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Chi è Alessandro Maiorano

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Se dovessi rispondere con una parola a questa domanda la parola sarebbe
“forte”. Forte perché non ha assolutamente paura di dire la verità neanche a
chi si mostra potente davanti agli altri per suscitarne paura. A Firenze è
sicuramente famoso (e se ne compiace) per i trascorsi con Matteo Renzi a cui
ha sicuramente fatto passare più di qualche brutto quarto d’ora. Anche se non
è niente a confronto di ciò che “il diavolo” (come descritto in un suo fumetto)
ha fatto passare a quello che da alcuni è stato descritto con l’appellativo di
“santo”. E proprio su questo desidero soffermarmi un po’: sul perché un uomo
che di certo non si può definire un santo sia stato rappresentato così. Perché di
Maiorano ciò che appare subito evidente è quanto sia un treno in ciò che dice
e che fa. Come dice lui stesso se una persona a pelle non gli va a genio ci mette
2 secondi a dirglielo e senza alcun giro di parole. E questo vale per una persona
incontrata per strada tanto per un Cardinale.

Però questa è solo una delle facce di Alessandro perché chi è invece abbastanza fortunato o meritevole della sua fiducia vedrà subito il motivo per cui è, giustamente, appellato come “santo”: la sua spontanea ed enorme generosità. Basti pensare a ciò che ha fatto per Bea, la bambina “di pietra” affetta da una malattia rara che l’aveva
sin da pochi mesi paralizzata (“ Se fosse stato d’aiuto darle un braccio lo avrei
fatto”) o a come si è prodigato per aiutare persone anziane che rubavano nei
centri commerciali non per il gusto di farlo ma per necessità. La sua generosità
è tale che tanto non ha paura a scagliarsi contro i veri ladri di questo paese,
non mandandole a dire e arrivando fino alle denunce, quanto non ha remore a
difendere e aiutare con ogni mezzo chi ha necessità. Questa è senza dubbio
una delle più belle caratteristiche di Maiorano unita alla sua spontanea
resistenza alle vessazioni. Non va infatti dimenticato quante perquisizioni e
quanti soprusi ha subito durante la sua vita, sempre uscendone pulito e con la
schiena dritta. Come se non bastasse va inoltre sottolineato il suo immenso
lavoro di intelligence nel reperire documenti scottanti riguardo sia i personaggi
di Palazzo Vecchio sia la politica italiana, lavoro che spetterebbe ad autorità
preposte rispetto a un semplice cittadino (e su questo ci sarebbe di che
riflettere). Quindi se mi chiedete chi è per me Alessandro Maiorano io vi
rispondo “un pazzo, ma un pazzo buono”.

Niccolò Varini

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