Michela Zanarella torna sugli scaffali con “La filosofia del Sole”. A tu per tu con la poetessa

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Michela Zanarella è poetessa, scrittrice, drammaturga, ambasciatrice per l’Italia all’estero. La sua ultima raccolta poetica è uscita per Ensemble Edizioni di Roma e prende il nome di “La filosofia del Sole”. La poetessa ci parla della sua formazione e della sua ultima fatica letteraria.

Ciao Michela, giovane, con già tantissime pubblicazioni alle spalle. Da dove nasce il tuo amore per la scrittura?

Ho iniziato a scrivere dopo essere sopravvissuta ad un tragico incidente stradale. La poesia è arrivata in modo inaspettato, non avevo mai scritto poesie prima di allora. All’inizio non avevo ben chiaro cosa stesse accadendo, ma ho capito che avevo la possibilità di esprimermi in modo diverso, guardando la vita da un altro punto di vista. Ho iniziato a scrivere i primi versi nel 2004, poi sono arrivati i primi concorsi, i primi riconoscimenti, la voglia di proseguire. La poesia è stata un nuovo inizio, una grande opportunità. Negli anni ho incontrato molti autori, ho letto i grandi poeti del passato, ho cercato di capire cosa fosse la poesia pura, vera, autentica. Un percorso intenso, talvolta faticoso, ma che mi ha dato la possibilità di mettermi in gioco. La prima pubblicazione è arrivata nel 2006 con ‘Credo’ una raccolta molto profonda, che nella sua spontaneità espressiva racchiudeva la mia rinascita. Sono seguite poi diverse esperienze editoriali: ‘Risvegli’ nel 2008, ‘Vita, infinito, paradisi’ nel 2009, nello stesso anno la raccolta di racconti ‘Convivendo con le nuvole’, nel 2011 ‘Sensualità’, nel 2012 ‘Meditazioni al femminile’, nel 2013 ‘L’estetica dell’oltre’ e ‘Le identità del cielo’, nel 2015 ‘Tragicamente rosso’, la raccolta in edizione bilingue italiano/rumeno ‘Imensele coincidenţe’ e la biografia della cantautrice Linda d ‘Il segreto’, nel 2017 la prima raccolta di poesie in crowdfunding con il sostegno dei lettori ‘Le parole accanto’, nel 2018 la raccolta a quattro mani con il poeta marchigiano Fabio Strinati ‘L’esigenza del silenzio’ e negli Stati Uniti è uscita in edizione bilingue italiano/inglese ‘Meditations in the feminine’ con le traduzioni di Leanne Hoppe. Nel 2019 ‘L’istinto altrove’ e da poco ‘La filosofia del sole’ edita da Ensemble. In questo cammino costante di scrittura, tra continue sperimentazioni e cambiamenti, ho voluto fare un lavoro di ricerca accurato dentro e fuori di me. Sono sempre in viaggio alla ricerca di nuovi stimoli, di concetti da scoprire o approfondire, la poesia per me è linfa, nutrimento. Non so farne a meno.

Poetessa, drammaturga, narratrice… ma qual è il genere che preferisci, se c’è?

Amo la poesia in modo assoluto, quindi non ho dubbi sulla scelta. Ammetto che il teatro mi affascina molto, quando ho iniziato a scrivere monologhi non credevo di poterci riuscire. Ho la fortuna di vivere con un compagno attore, quindi ho condiviso con lui la scrittura dei testi, le prove, il palcoscenico, le regie. Ho lavorato con alcuni registi come assistente e mi piace questo mondo. Quando sono arrivata a Roma mi sono trovata in scena per la rassegna ‘La scena sensibile – Il palcoscenico delle donne’ con attori professionisti in ‘Risveglio di primavera in poesia – Michela Zanarella in recital’ al Teatro Argot, grazie alla fiducia e alla stima di Serena Grandicelli, che ha sempre sostenuto la mia scrittura. La narrativa un po’ mi spaventa, ho scritto una raccolta di racconti, ottenendo un buon riscontro dai lettori, ma è un genere che sento meno nelle mie corde. C’è anche un romanzo in attesa di pubblicazione da oltre 10 anni che non so quando vedrà la luce, anche se è terminato. Questo dipende dalla mia timidezza. Non ho ancora trovato il coraggio di presentarlo a qualche editore. Alcune delle mie poesie si trovano nei saggi su Roma scritti dal mio compagno Giuseppe Lorin, inoltre sono tra gli otto co-autori del romanzo di Federico Moccia “La ragazza di Roma nord” edito da SEM.

“La filosofia del sole”, cosa vuoi esprimere con questo nuovo libro pubblicato con Ensemble Edizioni?

Questo libro si discosta per stile e contenuto dalle precedenti raccolte. Lo considero una sorta di meditazione in versi, un percorso di riflessione sul senso della vita, su ciò che esiste oltre. Scavare in profondità, toccare l’invisibile, raggiungere l’ignoto: è una grande sfida. Il sole è sempre stato un riferimento per le culture di ogni epoca, rappresenta il centro della conoscenza intuitiva, è simbolo di vita, illumina la terra, è una forza cosmica. Ho lavorato molto sulle immagini, sulle metafore, cecando di mantenere una fluidità di scrittura. Esotericamente il sole è collegato alla mente e all’intelletto. Ogni lirica è il tassello di un percorso che si espande tra terra e cielo alla ricerca di luce, verità, onestà.

Hai una lirica asciutta e molto incisiva. Se utilizzassi la parola “sincerità”, credi che potrebbe calzare bene con la tua poetica?

Ti ringrazio. Sì, credo che la sincerità sia una conquista. Non è facile essere sinceri con se stessi, ammettere i propri limiti, accettarli. Volersi bene dovrebbe essere la prima regola. Non sono sicura di aver mai provato a farlo negli anni, o almeno non abbastanza. Questa volta c’è un tentativo concreto, le poesie attingono fino in fondo al mio pensiero, al mio sentire. Non ho nascosto domande, dubbi, provocazioni.

Sei ambasciatrice per l’Italia all’estero. Che cosa significa rappresentare il nostro Paese?

Rappresentare l’Italia è una grande gioia, una bella opportunità che mi riempie di orgoglio. Portare la mia testimonianza poetica in altre nazioni è anche una sorta di responsabilità, ringrazio l’intellettuale e umanista Naji Naaman, e tutto lo staff della fondazione libanese per la fiducia, che nel 2016 mi affidarono questo prestigioso incarico. E’ importante il confronto tra culture diverse, il dialogo, l’universalità dei progetti.

E ora, quali sono i tuoi progetti?

Sto lavorando ad una nuova raccolta e preparando un libro di poesie tradotte in arabo, ovviamente con l’aiuto di un traduttore che conosce molto bene la mia scrittura, ringrazio Noureldeen A. M. Abdallah per questa bella collaborazione. Sono anni che ci confrontiamo sulle singole immagini, sul lessico, sulla musicalità dei versi. Credo verrà un bel progetto. Continuerò a promuovere le ultime raccolte, perché i libri vanno amati, seguiti, mai abbandonati.

Stefano Duranti Poccetti

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