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AFFABULAZIONE STORICA D’UNA SAGA FAMILIARE DEDITA ALLA CULTURA ALLA FILARMONICA. L’AVITO NEGOZIO DI MUSICA NEL CUORE DI NAPOLI NEL SATIRICO RICORDO DI M. SIMEOLI

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La classe ed i tempi comici non sono acqua per cui se sono originali ed innato il talento non possono che rifulgere al meglio, perfino in lunghi ed accurati monologhi in cui l’attore può dare voce con diversi timbri ai mille personaggi d’un copione che talvolta riassume, come nella circostanza a cui abbiamo presenziato, l’albero araldico d’una famiglia della provincia di Napoli. Intendiamo parlare di quella dell’istrionico Marco Simeoli che con la brillante performance di circa 90 minuti ha fatto rivivere le vicende  della sua cellula sociale primaria, partendo dalla fine dell’Ottocento per circa 100 anni  con il ricordo iniziale dl nonno  Salvatore che faceva il contadino a Marano e poi portava i prodotti della sua aia e campagna al mercato di Napoli in quella piazza dove il pescatore Tommaso Aniello rovesciò i banchi ed animò la protesta degli umili venditori contro le gabelle degli Spagnoli. C’è stato spazio pure per la nonna che poneva cura ed attenzione nel disporre le polpette secondo la loro grandezza nel timballo di pasta al forno, come il figlio Durante faceva con le mele che disponeva nella cassetta al mercato ortofrutticolo e che poi un’insoddisfatta cliente scompaginava tutte. Il nonno  in seguito aprì una stupenda libreria musicale ben fornita con tutti i dischi dei maggiori musicisti europei ed italiani, dove un giorno entrò una donna ben vestita che gli chiese se avesse ancora la canzone “ Faccetta nera” e poiché eravamo nel periodo del regime fascista gli inculcò una trepidante paura, così da metterlo a disagio e non sapere come rispondere. Successivamente entrato in confidenza con la dama in scuro, chiusa la saracinesca, apprese che non aveva mai ballato come aveva sempre desiderato e le regalò un valzer, ricevendo in cambio la definizione del motivo citato come un pezzo di “m…” La figlia Cettina, che aveva sempre bramato d’avere un soldo in tasca , un giorno rimasta sola nell’esercizio commerciale rubò una moneta dalla cassa ed immaginò che cosa di sfizioso e piacevole avrebbe potuto realizzarci, ma entrò in crisi razionale ed alla fine la donò a Santa Chiara sperando da Lei il meglio. Infatti in quella stessa giornata dell’8 settembre del 1943 fu firmato l’armistizio di Cassibile , vicino Siracusa, con l’annuncio del Maresciallo Badoglio della  richiesta al generale Eisenhower della pace per cui dovevano cessare l’ostilità contro i nazisti, con il che poi vennero le rappresaglie dei tedeschi come i martiri di Cefalonia e le stragi della ritirata sulla “linea Gotica”, la cruenta guerra civile e la RSI creata da Mussolini, fantoccio delle SS che l’avevano liberato dalla prigionia a Campo Imperatore, a Salò sul lago Benaco o di Garda. Il negozio andò avanti con una cura appassionata ed è a  fino ad oggi davanti al Conservatorio di San Pietro a Maiella con l’insegna “Musica Simeoli “ ; oggi  vi sono anche le foto di coloro che sono passati di lì, quali quelle di Totò, il principe DeCurtis, dell’anima partenopea Pino Daniele morto anche lui per infarto, ovvero per mancanza del ritorno del sangue al miocardio, nonché del re del rap Clementino, di cui Simeoli c’ha offerto un brioso saggio con una ritmica  velocità e frenetici, lievi ed agili, scatti corporei. Egli c’ha rivelato che ancora oggi il cugino Salvatore lo porta avanti con profonda dedizione e sincero spirito musicale , avendo aggiunto anche un disco di Mozart che  era assente dall’ingente repertorio in vendita. Infatti il titolo è proprio “Manca solo Mozart” composto dal regista ed autore Antonio Grosso sulla base degli aneddoti e degli appunti delle vicende familiari fornitigli appunto dal ricercatore storico del patrimonio domestico il vulcanico Marco, che nel 1991 a soli 23 anni si spostò a Roma per  seguire la scuola di Gigi Proietti funambolico Maestro indimenticabile della comica satira dei tipi umani  e della contingenza socio – politica sotto gli occhi di tutti. Simeoli  apprese il mestiere, l’artigianato teatrale,  dall’ottavo re di Roma, che qualcuno contrappone per questo titolo al mitico Francesco Totti salito ultimamente agli onori della cronaca per l’addio alla bellissima Hilary, traferitasi intanto a Milano dove lavora a Mediaset, per il colpo di fulmine dettato dal cuore per l’affascinante Noemi Bocchi , come Gigi D’Alessio passato da Anna Tatangelo all’avvocato Daniela Esposito con il nuovo figlio sigillo del tenero sentimento e la solita differenza d’età senza  superare quella tra l’imprenditore Berlusconi e la deputata Marta Fascina, subentrata alla Pascale che intanto ha sposato la cantante sempre avvenente Paola Turci. Felice per  la calda accoglienza ed il recuperato “feeling” con il pubblico, l’esuberante Marco ha svelato a “cuore aperto” che antecedentemente alla pandemia prendeva tutte l’ offerte che gli capitavano per lavorare sul palcoscenico, mentre ora è libero di scegliere quello che più criticamente lo soddisfa , operando opzioni  decise a mente fredda a tavolino con pianificazioni ben ponderate e calcolate nei loro risvolti. In questa settimana altri eventi importanti saranno : “ Incanto” con Luca Ferrarini, Francesca Longhin e Diletta Marzano martedì, “Lady D” di C. Ciaramelli con A. Favetti  giovedì , “ Il Teorema della Rana” con Luca Ferrini pure regista, Valentina Martino Ghiglia ed altri venerdì, mentre sabato comincerà  la “Settimana Rainbow” riservata all’orgoglio delle categorie LGB T con “Mariposa, il coraggio della trasformazione” con testo e regia di Cecilia Herrera fino a giovedì 4 agosto con “ Scomodi e Sconvenienti” di Emiliano Metalli con F. di Raimondo ed Orazio Rotolo Schifone, che curerà altresì la regia.

Giancarlo Lungarini

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