Ricordando Delia Scala in “Giove in doppiopetto”

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“Giove in doppiopetto” è una piacevolissima commedia musicale meravigliosamente scritta a quattro mani da Garinei e Giovannini. Il debutto dell’opera avvenne nel 1954 a Milano. Ed ora la trama: il re degli dei il giorno del suo tremillesimo compleanno, decide di regalarsi una “scappatella” sulla terra. Naturalmente tutto all’insaputa della gelosa moglie Giunone. Giove per realizzare il suo inganno incarica Mercurio di recarsi tra i mortali con il discreto compito di cercargli una occasione con una donna bellissima. Il messaggero dopo avere svolto con perizia la sua missione di “intelligence “ritorna e riferisce al suo re. Giove sulla terra dovrà trasformarsi in un politico che deve convogliare a nozze con una donna molto avvenente. Lo scambio di persona permetterà al dio dell’Olimpo di sostituirsi il giorno delle nozze all’onorevole Sartori e quindi di godere dei favori della giovane moglie Lia. Arrivato sulla terra, l’immortale dopo aver preso le sembianze umane, si scopre anche troppo umano. Il nume si infatua non solo della sua favorita ma anche di tante altre giovani donne, tra cui la provocante contadina Marianna. Nell’Olimpo però l’arcano rimane di breve durata. Ebe, la moglie di Mercurio, non riesce a mantenere il segreto e svela tutto a Giunone. La consorte di Giove non accettando il comportamento fedifrago del marito decide con astuzia di passare al contrattacco per rovinare i suoi progetti. Zeus con una miriade di trasformazioni e sotterfugi finalmente sta mettendo in atto il suo piano. La bellissima Lia ora è lì di fronte a lui arrendevole e vogliosa d’amore, per entrambi l’eccitazione ha raggiunto l’apice. Ma quando i due corpi si avvicinano e il dio si congiunge al suo amore per coglierne il fiore. Giove tra le braccia si ritrova per uno strano gioco del Fato, invece della bellissima mortale sua moglie Giunone. Sentendosi beffato dall’astuzia della consorte, al povero dio purtroppo non rimane che a malincuore accettare il fatto compiuto. Il testo venne portato la scena da attori di altissimo livello. Il Teatro Lirico di Milano il 27 settembre del 1954 era stracolmo. Carlo Dapporto (Giove), Lucy D’Albert (Giunone), Delia Scala (Lia), Gianni Agus (on. Sartori), Giulio Ravazzini (Mercurio), Franca Gandolfi (Marianna), Annabella Cerliani (Ebe), Renato Tovaglini (sindaco). Una grande rappresentazione che ha magnificato le doti attoriali dei protagonisti ed esaltato la raffinatezza della commedia musicale italiana.

Giuliano Angeletti

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