ALESSANDRA GAUDIANO, LA FOTOGRAFIA COME RIVINCITA

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Essere sotto i riflettori non la spaventa, anzi le piace e la stimola a far sempre di meglio. Ecco perché Alessandra Gaudiano non vede l’ora di tuffarsi in progetti nuovi, di sperimentare generi fotografici che valorizzino il suo cervello oltre che il suo fisico, di immergersi nel campo dello spettacolo dove è decisa a giocarsi tutte le sue carte. Il fascino non le manca, l’altezza e il fisico da urlo nemmeno. Adesso che si è buttata nel campo fotografico, ha capito che essere sulla cresta dell’onda ha i suoi pregi e i suoi difetti. “Ho scoperto un mondo nuovo, ho cominciato da un anno a posare e mi sto piano piano introducendo in qualcosa di più grande sempre riguardo il mondo della moda e della fotografia”. Se son rose fioriranno, certo è che il destino pare essere tutto dalla sua parte. Capello chiaro, corpo sensuale, eleganza da vendere. D’altronde non è da tutte essere una cheerleader, uno sport che associa l’abilità manuale alla sobrietà femminile. Il giusto mix per spiccare senza mai esagerare. Ecco perché Alessandra ha tutta l’intenzione di proseguire a spron battuto e spaziare dalla fotografia agli altri settori dello spettacolo.

Anche se tutto ha avuto inizio con i primi scatti.

E devo dire grazie alla fotografia che mi ha cambiata come persona: prima ero molto più insicura e timida ma ora credo più in me stessa e nelle mia capacità.

Come nasce la tua curiosità verso questo mondo?

Da sempre ero incuriosita e affascinata da queste ragazze che posavano nelle riviste oppure che sfilavano e desideravo imitarle; anche mia mamma da più giovane ha lavorato per riviste ed eventi, ha fatto diverse esperienze in questo campo e volevo anche io seguire le sue orme. Per questo, piano piano negli anni mi sono aperta di più riguardo a questo mondo fino ad arrivare ad oggi dove mi sto introducendo più seriamente sul campo.

Riavvolgiamo il nastro… presentati!

Mi chiamo Alessandra Gaudiano, ho 19 anni e vengo da Biella. Ho origini polacche ma sono nata e cresciuta in Italia; prima dell’emergenza covid studiavo alla scuola alberghiera settore sala e vendita. Circa 2 anni fa ho cominciato a praticare uno sport che mi fa impazzire: ho fatto un casting per diventare cheerleader, da li non ho più voluto smettere. Sempre in quel periodo lavoravo come cameriera in un pub e in un ristorante di modo da non pesare sui miei genitori con eventuali spese, ho sempre cercato di essere il più indipendente possibile e ciò mi rendeva più responsabile e matura rispetto ai miei coetanei che non avevano voglia di darsi da fare e dipendevano completamente dai genitori. Al momento ho ricevuto il diploma e probabilmente andrò all’università per studiare lingue, anche se mi sto concentrando più sul lavoro e sulla mia eventuale futura carriera da modella, non appena riprenderà la stagione tornerò a fare sport e mi darò da fare per stabilizzarmi nel mondo lavorativo.

Torniamo proprio alla fotografia, un’avventura che ti sta coinvolgendo…

Recentemente ho fatto uno shooting in cui ho testato me stessa: sono sempre stata gelosa e timida con il mio corpo, ma ho scelto di sperimentare superando la paura e aumentando la confidenza con il mio corpo. L’ultimo shooting mi è piaciuto più degli altri perché oltre allo stile stupendo con cui il fotografo catturava l’attimo, io mi sono sentita più capace a posare difronte all’obbiettivo e sto realizzando di stare migliorando dal punto di vista fotogenico e ciò mi rende più sicura e orgogliosa del lavoro svolto.

Certo, non è facile mettersi in gioco…

Ma la fotografia ti mette in gioco, consiglio alle ragazze dubbiose di buttarsi: c’è chi vorrebbe fare questo genere di esperienze ma non si sente all’altezza oppure si vergogna, io consiglio invece di non badare al giudizio altrui o alla poca autostima perché sono esperienze che ti cambiano dal punto di vista personale e posso dire che, per quanto riguarda la mia esperienza, mi ha alzato l’autostima e mi ha fatto sentire molto più sicura.

Non solo fotografia nella tua valigia dei sogni…

Oltre alla modella ho sempre sognato diventare un’attrice, attraverso i film puoi interpretare un personaggio che non sei, ciò ti da la possibilità di vederti in altri panni, “vivere” e fingere di vivere una vita completamente diversa ed essere anche il modello di qualcuno. Vorrei tanto intrattenere le persone recitando o farlo più semplicemente attraverso la televisione, perché dopo una giornata stressante è bello potersi godere un po’ di relax e lasciarsi intrattenere con un film o guardando la TV.

Abbiamo detto: stare sotto i riflettori ti piace…

Penso che un po’ si fosse intuito, ma nella vita quotidiana sono un po’ egocentrica, mi piace stare al centro dell’attenzione, essere notata e differenziarmi dagli altri. Oltre alla mia persona mi dedico con cura agli outfit e a ciò che indosso, cerco di vestirmi rispecchiando il più possibile la mia personalità e il mio umore. Non esco mai vestita male perché mi sento meglio indossando qualcosa che mi faccia sentire me stessa, sul mio profilo Instagram voglio cominciare a pubblicare i miei outfit e creare una cartella dedicata solo a quello.

Che rapporto hai con i social?

Con i social ho un rapporto di amore e odio: ho sempre desiderato diventare conosciuta, all’età di 14 anni aprii un canale youtube ma venivo presa di mira dai bulletti che mi prendevano in giro per questa passione che avevo. Ero fragile e quindi decisi di chiudere il canale. Poi nacque Instagram e io me ne innamorai subito; questo social cresceva esponenzialmente e più si creavano personaggi conosciuti, più io avevo voglia di unirmi a loro.

Insomma, la voglia di metterti in gioco non ti manca…

Ho sempre desiderato fare l’influencer perché ti trovi continuamente a contatto con molta proveniente da tutto il mondo; al momento non mi definisco una influencer anche se ho molte conoscenze facenti parte di questo mondo e sarebbe più facile inserirmi.

Non solo Instagram…

Un altro social che adoro, e che in questo periodo è cresciuto molto, è TikTok. Ai tempi in cui lo scaricai era appena uscito, non era ancora conosciuta come app e si chiamava Musicall.ly. Ci passavo ore e guadagnai i miei primi follower, questo social è cambiato negli anni sia di nome che di stile. A oggi conto 12.6K follower ma lo vedo più come un passatempo anche se mi auguro di continuare a crescere!

Qual è il tuo approccio con queste piattaforme?

Cerco di essere il più cauta e attenta possibile, li vedo come uno strumento positivo ma a cui bisogna stare molto attenti; non sai mai chi si trova dall’altra parte dello schermo e purtroppo non si è liberi di fare ciò che si vuole liberamente senza vincoli e senza prudenza. Attraverso i social voglio far passare un’immagine di me positiva, non voglio fare parte di quelle persone che vengono riconosciute per parlare male degli altri, quelle che giudicano e che diffondono gelosia e odio, preferisco essere riconosciuta come una ragazza che diffonde sicurezza e giustizia, che pubblicizza il corpo delle persone come cosa bella qualunque forma e taglia esso sia, andando contro il bodyshaming.

Messaggi forti che spesso generano fortissimi contrasti.

Io voglio battermi a difesa di quella che è la libertà della propria persona e quindi normalizzando classici taboo come i peli, lgbtq, stili e religioni differenti. Vorrei che la società normalizzasse queste cose e quindi voglio far parte di quelli che aiutano la società a modernizzarsi su determinati argomenti. Essere un personaggio pubblico è importante, perché è come se facessi una sorta di “lezione” o pubblicità: qualsiasi cosa farai o dirai la gente potrà condividerla, giudicarla e discriminarla, o anche imitarla. Di conseguenza bisogna essere il più corretti e positivi possibile perché è da questo da cui la società dipende.

Insomma, sui social ti piace essere divertente, simpatica, ma anche profonda. E leale con il prossimo anche se si trova dall’altra parte dello schermo…

Proprio così! Ciò che davvero non sopporto sono le persone che pubblicizzano l’odio e che convincono gli altri a credere che determinate cose siano sbagliate solo perché non ne condividono il pensiero. Un’altra cosa che non mi piace è la poca solidarietà femminile, soprattutto da parte delle ragazze stesse… perché dobbiamo farci la guerra a vicenda invece di sostenerci? Dovremmo imparare a lavorare di squadra.

Luca Fina

 

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