MUSEO PIETRO MICCA, UNA STORIA DA RACCONTARE…

Un articolo potrebbe iniziare anche col dire ammettiamo che sia del tutto vero… ma la Storia ci viene in soccorso dicendoci con prove alla mano che quello che stiamo per narrarvi è realmente esistito. Se questa è la risposta… allora si proceda per la verifica! Il suggerimento sarebbe di prendere un mezzo di locomozione… e andare a scoprire l’altra parte di Torino ”Vista dal sottosuolo”… quella che pochi conoscono. Adiacente alla nuova stazione ferroviaria Porta Susa in Torino, c’è una minuscola ma importante via Francesco Guicciardini, precisamente al civico 7/a (per una visita è meglio prenotare 011/01167580 – info@museopietromicca.it), le gallerie sono sconsigliate per chi ha delle difficoltà motorie, ed è preferibile l’uso di scarpe comode e pullover. Se siete pronti, inizia la spedizione che vi porterà a fantasticare attraverso notizie storiche, armi armature e racconti, non potranno mancare gli aneddoti, inoltrandovi nel sottosuolo della città, alla scoperta del sessantesimo compleanno del Museo Pietro Micca.
Un luogo che racchiude parte della storia cittadina e su ciò che avvenne quando fu assediata la Cittadella, raccontati da personale esperto e documentatissimo, mettendo quasi in ginocchio l’esercito piemontese. Spararono contro la città palle di pietra e bombe incendiarie (Vedi altra notizia video in nostro Archivio) tra cui, una di queste è ancora visibile sul muro della facciata del Santuario della Consolata, situata nella via omonima. Non fate caso alla data scritta sotto il proiettile, è sbagliata, la chiesa di Santa Maria della Conciliazione (nome ufficiale della basilica) dell’architetto Guarino Guarini, è uno dei luoghi di culti cattolici più antico della città. Questo sanguinoso accerchiamento durante la guerra di successione spagnola, fu attaccata con un esercito di 45mila soldati francesi e spagnoli, contro diecimila valorosi a difesa della città, durato centodiciassette giorni, tra maggio e settembre del 1706, una guerra impari, gli impavidi resistettero grazie anche al sacrificio del soldato – minatore conosciuto come Pietro Micca, per fermare l’avanzata, fece saltare un cunicolo con una carica a miccia corta, non permettendo così l’accesso agli assalitori, in attesa che arrivassero Vittorio Amedeo II, duca di Savoia e il principe Eugenio di Savoia con le truppe austro – piemontesi, ponendo fine al conflitto concluso con la vittoria contro i francesi.
In segno di ringraziamento per aver debellato il nemico, fu edificata la Basilica di Superga (ora visitabile solo all’esterno, mentre all’interno esiste la Sala dei Papi, una Pinacoteca che accoglie una preziosissima ed unica raccolta al mondo di ritratti su tela di tutti i pontefici della storia e poi le tombe dei Savoia… nel retro la lapide con tutti i nomi del Grande Torino.
Con le guide, proseguirete l’itinerario tra plastici e raffigurazioni, cartigli e quadri, su quanto si è detto, per poi scendere sotto la vecchia fortificazione militare visitando l’ultimo ritrovamento, venuto alla luce una parte delle mura fortificate del Pastiss e il Rivellino degli Invalidi. C’è poi una serie di gallerie che si espandono sotto la “Cittadella” oltre il Mastio (una tra le poche rimaste) visibile proseguendo all’esterno di Via Cernaia, andando verso il centro città. Per i visitatori ci saranno conferenze con conferenzieri di fama nazionale sino a dicembre, tratteranno temi sull’assedio, folder con cartoline e annullo postale, un appuntamento da mettere in agenda… il che non guasta!
Non meno quelle della rievocazione storica della “Battaglia dell’Assietta” ma questa è un’altra storia…

Daniele Giordano

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