IL MIC premia l’ARB DANCE COMPANY

Dal luglio 2009 l’ARB dance company si è inserita prepotentemente nel novero delle compagnie italiane senza fermarsi più. La collaborazione con coreografi innovativi ha offerto la possibilità di realizzare produzioni eterogenee che hanno debuttato e replicato in festival e rassegne ovunque, portando la compagnia ad essere una realtà significativa in Italia e all’estero. Tra le produzioni di maggiore successo ricordiamo “L’odore della pelle” di Nyko Piscopo, “Divine” di Roberta De Rosa, “Camille di Francesca Gammella, “Re-Live” di Francesco Annarumma, “Sweet swan sway” di Niko Piscopo, “Re-born” di Martina Fasano, “Le città invisibili” di Roberta De Rosa, tra l’altro titolo vincitore del Napoli Fringe Festival, Mezzo nero, rosso mezzo  di Fernando Suels Mendoza (Tanztheater Wuppertal), “A piedi nudi” ed “Attimo” di Giorgia Maddamma (Folkwang Hochschule di Essen) con il valore aggiunto del premio al miglior talento italiano al Premio Roma del 2013, Le sacre du printemps e “Mishima del compianto Ismael Ivo, in coproduzione con il Napoli Teatro Festival nell’edizione sempre del 2013, Precariato con le coreografie di Stefano Mazzotta ed Emanuele Sciannamea in coproduzione con Zerogrammi, “La settima stanza e “Thalassa” di Arturo Cannistrà con cui si è vinto il primo premio a Danza in Fiera 2011. In ambito televisivo l’ARB è stata invitata a numerose puntate della trasmissione Alle falde del Kilimangiaro” in onda su RAI 3, tuttavia Annamaria Di Maio ha firmato anche coreografie per le opere “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo e l’Aida di Giuseppe Verdi. La compagnia si è esibita altresì in site-specific religiosi, museali o per l’infanzia, oltre ad una proficua collaborazione con Michele Casella, autore e regista teatrale, producendo musical inediti per la realizzazione di family-show ed avvicinando migliaia di bambini al teatro. Forse anche per via della sua  versatilità, proprio in queste settimane ARB dance company è stata riconosciuta culturalmente e artisticamente nel progetto di produzione ministeriale MIC (Ministero della Cultura), così come anche Arabesque è da oggi un soggetto accreditato del MIUR nel sistema nazionale di istruzione e formazione, a decorrere dall’anno scolastico 2022/2023, nell’ambito “Arti e creatività” nel campo musicale e coreutico. Un doppio risultato che avvalora gli sforzi di Annamaria Di Maio nella formazione con Arabesque, ormai da un trentennio, e della produzione sin dal 2009 con ARB dance company. Ma dove sarà possibile vedere all’opera l’ensemble di Annamaria Di Maio? Detto fatto, i prossimi appuntamenti saranno al Castello Maschio Angioino di Napoli il 28 luglio con le coreografie “Le persone dentro” di Roberta De Rosa ed “El tiempo de l’alma” di Antonio Colandrea. Tuttavia per l’intero mese di luglio la compagnia è stata ospite del festival “la Campania è” presso il Quartiere Borbonico di Casagiove, anteprima della Pièce di versi in danza “Divine” programmata per il prossimo 7 settembre ancora al Maschio Angioino. Del resto il passo dalla sbarra alla messinscena è sempre stato brevissimo per Annamaria Di Maio, così tanto che la visione manageriale per lo spettacolo dal vivo l’ha sempre spinta a cercare di lavorare sul sistema danza, alimentando la ricerca, divulgando la danza anche con azioni performative, laboratori, seminari e azioni di valorizzazione di giovani coreografi campani. Soprattutto quelli vincitori del Contest appositamente creato per individuare giovani potenzialità locali, tra tutti i già citati Roberta De Rosa, Nyko Piscopo, Adriano Bolognino, Francesca Gammella ed altri ancora che popolano le scene dei nostri giorni. A questo punto non scompongono l’attento osservatore i vari riconoscimenti, tra i quali ricordiamo il Contest #socialive dell’Agis di Roma, il Premio Danz’é Festival Oriente Occidente di Rovereto con anche la Menzione Speciale oltrw a quelli già citati e tanti altri ancora nel palmares dell’ARB dance company. E dunque tra qualche giorno potremo scoprire “El tiempo de l’alma”, una creazione innovativa accompagnata dalle “Quattro stagioni” di Astor Piazzolla che ne evoca una quinta, quella dell’anima. Questo titolo ha debuttato al Premio Napoli in Danza 2022  con le coreografie di Antonio Colandrea, coudiuvato da Marinella Casciello e Lina Di Gaetano. Ed anche “Le persone dentro” di Roberta De Rosa, tratto da “Una stanza piena di gente” di Daniel Keyes e Billy Milligan con il supporto di Mutamenti/Teatro Civico 14 e le
musiche di West Dylan Thordson nell’elaborazione musicale Paky Di Maio. La maschera funeraria oggetto dell’iconografia di questo titolo è quella conservata al Beirut National Museum risalente al VII a.C.  A proposito di questo spettacolo la coreografa ha voluto riprendere il pensiero del regista indiano Manoj Night Shyamalan che considera “il cervello umano l’oggetto più complesso dell’universo. Un individuo con personalità multipla può cambiare la struttura del suo corpo con il pensiero. E se non ci fosse limite a ciò che può diventare? È questo il prossimo stadio dell’evoluzione?” La risposta sarà godibile al Maschio Angioino il prossimo 28 luglio? Staremo a vedere. Per avere maggiorni informazioni o scoprire il mondo di ARB si suggerisce di visitare il sito ufficiale https://www.arbdancecompany.it/

Massimiliano Craus

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