obiettivo, STUDIARE e raggiungerlo.

Che progetti hai per il futuro?

Per il mio futuro lavorativo ho prefissato nuovi traguardi: il primo è quello di dare continuità al mio monologo, affinché chiunque, in tutta Italia, possa conservare la memoria di tutti coloro che hanno dato la vita non solo per la Sicilia, ma per l’Italia intera. Per me quella dell’attore non è una professione, ma una missione…

Stefano Duranti Poccetti

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