Giuseppe Pambieri e il Teatro Patologico di Dario D’Ambrosi al 56° Festival di Borgio Verezzi

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Savona. Proseguono le anticipazioni sul cartellone del 56° Festival teatrale di Verezzi, dedicato alla pace nel mondo, con l’annuncio di due spettacoli a tematica ambientalista e sociale. Le novità sono emerse la mattina del 29 aprile dalla conferenza stampa di aggiornamento presso la Fondazione De Mari: al tavolo, il presidente Luciano Pasquale, la direttrice Anna Cossetta, il primo cittadino di Borgio Renato Dacquino e il direttore artistico della Rassegna Stefano Delfino.

Per il calendario completo occorrerà attendere il 27 maggio prossimo, quando sarà presentato il cartellone definitivo nella filiale romana di Banca Passadore. Intanto, godiamoci queste pillole sugli eventi che, come ricorda il sindaco Dacquino, “fanno uscire dalla routine, danno voce ad aspetti che spesso trascuriamo, fanno aprire gli occhi, e infine fanno approfondire cosa accade”.

La prima pièce segnerà il ritorno di Giuseppe Pambieri con la figlia Micol (nella foto) per ‘Terra promessa’ e, con loro, ci saranno Luigi Tabita e Stefano Messina. Il secondo appuntamento ci regalerà una ‘Medea’ inusuale nella versione del Teatro Patologico, la compagnia diretta dal regista Dario D’Ambrosi.

Per il direttore artistico Delfino, il Festival prosegue pertanto “nel solco degli argomenti contemporanei e sociali, iniziato anni fa con ‘Figli di un Dio minore’, emozionante spettacolo con attori sordi, e proseguito con le due commedie interpretate dalla compagnia S-catenati, formata da reclusi del carcere di Marassi a Genova”, e offre ora un’opportunità ai disabili mentali che sono nella compagnia di D’Ambrosi, gruppo che ha collezionato consensi in ogni parte del globo. Ricorda Delfino: “A New York, dove si è esibito al prestigioso Café La Mama e all’Onu, a Tokyo, passando per il Parlamento europeo a Bruxelles e il Winton’s Music Hall di Londra, dove ha vinto il Wilton’s Price come miglior spettacolo straniero”.

Ma Borgio Verezzi riserva sempre grande attenzione a tutte le problematiche contemporanee. Spiega il direttore artistico: “Con ‘Terra promessa’ abbiamo voluto affrontare, sempre con il sorriso, un tema di proporzioni gigantesche come quello del riscaldamento globale e dello scarso interesse che molti paesi riservano alle questioni legate all’ambiente: nella commedia di Clua (che sarà presente al debutto in Italia), lo constatano con amarezza i rappresentanti istituzionali di Malvati, minuscola isola dell’Oceano Indiano destinata a scomparire sommersa dalle acque nell’indifferenza

generale”.

Il messaggio del sindaco Dacquino è che “in questi anni difficili, ritrovarci insieme al Festival ha un grande significato”, perché il Festival è “terapia di consapevolezza, libertà e democrazia per un mondo più giusto”.

Il saluto del regista D’Ambrosi arriva on line, e comunica tutto il suo entusiasmo per questa compagnia che ha creato, con ragazzi disabili mentali che lavorano fianco a fianco ad attori professionisti e “faranno emozionare perché reciteranno in greco antico”. Ad interpretare Creonte, il 30 luglio, sarà Sebastiano Somma, al suo esordio a Verezzi; Almerica Schiavo, invece, sarà Medea. Prima che a Verezzi, “l’evento andrà in scena al teatro Argentina di Roma, il 19 maggio e, il 14-15-16 giugno, al Palazzo delle Nazioni Unite, a rappresentare l’Italia, poi a Hollywood e a San Francisco”.

On line c’è anche un messaggio di Giuseppe Pambieri e di Nicoletta Robello, regista di ‘Terra promessa’, un testo del catalano Guillem Clua, in prima nazionale il 18 luglio. Il celebre attore (indimenticabile la sua interpretazione in ‘Nota stonata’ di Didier Caron nella 54ma edizione del Festival), si dichiara “innamorato di Borgio Verezzi” fin dagli anni Ottanta, dove ha calcato le scene – a memoria – diciassette volte. Robello presenta invece l’autore Clua (Barcellona, 1973) e il suo testo del 2016. “Una ricerca sui cambiamenti climatici che affronta il tema in maniera insolita”, dice la regista, avvisando che lo spettacolo “non cercherà di farci sentire in colpa”. Una trama che affronta anche una “nuova mitologia legata all’essere umano”, che dovrà presto “cercare un’altra terra perché sta irrimediabilmente consumando quella donata”. Ed ecco che la protagonista Christine (Micol Pambieri) affronterà un viaggio con la figlia verso un pianeta a 10 milioni di anni luce, in una galassia nuova, dotato di atmosfera e acqua potabile, e un sole simile al nostro: Keplero 438B.

Ancora in collegamento on line Mauro Conte, vincitore del premio che la Fondazione De Mari destina ogni anno all’attore o all’attrice emergente che si sia particolarmente distinto al Festival, e che riceverà il riconoscimento in una delle serate della prossima estate. Nella motivazione, il presidente Pasquale ricorda l’interpretazione di Conte come “appassionata e convincente adesione al personaggio, insegnante precario”. “Non potevo chiedere di meglio dalla mia prima volta a Verezzi”, riassume Conte ricordando ‘Slot’, in cui ha calcato le scene recitando con Paola Quattrini e Paola Barale.

Presentato infine il manifestato del Festival 2022, ancora una volta realizzato da Sergio Olivotti, definito “artista e illustratore geniale, più volte premiato anche all’estero per le sue creazioni per la rassegna teatrale verezzina”. “Una fortuna – dice Delfino – avere un personaggio di prestigio come lui al nostro fianco”.

Quindi sono quattro i titoli noti. Oltre ai citati, ricordiamo ‘No wags. Il calcio (non) è uno sport per signorine’, che andrà in scena il 16 luglio grazie al musicista Luigi Siciliani, in arte Piji, e ‘La storia straordinaria di Arthur Gordon Pym da Edgar Allan Poe’ del regista Alberto Gagnarli, con Michele Carli e Simonetta Potolicchio, che chiuderà il Festival a cavallo di Ferragosto nelle grotte.

Laura Sergi

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