Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

FLORENCIA MERCADO, UN FASCINO ARGENTINO

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È cresciuta in una città nel nord dell’Argentina, ha studiato lingue diplomandosi come traduttrice, ed ora tra le mille faccende quotidiane ha deciso di concedersi anche qualche fotografia. Un trionfo di femminilità per Florencia Mercado che pure racconta una storia che va oltre quella dell’apparenza e scava nel profondo dei valori personali.

Riavvolgiamo il nastro, presentati!

Mi chiamo Florencia Mercado, ho 23 anni, sono nata e cresciuta a Tucuman in Argentina. Ho sempre adorato imparare lingue nuove… ma per ora mi sono fermata a 4.

Come inizia il tuo rapporto con la fotografia?

Tutto nasce quando un amico fotografo decide di farmi uno shooting fotografico. Esperienze bellissime, ma lo ripeto: non è e non sarà mai il mio lavoro principale. Detto questo ho fatto alcuni lavori sia a Firenze che fuori Firenze, perché la fotografia mi piace, appassiona, e diverte. Poi è davvero bello stare davanti alla macchina fotografica e immortalare un momento. Inoltre, penso che la figura femminile sia qualcosa di spettacolare: tutte le donne sono belle e il nostro corpo è bello soprattutto quando racconta storie e quando è pieno di contenuti identitari.
Nella fotografia lasci molto spazio ad una femminilità elegante. Come ti piace essere nel quotidiano?
Ogni mattina, in base all’umore, scelgo come vestirmi. Soffro davvero tanto il caldo quindi non sopporto avere troppo tessuto addosso. Solo per questo motivo, anche d’inverno indosso minigonne magari con delle calze sotto. Mi piace essere leggera! Sono leggera di mente e carattere di conseguenza penso che anche il mio modo di vestire rifletta la semplicità della mia persona.

Quanto conta per te essere al passo con la moda?

Non la seguo, molto semplicemente. Sono assolutamente contraria all’idea che esista un modo unico di vestire, di indossarlo e di essere “bello”. Non penso che esistano vestiti da sera o da giorno, nemmeno vestiti per uomini o per donne. E non sopporto l’idea che il rosa è colore da donna e il blu dei maschi. Su certe cose sono un po’ fissata… Forse sono troppo femminista e quindi non sopporto nessun tipo di sessismo o di regole storicamente sbagliate che ancora oggi ci condizionano la vita. Non guardo mai le ultime collezioni dei negozi di altissima moda, io ad esempio compro i vestiti dove davvero ne resto affascinata. Non guardo al prezzo, ma il pezzo deve farmi impazzire dall’inizio.

C’è qualcosa che ti differenzia dalle altre ragazze?

Non mi interessa dire “questo mi differenzia” di qualcuno. Non sono competitiva con le altre persone, e molto meno con altre donne! Non fa parte della mia vita questo modo di pensare. Sono io e basta, e sono molto felice di essere così dal momento che sto bene con me stessa…

Si apre un altro concetto, quello della felicità.

Proprio così, sono me stessa per stare bene. E al tempo stesso adoro vedere che hanno raggiunto questo stato. Mi rende felice, mi piace passare tempo con chi la oensa così, con chi si vuole bene per come è.

Che importanza dai ai social?

Direi, in tutta onestà, poca! Penso sia una buona piattaforma di entertainment e, oggi come oggi, anche di lavoro. Ma penso che la vita sia assolutamente fuori da li. La vita è il contatto reale, condividere momenti veri non virtuali.

Eppure, anche tu ci sei…

Perché per me è l’unico modo per stare vicino alla mia famiglia in Argentina, per sapere come stanno e cosa fanno gli amici, essere aggiornata su ciò che accade nella mia città! Per fortuna esistono altrimenti sarebbe davvero difficile la vita così lontana da casa da sola.

Oltre al tuo quotidiano, sui tuoi social c’è anche un pizzico di sensualità…

Ma l’unica immagine che mi interessa far vedere è quella reale, quella vera, quella con o senza trucco, quella dove mangio ciò che mangio realmente, quella dove bevo ciò che bevo realmente. Mi piace trasmettere realtà, sempre con responsabilità e un po’ di buon umore. Ma non solo: basta con l’idea che siamo tutti “belli” e “perfetti”: non è vero! Mi infastidisce il perbenismo e l’ipocrisia, i cui effetti sono quelli di far sentire le persone infelici perché non raggiungono mai quella felicità” o quella “perfezione”.

Hai un sogno da realizzare nella tua vita?

Mi piacerebbe vedere un mondo dove tutti si accettano come sono. Un mondo dove non esiste più la bellezza, la normalità o ogni altra differenza. Dove il bello sia questione di autenticità. Dove non vi sia più sessismo o uno stereotipo da seguire. Mi piacerebbe far parte di un mondo simile e aiutare a costruirlo. Saremmo tutti più felici…

Luca Fina

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