‘l torèt, una storia iniziata 154 anni fa

Qualche anno prima dell’unificazione d’Italia, ci fu l’inaugurazione del suo primo acquedotto sabaudo (6 marzo 1859), questo fatto raccolse una folla di curiosi nel giardino di Piazza Carlo Felice, di fronte la stazione Porta Nuova per assistere al getto verticale alto venticinque metri, già a quell’epoca pensarono che l’acqua fosse un bene pubblico per tutti e restasse tale, dissetando chiunque senza distinzione di ceto.

Ora i ben pensanti, quelli che vorrebbero privatizzare questa ricchezza pubblica dovrebbero andare a rileggere il cartiglio di quel tempo e mai abrogato… Beh, da quel giorno tante cose sono accadute, infatti sono passati 154 anni dalla posa della prima fontanella alta all’incirca un metro, colore verde bottiglia raffigurante la testa di un toro: ‘L TORÈT, per i torinesi. Ogni fontanella in ghisa aveva un costo pro-capite di lire 380 diventando per la città sabauda un oggetto-simbolo indissolubile già da subito.

Esattamente il 17 luglio del 1862 venne posato il numero uno tra le vie San Donato e Balbis a pochi metri da Piazza Statuto, non fatevi ingannare dalla data della piastrina, poiché è stata sostituita certificando il luogo nella mappa delle fontanelle conservata nell’Archivio del Comune di Torino. Una storia senza tempo che a breve trovarono luogo ben 719 esemplari, non solo addirittura, intorno a questo si è costituita un’associazione “I LOVE TORÈT”.  Sparsi sul territorio ne troverete alcune in pietra ma non sono quelle che il torinese declama, li trova decisamente dei surrogati. Il Comune ha mappato tutte le fontanelle, consultabile con Google, in modo che visitando Torino possiate sempre trovare il modo di dissetarvi.

Per anni, ancor oggi molti pensano che l’acqua provenga dalle vicine montagne, in realtà se desideri bere l’acqua sorgiva devi recarti in montagna… solo così si ha la certezza.

Ed eccoci alla consueta curiosità, come sempre tra leggende e dubbi, si cercherà di stare nel mezzo, sebbene sia molto difficile. Il simbolo della testa del toro potrebbe essere dovuto dall’insediamento dei Taurini, essendo pagani pare adorassero un toro sinonimo di forza. Sulla fonderia ci sia una leggera discordanza dovuta alla prima pare a fornire Torino fu una ditta siciliana ma successivamente la produzione fu di una ditta di Frossasco nel pinerolese…

Qualunque sia la verità poco importa ma questa fontanella è diventata un’icona al punto da essere esportata in paesi dove esistono comunità di torinesi che sentendone la nostalgia, hanno chiesto un Torèt da istallare in quella città con l’autorizzazione del comune sabaudo, per terminare: Sapete che si può anche adottare una fontanella, basta farne richiesta al Comune di Torino.

Daniele Giordano

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