Romeo e Giulietta, passione senza tempo

Data:

Al Teatro Alla Scala di Milano, dal 24 Giugno al 7 Luglio 2023

Ritorna al Teatro Alla Scala, dopo un’assenza di circa sei anni, Romeo e Giulietta, balletto sull’intramontabile tragedia shakespeariana, nella versione coreografica di Kenneth McMillan, presente da tempo nei cartelloni del teatro lirico milanese.
A chi si aspetta il classico “polpettone” tutto tutù e cigni vari, rimarrà sorpreso: McMillan, inglese, deceduto nel 1992, è fra i pochi ad aver davvero svecchiato la danza classica: pur rimanendo nella tradizione, ha modernizzato molto lo stile e le sue opere risultano così più snelle e leggere: la storia degli amanti di Verona dura qui quasi tre ore, ed ha quasi sessant’anni (infatti debuttò al Covent Garden di Londra nel 1965, con Margot Fonteyn e Rudolf Nureyev nei ruoli del titolo): eppure sembra creato ieri, è sempre nuovo. Il coreografo è stato definito giustamente “il poeta della passione”: i suoi lavori sono tutti narrativi e trattano storie ad alto contenuto drammatico e passionale. Oltre a Romeo e Giulietta, vale la pena di ricordare Manon (1974), versione sulle punte dell’opera lirica Manon Lescaut, e Mayerling (1978), sul suicidio del principe Rodolfo e della sua amante Maria Vetsera. Inoltre, il suo stile coreografico presenta molti passi a due, complessi e impegnativi, con una serie di prese non indifferenti e non alla portata di tutti.
In questa edizione si alterneranno ben cinque coppie di Romei e Giuliette; alla prima, finalmente di sabato, abbiamo ammirato Agnese Di Clemente e Claudio Coviello nei ruoli degli sfortunati protagonisti. Al suo debutto come Giulietta stavolta, una veronese autentica: cresciuta a pane e balcone, Agnese è una bella Giulietta: già con dei tratti somatici suoi molto adatti alla parte, un visino dolce ed un sorriso accattivante, pur reduce da un brutto infortunio, è davvero dolcissima e molto espressiva. Probabilmente complice l’emozione, nella primissima parte non convince del tutto, apparendo un po’ trattenuta. Successivamente si lascia andare ed è risultata una Giulietta convincente, soprattutto appunto espressiva, qualità che con McMillan non può mancare. Anche Claudio Coviello come Romeo convince: già predisposto fisicamente, anche lui con un bel viso e l’aspetto proprio del principe delle fiabe, aveva già affrontato questo ruolo in passato, ruolo che gli è senza dubbio congeniale: se dobbiamo trovare un difetto manca solo di un po’ di forza, ma diventa una questione di gusti e non di tecnica. Primo ballerino già da circa dieci anni, non sempre esaltato come meriterebbe, è tecnicamente molto pulito e preciso: giusto assegnargli finalmente una prima rappresentazione. Delusione Mercuzio: abituati a quel fenomeno di Antonino Sutera, Christian Fagetti è decisamente sottotono, poco preciso e presenza scenica scarsa. Marco Agostino invece è un buon Tebaldo, cattivo al punto giusto, Mattia Semperboni uno splendido Benvolio, mentre non lascia traccia il Paride di Navrin Turbull, decisamente più a suo agio con ruoli caratterialmente più incisivi.
Questa volta in Scala è mancata la grande Alessandra Ferri, la migliore Giulietta di sempre. L’étoile italiana, oltre alla tecnica impeccabile, unisce da sempre un’interpretazione degna di un’attrice drammatica; memorabile con Julio Bocca come Romeo, simile per preparazione ed espressività: per anni hanno mandato in delirio il pubblico di tutto il mondo. rimane una coppia assolutamente senza pari. Julio Bocca però è stato con i danzatori per diverse settimane come Professeur ospite, rimontando un’opera che conosce meglio di chiunque altro. Da quando si è ritirato, ancora molto giovane, dalle scene, gira il mondo delle grandi compagnie di balletto rimontando opere che l’hanno consacrato al grande pubblico.
La Scala presenta questo balletto con un allestimento che vede ancora le scene di Mauro Carosi ed i costumi di Odette Nicoletti. Scene abbastanza banali e nella tradizione, insomma, niente di nuovo: decisamente meglio quelle di Ezio Frigerio. Costumi stupendi ma con una serie di “troppo”: troppo pesanti, troppo ricchi, troppo impegnativi, troppo cangianti, a volte nascondono addirittura i movimenti dei danzatori. In breve, non molto adatti alla danza.
Il corpo di ballo regge abbastanza bene, non sempre precise le ragazze. Gli altri casts vedranno alternarsi Nicoletta Manni con Timofei Andrijashenko, Alice Mariani con Nicola Del Freo, Martina Arduino con Jacopo Tissi, Linda Giubelli con Navrin Turnbull.

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