LA VITA MONOTONA DI UN BRAVO MILANESE

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Luciano era un bravo cittadino. Pagava tutte le bollette, le multe, le tasse. Addirittura non riusciva a dire di no ad un senzatetto che chiedeva l’elemosina. Comprava ogni giorno i biglietti per i mezzi pubblici. Faceva la solita strada ogni giorno. La stessa routine. Stesse facce. Stesso caffè macchiato senza zucchero da Cioccolati Italiani. La sua vita era regolare. Ordinata. Stabile.
O forse un po’ monotona.

Anche oggi, come al solito, Luciano si veste per andare a lavoro. Camicia blu senza cravatta, giacca da ufficio, pantalone scuro classico, un calzino nero e un calzino blu scuro. Non aveva né tempo né voglia di trovare due calzini uguali, e andava bene cosi. Oggi era particolarmente in ritardo e molto di fretta.
Percorre un pezzo di strada in bicicletta sfruttando il bike sharing, arriva alla fermata del tram quando il mezzo sta quasi per passargli davanti al naso, ma fa in tempo a salirci per arrivare in ufficio. Deve solo fare un paio di fermate, ed è fatta. Nella fretta si è dimenticato di prendere il biglietto, ma in tutti questi anni non è mai salito un controllore. Inspiegabilmente Luciano sente le mani bagnate, sente l’ansia. Era la prima volta su un mezzo pubblico senza un biglietto. Ha sempre seguito le regole, non ha mai infranto un divieto e solo l’idea gli faceva drizzare la schiena dalla paura. “Preferisco pagare e vivere sereno”, diceva Luciano. Ma era una vita serena la sua?
O forse un po’ monotona?

Dopo qualche fermata Luciano scende dal tram: sembra fatta per arrivare in ufficio giusto in tempo. Un uomo magro e alto, e a quanto pare anziano, dopo aver analizzato il suo volto gli blocca la strada. Indossava una camicia azzurra con il segno della ATM. È intransigente in quello che dice: vuole vedere il biglietto. Luciano sente le gambe diventare pesanti come fossero di piombo, l’energia negli arti inferiori lo abbandona, sta quasi per svenire. Non sa cosa dire. È senza parole. Proprio oggi, l’unica volta in tutta la sua vita senza biglietto, beccato dal controllore. Lui che paga tutto e subito, che segue le regole, che non ha mai dato torto a nessuno. Lui che conduce la vita regolare.
O forse un po’ monotona?

Il controllore insiste e vuole un documento. Luciano senza capire cosa stia succedendo comincia a camminare, il controllore lo segue cercando di fermarlo con la forza. Ma siamo in emergenza Covid e sfiorare le persone non è consentito, il controllore lo segue senza toccarlo. Luciano aumenta il passo. Il controllore lo minaccia con la chiamata delle forze dell’ordine. A questo punto Luciano scatta e inizia a correre, il suo corpo sembra vivere di vita propria, indipendente dalla sua mente, dalle sue abitudini. Il suo corpo si ribella al suo stile di vita, cosi regolare, cosi preciso.
O forse cosi monotono?

Il controllore fotografa Luciano, la invia alle forze dell’ordine. Luciano invece ormai ha fatto la sua scelta e non può più tornare indietro. Aumenta la velocità e gira l’angolo, il controllore anziano non riesce a seguirlo se non con lo sguardo. Ma a Luciano sembra ancora di vedere la sua sagoma. Attraversa i binari del tram e poi la strada, con il traffico per fortuna lentamente incolonnato in questa zona di pieno centro di Milano. Ha il fiatone ma non può fermarsi, rallenta e cammina veloce, continuando a cambiare viuzze. Finalmente sbuca in Duomo e vede la Polizia, gli agenti guardano il telefono e lui pensa che lo stiano proprio cercando mentre scrutano la sua foto. Ed allora, cambia strada e si precipita in uno dei negozi di corso Vittorio Emanuele. Si mescola fra clienti e vestiti. Riprende il fiato ma non può uscire cosi, con l’idea di essere ricercato. Sceglie vestiti nuovi, scarpe, pantalone e giacca. Poi, compra una mascherina di colore diverso. Esce dal negozio già cambiato buttando i vecchi vestiti nel cestino della spazzatura. All’improvviso sente il telefono squillare, risponde e ascolta la voce del capo arrabbiato per il suo ritardo. Lo lascia parlare senza una risposta. Finché, trova il coraggio e con un secco “Vai al diavolo!” lancia il telefono nel cestino. Ora Luciano è sereno. Molto sereno. Ha compiuto una svolta nella sua vita, nel suo comportamento civile, una svolta dalla sua routine regolare, che ora gli sembrava noiosa, ingiusta.
E molto molto monotona…

Author: Polina Ferari
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