Arte in Africa centrale

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Colore, colore, calore di terra vasta e spesso infuocata da mille e più dinamiche oltre che da un sole particolare e presente. Si fondono origini ancestrali con influssi di fuori ma l’ arte di lì nei suoi canoni e stilemi rimane molto fedele a sé stessa.

Il rosso che domina, il giallo di curcuma, il bianco di nuvole per cieli equatoriali e infiniti.
Famose le statue di volti potenti, nasi pronunciati e pronunciati menti di teste imperiose.

Colore, colore, ovunque colore che tinge di blu, di verde, di nero.
Quel verde foresta, che cosa ne resta?
Il nero di notti assolute e profonde, tregua essenziale di temperature diurne bollenti.

I tessuti sono come bandiere dipinte da bambini allegri di un mondo allegro fatto di sogni semplici e ghirigori non complessi.

A ritmo di tamburi immagini opere create da mani nervose potenti come le immagini di mani nervose e virtuose.

Quanta pace evocano quelle fantasie, quanto ottimismo troppo spesso tradito ma l’arte è vita, quintessenza di speranza ben riposta.
Deve esserlo.

Colore, colori, decisi, potenti da terra accaldata di profumi e momenti.
Tracce volanti verso un sole perfetto ispiratore di tinte, figure e forza abbandonata a se stessa eppure volitiva e vivace.

ROViRO’

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