“DE VITA – SOUL ETUDE”, IL CONTEMPORANEO CHE VIENE DAL TEATRO ALLA SCALA

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Al Teatro Elfo Puccini di Milano torna finalmente il bellissimo festival MilanoOltre, dedicato alla danza contemporanea: tanti titoli, tanti coreografi, tanta danza dopo mesi e mesi di fermo a causa della pandemia. Abbiamo assistito ad una serata composta da due lavori, entrambi con due danzatori del Corpo di Ballo del Teatro Alla Scala in veste di coreografi ed interpreti protagonisti, Matteo Gavazzi e Stefania Ballone.

In comune, il fatto di non essere grandissimi nomi noti al pubblico non del settore; ma chi segue il Corpo di Ballo scaligero conosce benissimo lo spessore di questi due artisti. Purtroppo quando si è nel Corpo di Ballo, come disse Sylvie Guillem, è difficilissimo essere notati od emergere, perché si deve essere tutti rigorosamente identici; in questo caso, Matteo e Stefania sono da soli e con loro stessi, coreografi ed interpreti di loro stessi.

Matteo Gavazzi ha composto un lavoro assolutamente incredibile. Servendosi di un particolare tappeto che fa musica tramite la pressione e l’elettricità statica del ballerino, ci ha regalato minuti di vera danza con un tocco davvero originale. Un assolo interpretato da lui stesso, che alterna momenti con musica “vera” ad altri con la musica diffusa dal tappeto e creata dalla sua danza: questo alternarsi potrebbe far sottovalutare che il tappeto davvero sia fonte di musica; i meno attenti potrebbero pensare che tutto sia registrato. Il tappeto invece ha vita propria, ed è il danzatore a “suonarlo”. Che ci sia qualcosa di particolare lo si nota dal fatto di essere di colore diverso: se ci si fa caso, quando Matteo lo suona, è sempre posizionato sulla parte nera; quando no, sul resto del palco, che è di colore chiaro. Le parole si alternano alla musica, dando il via con un memento mori abbastanza deciso ed inquietante, ma che si addolcisce nel mentre grazie alla coreografia dolce ed energica insieme dell’interprete. Uno dei lavori più difficili che mi sia trovata a recensire, perché bisogna vederlo e, possibilmente, provarlo, parlare con l’artista per capire esattamente come funzioni. Usando il corpo, non solo i piedi, la coreografia prende vita, con una serie di passi studiati molto precisamente per creare un filo conduttore che dalla morte riporta alla vita. De Vita, appunto.

SoulEtude di Stefania Ballone è già più “classico” nel senso coreografico del termine. Abbiamo davanti un duo femminile molto tecnico, molto fisico, eseguito perfettamente dalla stessa Ballone e da Alessandra Vassallo, solista del Corpo di Ballo del Teatro Alla Scala. Le danzatrici si completano, si separano per riunirsi in un vortice di emozioni espresse con il corpo. Una in nero, una in grigio, sembrano due metà della stessa mela, due ali dello stesso angelo: una non avrebbe senso senza l’altra. Quattro momenti diversi, musicalmente e coreograficamente, per un’opera estremamente piacevole nella sua semplicità.

In un mondo così vario come quella della danza contemporanea, dove si rischia spesso di incappare in coreografie che si farebbe fatica a definire tali, abbiamo assistito a due momenti di vera danza, a dimostrazione che anche dalla culla della danza classica si possono sviluppare tendenze del tutto inaspettate ma assolutamente da vedere.

Chiara Pedretti

Festival MilanoOltre
Teatro Elfo Puccini
Corso Buenos Aires 33, Milano
Fino al 10 Ottobre 2021
Biglietti da EUR 12,00 a EUR 20,00
www.milanooltre.org

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