La nebbia della lupa degli Stalker Teatro: il teatro tra ricerca e contaminazione

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Quando il vapore acqueo si condensa diventa nebbia: un fenomeno meteorologico fastidioso perché non ci permette di osservare a fondo quello che c’è dinanzi a noi; ci pone davanti una visione sfocata, quasi frammentaria. Ed è lì che mettiamo in atto il nostro istinto immaginifico per giungere a destinazione e oltrepassarla. La nebbia presentataci ieri sera al Teatro Don Bosco di Pergine Valsugana nell’ambito del Pergine Festival, è quella della “lupa”. Non è la lupa di verghiana memoria, anche se sempre di Sicilia si tratta: “La nebbia della lupa” (che dà il nome allo spettacolo) è quel sottile strato di nebbia che si forma appena al di sopra delle acque dello Stretto di Messina e che, grazie ai sospiri dei venti, giungono fino alla terraferma. In questa visione cupa, quasi onirica, ricreata sulla scena e in sala, lo spettatore, accompagnato dalla voce narrante di Adriana Rinaldi, assiste ad un racconto antropologico che si snoda dalla pesca in mare alla tempesta nel bosco. Tutte azioni che si avvicendano l’una dopo l’altra: i tre performance in scena (Erika di Crescenzo, Dario Prazzoli, Stefano Bosco) sono dapprima i pescatori impauriti nelle acque dello stretto per immergersi, subito dopo, in un rocambolesco e attento cambio di costumi, nei cacciatori della notte sfuggiti alla “lupa”. Nella loro brillante interpretazione, tutta movimento e azione, senza parola, sono accompagnati dalle musiche originali di Simone Bosco che – ai lati della scena – esegue dal vivo gli accompagnamenti sonori delle azioni dando, con un uso sapiente, il giusto pathos al susseguirsi delle vicende. E mentre il fumo continua ad invadere la sala lasciando lo spettatore ancora sognante, la tempesta finale desta tutti: è il ritorno all’origine, alla primordialità. La regia di Gabriele Bocaccini ha voluto ricreare, partendo dalla leggenda della lupa appunto, delle visioni oniriche quasi iniziatiche alle quali gli spettatori sono chiamati a dare un senso, un significato. “Ognuno riesce a vedere ciò che riesce ad immaginare” dice Stefano Bosco degli Stalker Teatro in una recente intervista: ed è proprio ciò che fa “La nebbia della lupa” sposando in pieno la teoria secondo cui l’opera d’arte ha una molteplicità di significati a seconda di chi ne fruisce.
Gli Stalker Teatro continuano ancora una volta, con il loro teatro di ricerca, a riappropriarsi di nuovi spazi ma soprattutto di nuove forme di contaminazione teatrale: teatro e arte contemporanea. Un connubio che risulta vincente.

Francesco Pace

Progetto e regia Gabriele Boccacini
Attori Stefano Bosco, Dario Prazzoli, Erika di Crescenzo
Musiche originali eseguite dal vivo Simone Bosco – OzMotic
Voce Adriana Rinaldi
Luci e suono Alessandro Piccot
Produzione Stalker Teatro. In collaborazione con il Dip Edu Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea. Con il sostegno: Mibact, Regione Piemonte, Città di Torino

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