“COMING OUT” ED OMAGGIO BRILLANTE ALLA MEMORIA DELLA GRANDE RAFFAELLA GIOCO DELLA VERA NATURA SESSUALE TRA AMICI CON LA STATUINA DELLA CARRA IN “FIESTA”

Data:

Dal 26 Ottobre al 26 Novembre 2021 alla Sala Umberto di Roma

L’anno che sta per finire lo ricorderemo non solo per la lotta al Covid- 19 con le vaccinazioni ed i disordini, gli incidenti, provocati dai “No Vax”, ma pure perché il panorama culturale italiano ed internazionale ha perso elementi di spicco come Alan Delon, Carlo Alighiero, Franco Cerri e Ludovica Modugno, per citarne solo qualcuno conosciuto dal grosso del pubblico amante delle discipline artistiche. Tuttavia forse il dolore più forte per la massa popolare abituata a trascorrere il tempo davanti al piccolo schermo, per gli amanti del repertorio musicale sentimentale ed allegro, estroverso e frizzante, è stata la scomparsa della petroniana Raffaella Pelloni, meglio conosciuta nel firmamento artistico come Carrà, che intratteneva le famiglie davanti al televisore alla sera e durante il giorno deliziava i giovani e le massaie alla radio con le sue dolci ed orecchiabili canzoni, che avevano entusiasmato pure la Spagna ed i Paesi latinoamericani. Proprio per sugellare questo suo enorme trionfo Fabio Canino creò nel 2001 la vivace ed ironica, scoppiettante ed allusiva, commedia “ Fiesta” immaginando che degli amici si riuniscano in casa di Luca, il più fedele ed entusiasta fan ed ammiratore della “star” bolognese, per celebrare in ludica allegria il compleanno del loro idolo il 18 Giugno. Logicamente per essere amici bisogna avere un interesse, un gusto ed un progetto in comune, pedò v’è anche un altro motivo a cementare il loro rapporto in cui si trovano spalla a spalla a guardare avanti per capire dove finiranno. Siamo nel soggiorno di Luca adorno di foto della diva e con una fiammeggiante statua della stessa in rosso, destinata ad essere presa dalla nicchia ed a passare di mano in mano per dirsi tutto del loro stati d’animo e delle loro inclinazioni sessuali, come fa l’irpino Marzullo con i suoi ospiti nella trasmissione “Sottovoce” a notte fonda. In una motivata vicinanza tra appartenenti allo stesso sesso può talora scattare l’attrazione sessuale gay , mentre in una relazione amicale di generi diversi può scoppiare l’innamoramento, senza tuttavia voler assolutizzare o confondere i due aspetti, anche se l’amicizia può essere profonda e vincolante come la passione sessuale in cui ci si guarda negli occhi e si escludono gli altri: L’amicizia invece tende allargarsi, n on ha la condizione della necessità come l’affetto e non s’aspetta nulla. Si parte dunque dall’infatuazione per la Carrà, che abitava a Roma sulla Cassia vicino alla tomba di Nerone , per trattare poi , con la sua statuetta tra le mani, la condizione della propria vita e stabilire senza infingimenti o codardie la propria identità sessuale, nel frangente vi sono sì i PACS e le unioni di stato civile tra omosessuali convinti, ma il disegno di legge Zan è stato bocciato al Senato e dunque l’iter legislativo è da ricominciare. Hanno prevalso i vecchi pregiudizi e preconcetti appunto quelli che l’autore Canino credeva d’aver superato, riconoscendo la gente il diritto di ciascuno a seguire le sue pulsioni sessuali sul piano laico, mentre per il pensiero teologico l’amore vero è soltanto quello d’una famiglia basata sulla fedeltà, indissolubilità e procreazione. Luca perciò invita nel suo studio Renato ed Ivano reduci da Madrid dove son andati ad ascoltare la loro diva e da qui il titolo della pièce. Renato, impersonato con gaio esub erante da Diego Longobardi, è infermiere ed amante della tonificante palestra, al contrario Ivano, incarnato dal grintoso Sandro Stefanini è uno scrittore dall’acribia intellettuale , credente e truccatore d’una diva del momento. Litigano giocosamente, polemizzano e si prendono in giro sul fatto d’aver provato o meno con una donna, intanto preparano la torta con le candeline e s’abbandonano a canti e balli lascivi lanciandosi scherzose offese ed allusioni. Improvvisamente giunge il cugino di Luca un poliziotto di nome Giuseppe per controllare l’ambiente, ma a tanta esplosione d’ilarità non saprà resistere e deciderà di partecipare pure lui allo svelamento d’inclinazioni, desideri e paure. Manifesterà una tendenza sessuale diversa oppure finirà per cadere nelle braccia sensuali dei compagni e starà al loro divertimento, farà parte della loro comitiva sessuale. Il finale pertanto è aperto “ad libitum” degli spettatori, che ogni sera potranno stabilire l’epilogo di codesto lavoro che, presentato una decina d’anni fa al teatro Colosseo, mantiene tutta la sua fresca e dinamica vitalità interattiva, aggiungendosi agli attori della prima datata rappresentazione Simone Veltroni ed Antonio Fiore. La regia che ruota sull’affetto straripante per la Carrà ed il palese identikit sessuale degli attori con un’effervescente dialettica serrata e farsesca, arricchita da reciproche contumelie ed offese striscianti, provocatorie, è curata da Piero Di Blasio. Le repliche andranno avanti per un mese fino al 26 Novembre alla Sala Umberto di via della Mercede.

Giancarlo Lungarini

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