Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

Beatrice, il mondo dell’erotismo raccontato da una donna

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Il mondo dell’erotismo visto e raccontato da una donna. Se già questo vi pare intrigante, sappiate che c’è molto, ma molto, di più. Beatrice ha ormai 35 anni, vive sul confine tra Piemonte e Lombardia, lavora come barista ed ha una Laurea in Scienze dell’Educazione. Ma non si nasconde ed è così che nel suo quotidiano c’è spazio anche per la malizia, la trasgressione, il gusto del piacere. Esperienze che ha deciso di raccontare tramite il web, diventando a tutti gli effetti una critica di video saffici. Parole, emozioni e sensazioni espresse senza filtri, un’opinione che è al tempo stesso uno spunto di riflessione e, perché no, uno sprone per un’immersione in un mondo nuovo intriso di sensualità.

Come nasce la scelta di recensire film erotici?

Questa avventura è iniziata per caso, un mio vecchio amico mi ha contattato dopo 10 anni

ricordandosi di me come donna dalla mentalità molto aperta. Mi è bastato vedere qualche video di Incercadifuga per accettare la proposta. Da lì è nata l’idea delle recensioni e della mia pagina sul sito.

Perché hai accettato?

Spero a far conoscere il progetto e di contribuire ad abbattere qualche muro sulla sessualità al femminile dove ci sono ancora troppi tabù. Ma guardo anche oltre. Mi piacerebbe arrivare a scrivere la trama di qualche storia e magari a essere più partecipe in tutte le fasi di produzione dei video.

Alla base di tutto, c’è una naturale propensione verso il genere.

Sono di natura una persona curiosa e a cui piace ogni tipo di sfida. Quindi quando mi è stata proposta l’occasione di partecipare a questo progetto non ho esitato un attimo e mi ci sono buttata a capofitto. Spero di intrigare sempre più le persone e di avvicinare sempre più uomini e donne a questo mondo così diverso dal porno.

Infatti le tue recensioni si concentrano su film erotici.

Esattamente, ed è un mondo affascinante. Provo a descriverlo così: l’erotismo è una cena in un ristorante stellato, se il porno è come cibo veloce. L’erotismo è qualcosa da assaporare, da esplorare per stimolare l’immaginazione.  Purtroppo è un mondo in cui non manca un pizzico di confusione, ma che si caratterizza per due elementi: non è inflazionato come la pornografia e realizza prodotti di alta qualità.

Per le recensioni utilizzi uno pseudonimo, perché questa scelta?

Lo Pseudonimo è necessario per tutelarmi dai giudizi culturali ancor oggi associati ad una donna che sceglie di vivere liberamente la propria sessualità. I pregiudizi sono ancor oggi moltissimi e le persone spesso non sanno neanche distinguere tra erotismo e pornografia. Se poi parliamo di omosessualità, le barriere da abbattere sono ancora tantissime. La la più grande è una: anche le donne hanno fantasie erotiche e guardano video anche saffici, ma non per questo significa che sono lesbiche. Insomma, c’è ancora molto lavoro culturale da fare…

Da donna, cosa ti intriga?

Mi intriga il piacere della conquista, i giochi di sguardi, e tutto ciò che non è facile. Mi eccita un pizzico di trasgressione, non amo mai le cose semplici. D’altronde, ogni donna esprime femminilità in diversi modi. Non amo quando una donna pensa, quindi si comporta di conseguenza, che per essere femminile deve ostentare; sono più legata alla femminilità di Audrey Hepburn e Coco Chanel. Ma vedo femminilità anche in Gianna Nannini. Per la sensualità sono della scuola che meno fai vedere e più fai intuire, più sei sensuale.

Che donna è Beatrice nel quotidiano?

Sono una ragazza acqua e sapone, il trucco è raramente presente nella mia vita. Passo da jeggings, felpa e scarpe da trekking, a vestito e tacco 12 con naturalezza. Nel quo/diano amo la comodità ma non dimentico mai di mettere in evidenza le mie forme. Se esco per una serata modaiola o in vacanza amo le scarpe super alte e adoro i tacchi a spillo. Chi mi conosce bene sa che sono una donna sempre troppo trasparente: quello che penso dico, non sono mai invidiosa o gelosa.

Cosa ti aspetti dal futuro?

Mi piace andare dove mi porta la vita, correggo la rotta strada facendo. Tra dieci anni mi piacerebbe vivere in Sardegna, terra che amo e a cui mi sento di appartenere. Aver scritto e realizzato almeno un centinaio di video ma soprattutto mi piacerebbe poter uscire dallo pseudonimo. Questo vorrebbe dire che sono stati abbattuti pregiudizi sulla sessualità femminile.

Manuele Pereira

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