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Il 13 e 14 agosto “Giuda” con Maximilian Nisi, al 54° Festival teatrale di Borgio Verezzi (Sv)

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Questa sera e domani sera, giovedì 13 e venerdì 14 agosto (alle 21.30), il 54° Festival di Verezzi (Sv) si sposterà al Teatro Gassman per l’attesissimo “Giuda”, di Raffaella Bonsignori, diretto e interpretato da Maximilian Nisi (nella foto). Come ha dichiarato l’attore in un’intervista su questa stessa testata, “le paure, le passioni, gli entusiasmi di Giuda appartengono all’Uomo in generale, per questo hanno scavalcato i secoli e credo che non potranno che essere eterni. Giuda è un uomo e come tale non può che amare in modo imperfetto. Non può comprendere l’amore universale di Cristo. È icona delle contraddizioni dell’uomo moderno, tanto fragile che, a volte, si smarrisce nella sua ricerca di amore e finisce per commettere delitti persino peggiori di quelli che gli suggerirebbe l’odio”.

Il titolo sarà il secondo evento in Prima nazionale, dopo “Parlami d’amore Mariù”, che ha aperto la rassegna lo scorso luglio. Sotto le musiche di Stefano De Meo, i costumi di Tiziana Gagliardi e le immagini evocative di Marino Lagorio, una nuova prova per l’attore e regista, che due anni fa calcò le scene di Piazzetta Sant’Agostino nel bellissimo “Autunno di Fuoco” di Eric Coble, con Milena Vukotic.

“Giuda” nasce come un appuntamento studiato per le Grotte di Borgio, ma poi viene “ripensato” per il Gassman, a seguito delle problematiche legate al Covid 19. Dice ancora Nisi: “Credo che la strada che abbiamo intrapreso sia quella più giusta per portare sul nudo palcoscenico di un teatro un testo poetico in cui la parola spesso si sostituisce all’azione”.

Il calendario proseguirà con “Stavamo meglio quando stavamo peggio?”, scritto, diretto e interpretato da Stefano Masciarelli e Fabrizio Coniglio, in Piazzetta lunedì 17 agosto. Sotto le note di Diego Trivellini alla fisarmonica elettronica (“in grado di riprodurre fino a cento elementi di orchestra”), si ripercorreranno gli anni 60-70 nel ricordo di “un’Italia che sapeva ridere”. “Dov’è finito quello stato d’animo collettivo? Cosa è cambiato?”, si domanderanno gli autori, tra canzoni di Alberto Sordi e Domenico Modugno (solo per fare due nomi). Per gli assidui spettatori del Festival verezzino, Coniglio fu il regista di “Un borghese piccolo piccolo” che debuttò con Massimo Dapporto nell’estate del 2017, oggi al quarto anno di repliche.

Poi, mercoledì 19 agosto, sarà la volta di Gaia De Laurentiis e Pietro Longhi in “Diamoci del tu” di Norm Foster, sotto la regia di Enrico Maria Lamanna: uno scontroso datore di lavoro e il suo rapporto con la governante cinquantaquattrenne. Così si presenta la commedia: “Lei sa tutto di lui. Lui non sa assolutamente nulla di lei”, ma le cose cambieranno di colpo “come un fiore sbocciato solo al momento giusto”.

Ultimo appuntamento sui manifesti è quello di sabato 22 agosto, con la terza Prima nazionale: “Nota stonata” di Didier Caron, con Giuseppe Pambieri e Carlo Greco (che ha firmato anche la traduzione). Sotto la regia di Moni Ovadia, ci trasporteremo nel camerino di un famoso direttore d’orchestra, dopo il successo d’un concerto a Ginevra. Uno spettatore importunerà a più riprese il musicista: dapprima pare solo complimentarsi, poi le cose deflagrano… e si piomba nell’orrore dei campi di concentramento. Chi era Hans Peter Miller allora, oggi Maestro in auge? E chi era questo invadente signor Dinkel?

In realtà, oltre le locandine, ci sarà ancora un evento, domenica 23 agosto, con “M’accompagno da me”, scritto e intrepretato da Michele La Ginestra, regia di Roberto Ciufoli, che è saltato dalla programmazione causa pioggia ed è slittato in coda al calendario. In una situazione di reclusione qual è quella dettata dalla cella di un carcere, sfilano avvocati, detenuti, cappellani… Umanità variegata per un’ora e mezza di puro e raffinato divertimento, e anche un po’ di commozione.

In questi giorni sotto i “riflettori” c’è anche Sergio Olivotti, grafico e illustratore, che collabora con il Festival da quattro anni, realizzando i loghi: i disegni 2018 e 2019 sono stati selezionati dalla Bienal Internacional del Cartel en México e andranno a far parte della mostra che si inaugurerà il 17 novembre 2020 al Museo Franz Mayer di Città del Messico.

Laura Sergi

Inizio di tutti gli spettacoli alle ore 21.30. Info: www.festivalverezzi.it – 019.610167

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