“Arcipelaghi” di Monica Codena: la Compagnia Stabile del Rossetti eccellente protagonista di una fredda e tetra coreografia verbale

Trieste, Politeama Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Sala Bartoli, dal 23 al 28 novembre 2021

 Cinque personaggi si incontrano e scontrano in uno spazio scenico privo dei tradizionali riferimenti di una sala teatrale.

Sono gli eredi in una grande casa da svuotare per essere messa in vendita.

A incorniciare l’ambiente soltanto le americane, sostegno essenziale dell’apparato illuminotecnico, quasi a negare il luogo, la sala teatrale in cui ci si trova.

Il pubblico trova al centro una tavola da pranzo disordinata, come alla fine di un pasto; intorno, numerose sedie.

“Arcipelaghi”, scritto e diretto da Monica Codena, traspone in prosa una drammaturgia che sembra far riferimento costante alle dinamiche e ai ritmi della danza, non soltanto per l’attenzione data ai movimenti dei singoli e del gruppo, per il percorso quasi rituale lungo il perimetro dell’ambiente, per la musica che fa da intermezzo tra le numerose scene separandole con nettezza, o i per giochi creati con gli oggetti di scena, interessante sorgente ritmica fin dal principio della pièce.

La struttura dei dialoghi appare infatti come una lunga teoria di incorporei pas de deux espressi a parole, alternati a momenti d’assieme funzionali a esplicitare il processo interiore dei singoli rispetto al gruppo.

Il fragile accordo di vendita dell’immobile, che si immagina ampio e con giardino ma senza garage, salta all’inizio dell’azione perché Sebastian (un collerico e arrabbiato Marco Morellini), il fratello maggiore, cambia idea nello sconcerto degli altri che a quel punto, ognuno a suo modo, faticosamente cercano di riportare alla ragione.

Emergono a poco a poco le personalità e le cause nascoste dietro a reazioni e comportamenti non scontati o banali, in uno scambio complicato di battute attraverso le quali si svela con lentezza quel che ognuno di loro nasconde, a volte anche a se stesso.

Ines (la bravissima Maria Grazia Plos) sente su di sé una responsabilità esagerata, peso opprimente affidatole dai genitori – di certo fin dall’infanzia – dal quale fatica a ribellarsi e che sublima in un’iperattività apparentemente incapace di cogliere le esigenze altrui; Tiago (il brillante e lucido Emanuele Fortunati) è suo marito: immune dai ricordi che gravano sulla memoria degli altri, cerca di trasmettere una visione oggettiva difficilmente accettabile in un contesto simile, soprattutto da Sebastian, ma anche in diversa misura da Tomas (un serio e tormentato Riccardo Maranzana) fratello minore che con la casa e i suoi abitanti cova un rancore represso e da Alma (l’esuberante Ester Galazzi) che reagisce alla situazione ripetendo una volta ancora atteggiamenti burloni e solo apparentemente infantili.

Sono tutti oppressi e tormentati da fardelli distinti, incomprensibili agli altri perché la storia di ogni individuo e la personale nostalgia dei tempi andati sono uniche; l’ambiente, sempre più tetro, non aiuta a liberarsene.

Ci sono infiniti modi per fare i conti con il passato: lo si può cancellare, rimuovere, ignorare… ma solo affrontandoli si può nutrire la speranza di trovare, a volte, una qualche forma di pacificazione.

La corale e impegnativa prova di attori e attrici ha mostrato ancora una volta la bella intesa tra gli interpreti della Compagnia stabile del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, produttore del progetto, cui si è ben inserito Marco Morellini.

Paola Pini

Trieste, Politeama Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
Sala Bartoli
dal 23 al 28 novembre 2021
 
“Arcipelaghi”
scritto e diretto da Monica Codena
 
con:
Emanuele Fortunati (Tiago)
Ester Galazzi ( Alma)
Riccardo Maranzana (Tomas)
Marco Morellini (Sebastian)
Maria Grazia Plos (Ines)
Produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
Trieste, Politeama Rossetti - Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Sala Bartoli, dal 23 al 28 novembre 2021  Cinque personaggi si incontrano e scontrano in uno spazio scenico privo dei tradizionali riferimenti di una sala teatrale. Sono gli eredi in una grande casa da svuotare per essere messa in vendita. A incorniciare l’ambiente soltanto le americane, sostegno essenziale dell’apparato illuminotecnico, quasi a negare il luogo, la sala teatrale in cui ci si trova. Il pubblico trova al centro una tavola da pranzo disordinata, come alla fine di un pasto; intorno, numerose sedie. “Arcipelaghi”, scritto e diretto da Monica Codena, traspone…

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