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La lunga notte: tutte le anticipazioni delle miniserie Rai che racconta la caduta di Mussolini

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LA TRAMA

La notte tra il 24 e il 25 luglio 1943 si svolse l’ultima riunione del Gran Consiglio, organo supremo presieduto da Benito Mussolini, che sancì la fine del regime fascista. Il 10 luglio le truppe angloamericane sbarcano in Sicilia, il 19 luglio gli aerei americani bombardano Roma. Hitler, scontento dell’alleanza con un’Italia incapace di fermare l’avanzata delle truppe nemiche, mortifica il Duce accusandolo di non saper punire i traditori, intendendo per traditori, anche il Re e l’esercito. In questo terremoto di incertezza, Dino Grandi, Presidente della Camera dei fasci, è l’uomo che intuisce che il baratro è vicino, che bisogna destituire Mussolini in maniera legittima, convocando il Gran Consiglio, per poi rimettere il Paese nelle mani della famiglia Reale, riallacciando i rapporti con l’Inghilterra e il Vaticano. Il Re Vittorio Emanuele III non prende una posizione e cerca di mantenere il potere, mentre la principessa Maria Josè trama con il Vaticano e gli Inglesi per rimuovere Mussolini allo scopo di liberare l’Italia dalla dittatura ma anche per vedere suo marito Umberto di Savoia, figlio del regnante, ascendere al trono. Edda Ciano, figlia di Mussolini, è combattuta tra l’amore intenso per il padre e quello per il marito Galeazzo desideroso di prenderne il posto. E poi ci sono le due donne del Duce, la moglie Rachele e l’amante Claretta Petacci, tutte e due preoccupate per l’esito tragico che comincia a profilarsi. Entrambe valide strateghe e consigliere, in questo frangente rimangono inascoltate. In questo passaggio d’epoca, paura e ambizione al potere sono le protagoniste. Agguati, pestaggi, omicidi, alleanze segrete, imboscate, tradimenti, inganni sembrano non risparmiare nessuno. E quando finalmente, la notte del 24 luglio, Mussolini convoca il Gran Consiglio a Palazzo Venezia, la trama segreta è ordita. Dino Grandi si reca all’incontro con due bombe a mano nelle tasche, pronto a tutto. È difficile reggere la sicumera di Mussolini che millanta forze armate e unità del Paese mentre gli altri gerarchi urlano ‘al traditore’. Ma Grandi non trema e porta avanti il suo piano. Quel che è accaduto è storia. “La Lunga Notte” narra le tre settimane che condussero a quel momento fatale. La serie, ripercorrendo i fatti che condussero a quel momento cruciale, racconta la Storia italiana con la S maiuscola, insieme alle storie di uomini e donne che agirono da protagonisti e misero in gioco il loro destino personale, oltre a quello del Paese.

CHI SONO I PERSONAGGI

ALESSIO BONI è’ DINO GRANDI. Avvocato romagnolo, Presidente della Camera dei fasci e delle corporazioni, è autore dell’Ordine del Giorno che mise in minoranza Mussolini e che causò la fine del regime fascista in Italia. Grazie all’esperienza maturata all’estero come diplomatico, capisce con lo sbarco degli alleati in Sicilia che l’unica possibilità di salvare l’Italia è l’uscita dalla guerra e la capitolazione di Mussolini. Da quel momento si batte strenuamente per raggiugere questo obiettivo, confrontandosi con il re e con molti gerarchi, sia amici che nemici. Quando realizza che la fine di Mussolini coincide con la fine della sua vita politica, in lui prevale comunque l’amore per la Patria.

DUCCIO CAMERINI è BENITO MUSSOLINI. Il Duce d’Italia è nel momento più basso della sua vita politica. Totalmente assoggettato all’alleato tedesco, affetto da una gastrite lancinante, deve difendersi su tutti i fronti. Dopo una serie di imperdonabili errori, annebbiato dai fumi dell’ego ed eccessivamente fiducioso nel rapporto con il Re, il dittatore sottovaluta gli effetti della votazione del Gran Consiglio, consegnando, di fatto, la sua testa agli avversari.

MARCO FOSCHI è GALEAZZO CIANO. Marito di Edda, figlia del Duce, ha con lei un rapporto travagliato: sebbene abbia molte amanti, Ciano è comunque legato alla moglie da una passione profonda e un amore intenso. Dopo aver ricoperto le maggiori cariche politiche e militari al fianco del suocero Benito, è stato di recente allontano dal potere da Mussolini, perché animato da dubbi sul rapporto con la Germania e con Hitler in particolare. Ha un rapporto di forte rivalità con Grandi che da sempre è l’altro pupillo ed erede naturale di Mussolini. Il suo voto ha conseguenze enormi sugli altri gerarchi, sull’intera opinione pubblica e sulle sue sorti, ma soprattutto segna una svolta importante nel rapporto con Edda.

LUCREZIA GUIDONE è EDDA CIANO. Figlia maggiore di Benito, moglie di Galeazzo Ciano, con cui vive un matrimonio burrascoso e altalenante, è da sempre filotedesca. Il rapporto con il padre è animato da sentimenti di forte contrasto per la storia con Claretta Petacci e tutto il suo clan. Edda è una donna di grande personalità e dall’equilibrio precario. Ama il gioco e perde spesso. Quando scopre che il marito ha votato contro il padre, prima lo insulta e lo schiaffeggia, ma poi è pronta a tutto pur di salvargli la vita.

ANA CATERINA MORARIU è ANTONIETTA GRANDI. Donna sofisticata e colta, ricca possidente della provincia bolognese, è la moglie di Dino Grandi, al fianco del marito nella vita politica e sociale. Pur di rimanergli accanto, soffre per la lontananza dai figli che vivono all’estero. È molto preoccupata dalle conseguenze delle scelte del marito, ma per amore suo rischia la vita in prima persona.

FLAVIO PARENTI è UMBERTO DI SAVOIA. Principe erede al trono, debole e sottomesso al padre. Oscilla dalla muta obbedienza al genitore al desiderio di affrancarsi e affermarsi come futuro regnante. Profondamente innamorato, vive però un conflitto molto forte con la moglie, Maria Josè, che lo spinge a trovare la sua autonomia e a ribellarsi all’autorità paterna, a suo dire troppo succube del potere di Mussolini.

AURORA RUFFINO è MARIA JOSÈ DEL BELGIO. Moglie di Umberto, principessa del Piemonte. Da sempre contraria al fascismo e al Duce, ha rapporti con gli oppositori del regime e tenta di stabilire rapporti segreti con le forze alleate. Ricorre a persone di spicco nella diplomazia e nobiltà romana e tenta di convincere Umberto della necessità di far cadere il regime e stabilire piani per il futuro di casa Savoia. Per questo si scontra con il re che la vuole mandare in esilio, allontanandola dai figli che lei ama moltissimo.

MARTINA STELLA è CLARA PETACCI.È l’amante di Mussolini. Donna intelligente e acuta, lucida e spietata, sa leggere nelle pieghe degli eventi, meglio di tanti politici e gerarchi. Da giovane è stata sacrificata dalla famiglia, che l’ha spinta nelle braccia del Duce per fare una scalata sociale. È divisa tra una forma di assoggettamento alla volontà materna e un amore reale per il Duce, di cui subisce il fascino e il potere. Ha una sensualità aggressiva, spregiudicata che usa con abilità per manipolare gli uomini soprattutto il suo “Ben”, con il quale condividerà il tragico destino.

LUIGI DIBERTI è VITTORIO EMANUELE III Re d’Italia. È uomo autoritario e militare vecchio stampo, incapace di leggere gli eventi. Fino ad ora, anche per paura, ha ritenuto che Mussolini fosse l’uomo giusto per governare il paese e gli ha assicurato tutta la stima e la fiducia. Ma la guerra e le evidenti difficoltà dell’esercito lo spingono a rivedere le sue posizioni. Ritiene il figlio troppo debole e non ha nessuna fiducia della nuora, che contrasta apertamente anche solo ignorandola.

RICCARDO DE RINALDIS è ITALO NICCOLAI. Figlio di Furio, amico di vecchia data di Dino Grandi giovanissimo sergente maggiore di fanteria. Deluso prima dall’esito della campagna di Russia e poi dalla morte violenta del padre per mano dei fascisti, si avvicina sempre più pericolosamente alle prime frange di opposizione violenta al regime. Italo si innamora di Beatrice, parente di Dino e per questo diventa osservato speciale delle frange d’opposizione. Durante un’operazione di contrasto al potere corrotto dei militari fascisti assiste al ferimento e poi alla morte del suo migliore amico nonché mentore. A causa del suo amore per Beatrice sarà costretto a scegliere tra lei e la lotta al fascismo.

EMMA BENINI è BEATRICE GRANDI. È un personaggio di fantasia. Figlia di parenti di Dino e Antonietta, brava studentessa, volontaria per la Croce Rossa, si innamora di Italo e, nonostante la differenza sociale, si scontra con Dino che la mette in guardia da lui. Il ragazzo, infatti, non è adatto a lei non solo per la differenza di rango, ma anche perché ritenuto pericoloso per la sua militanza tra gli oppositori. Dino sarà costretto ad allontanarla dalla città per tenerla al riparo quando le cose precipiteranno. Sicuro di averla messa sulla corriera verso Cremona, non sa che la ragazza scenderà prima per tornare indietro e raggiungere Italo.

CHIRISTOPHER HULSEN è EUGEN DOLLMANN. Colonnello delle SS. corteggia Edda e sfrutta il rapporto privilegiato con lei per avere informazioni segrete sull’andamento del governo del Duce e le mosse degli avversari.

COSA VEDREMO NEI SEI EPISODI.

LA PRIMA SERATA IN ONDA IL 29 GENNAIO 2024

1° Episodio Roma, 24 luglio 1943: Dino Grandi, Presidente della Camera dei fasci, esce di casa con due granate nelle tasche, chissà se farà ritorno. Intanto, Benito Mussolini riceve un fascicolo riservato, proprio su Grandi. Tutto ha inizio tre settimane prima, quando il capo dell’OVRA, Ugo Ruggeri, arresta Furio Niccolai, vecchio compagno d’armi di Grandi. Dino intercede presso il Duce per lui, colpevole di essersi lamentato dell’andamento del fascismo. Durante la notte, uomini dell’OVRA uccidono Furio, inscenando un suicidio. Il dolore del figlio Italo e della vedova toccano profondamente Dino. Il risentimento, unito al senso di fallimento per la guerra persa e per la fine dell’era fascista, convincono Grandi della necessità della destituzione del Duce. Ma per attuare il suo piano ha bisogno dell’appoggio del re, Vittorio Emanuele III, che gli chiede di far convocare il Gran Consiglio. Nel frattempo, tra Beatrice e il figlio di Furio, Italo, nasce una tenera amicizia.

2° Episodio Le minacce interne per il Duce non sono le uniche. Il nemico è sul territorio italiano e sta bombardando Gela. Dopo il rifiuto di Grandi e di altri gerarchi di fare comizi nelle piazze, Mussolini li convoca, ad eccezione di Dino. Intanto, la principessa Maria Josè, moglie del Principe Umberto erede al trono, tenta di avviare contatti con gli alleati, all’oscuro del marito, incontrando segretamente l’ambasciatore del Portogallo. L’uomo accetta, ma pretende una lettera formale dal principe che la principessa, mentendo, gli promette. Contemporaneamente, Beatrice sostiene Italo durante i funerali di Furio. Dino e sua moglie Antonietta si oppongono duramente alla loro frequentazione. Nella sala del Mappamondo, Mussolini ordina al segretario, Nicola De Cesare, e a Ruggeri che mentre gli altri gerarchi sono convocati da lui, Grandi venga arrestato alla Camera e punito in maniera esemplare.

LA SECONDA SERATA IN ONDA IL 30 GENNAIO 2024

3° episodio Dino trema in attesa della sua esecuzione ma all’ultimo momento il Duce ritira l’ordine di arresto. Edda Mussolini, la figlia maggiore del Duce, sposata con Galeazzo Ciano, invidiosa del rapporto del padre con l’amante Claretta Petacci, cerca prove dei traffici illeciti della famiglia Petacci ai danni dello Stato. Il 19 luglio, il Duce incontra Hitler per discutere del gravoso andamento della guerra. Grandi invece, deluso dal colloquio inconcludente col re, si rivolge direttamente al principe Umberto. L’uomo sembra non cedere ma quando Dino se ne va si fa raggiungere dai vertici dell’esercito per chiedere se le truppe sarebbero in grado di fronteggiare i tedeschi e riprendersi il paese, in caso di una pace separata. Dopo l’umiliante confronto con Hitler e i bombardamenti su Roma, Mussolini, spinto dal Fürer a scovare i nemici interni, accetta di convocare il Gran Consiglio, per guardare in faccia tutti i traditori e farli fuori. Italo intanto va a trovare Beatrice mentre fa la volontaria come crocerossina.

4° episodio Contro il parere di Grandi, Federzoni e Bottai cercano di corrompere Galeazzo Ciano per ottenere più voti. Al Quirinale, il re non approva il piano del figlio contro i tedeschi e il Duce. Questi, infatti, potrebbe cambiare la dinastia ed esiliarli. Lo scontro, come sempre, è duro e il principe ne esce ferito. Umberto, risentito, perdona Maria Josè per aver tramato alle spalle del padre e le chiede di proseguire con l’ambasciatore Capodilista. Italo, intanto, avvicina ambienti antifascisti, Beatrice – ignara – continua a vedersi in segreto con lui. Grandi, spinto dalla necessità, capisce di non poter fare a meno dei voti di Ciano, così lo incontra e si accordano. In disparte, però, un galoppino ha sentito tutto e riferisce a Claretta, la quale tenta di avvisare il suo amato Ben. Ma il Duce è deciso a tenerla lontana, dopo le ultime rivelazioni della figlia Edda. Nel frattempo Edda scopre che il marito è in combutta con Grandi per tradire il padre. La donna cerca di mettere in guardia Galeazzo, ma lui non si lascia intimidire e svela le sue reali intenzioni.

LA TERZA SERATA IN ONDA IL 31 GENNAIO 2024

5° episodio Sofferente e amareggiata per il rifiuto del suo amato, Claretta tenta il suicidio. De Cesare consegna a Mussolini l’ultimo messaggio indirizzato a lui. Intanto al Quirinale, il Duce viene ricevuto dal re, per avanzare l’ipotesi di sganciarsi dai tedeschi, ma Mussolini risponde risoluto che è tutto sotto controllo e che ha già convocato il Gran Consiglio. Occorre stanare i traditori, anche quelli della famiglia reale come Maria Josè. Il re maschera la sorpresa e lo rassicura sulla sua fedeltà. Grandi vuole mostrare la mozione al Duce, il suo non sarà un complotto. Mussolini brilla di un sorriso feroce: era proprio quello che sperava. Nel frattempo, Dino ha deciso di allontanare Beatrice da Roma e spinge Antonietta a raggiungere i figli all’estero. La ragazza chiede ad Antonietta di poter dire addio a Italo, del quale si è innamorata. I due ragazzi si vedono e fanno l’amore prima di dirsi addio.

6° Episodio Il Duce, convocato il Gran Consiglio, è sicuro di sé ed è pronto a fare fuori i traditori. Prima però affronta Grandi, offrendogli il suo posto, finita la guerra, in cambio del ritiro del suo Ordine del giorno. Grandi rifiuta, segnando l’inizio dello scontro tra loro. Su ordine di Mussolini, viene messo ai voti un altro Odg che prevede fedeltà al Duce, tutti i poteri al partito e guerra a oltranza al fianco dei tedeschi. Le votazioni sono aperte. A decidere la partita proprio il voto di Galeazzo Ciano che, con stupore di tutti, tradisce il suocero e si schiera a favore di Grandi. Nel frattempo, Antonietta è stata presa in ostaggio dall’OVRA e tenuta prigioniera a palazzo Venezia, Claretta è tornata nelle grazie del suo Ben e gli dà consigli dall’esterno della sala. Edda segue con trepidazione l’evolversi della seduta grazie ad informatori, proprio come avviene al Quirinale. Mussolini va in minoranza e il giorno successivo – quando si presenta a villa Savoia dal re – viene arrestato. Roma intanto è messa a ferro e fuoco. La villa dei Petacci è presa d’assalto, Dino riabbraccia la sua Antonietta, Beatrice corre incontro ad Italo. Tutti festeggiano la caduta del dittatore, ma la guerra non è finita…

LA PAROLA AL REGISTA: GIACOMO CAMPIOTTI

Mi sono avvicinato a questo progetto in punta di piedi, forse perché di Dino Grandi avevo solo sbiaditi ricordi scolastici, o forse perché un film di puro argomento storico non mi appassionava. Ma poi – “fidandomi” della lettura storica degli sceneggiatori, da loro costruita insieme al team editoriale Rai ed Eliseo – mi sono unito al gruppo di lavoro cercando di dare sempre più spazio agli aspetti umani dei personaggi e alle relazioni tra di loro. Tutti i personaggi di questo film hanno evidentemente un preciso valore storico, frutto delle scelte e delle azioni – in gran parte scellerate – da loro compiute. Piuttosto che rappresentarli come icone di un saggio storico, ho provato ad indagare il punto di vista di ognuno di loro: le personalità, il carattere, le debolezze, i fantasmi del loro privato che sono l’altra faccia della medaglia. Mi sembra che via via, in questa serie, prenda forma un disegno interessante e forse originale, dove un potere corrotto è arrivato all’ultimo atto e dove i potenti – chiusi nei loro palazzi o nelle loro ville – si trovano alla fine annientati dai propri errori, gli stessi errori con cui hanno già schiacciato milioni di persone. Il male, prima o poi, colpisce anche chi lo fa. Dino Grandi è certamente coinvolto a molti livelli nelle responsabilità fasciste. Ad ogni modo, quando molto, troppo tardi, si rende conto che la situazione sta precipitando, decide di intervenire, sapendo di correre dei rischi, mettendo a repentaglio la propria vita. Ho lavorato con Alessio Boni alla costruzione del personaggio di Grandi considerandolo un eroe negativo. Non è simpatico, è egotico, maschilista ed evidentemente invischiato nelle peggiori storie del ventennio. Ma, dal momento in cui prova a mettere in minoranza Mussolini, non abbiamo temuto di raccontarlo con il carisma, il coraggio ed il piglio necessario di chi comunque mette in gioco la propria vita, anche se è mosso da motivazioni non tutte cristalline. E lo stesso senso di una ricerca tardiva di consapevolezza, di voglia di riscatto, di complessità psicologica e umana nell’appartenenza alla Casta, l’ho cercato in tutti i personaggi: da Galeazzo Ciano che con un guizzo di orgoglio ribalta la sua debolezza di dandy, per compiere una scelta che lo porterà ad una sicura morte a sua moglie Edda, la figlia del Duce frustrata nel rapporto col padre, a Claretta, l’amante di Benito, divisa tra avidità e passione, ai Principi, prigionieri nelle loro gabbie dorate e tenuti sotto scacco dal cinismo e dalla vigliaccheria del Re. Sono tutti personaggi colpevoli e responsabili, a cui non ho negato momenti di umanità lacerata.

Il contesto “scenografico” di questo periodo storico è stato un’ importante chiave di lettura, perché i gerarchi fascisti vivevano nel lusso, nei luoghi più belli della città eterna. Dino Grandi abitava in una importante villa alla fine delle Terme di Caracalla, poi acquistata da Alberto Sordi . Edda e Galeazzo Ciano avevano una villa ai Parioli e la famiglia Petacci aveva costruito una villa di design modernissimo alla Camilluccia. Mussolini viveva nientemeno che a villa Torlonia, mentre i Savoia si dividevano tra lo splendore del Quirinale e Villa Savoia. Abbiamo così collocato i nostri personaggi in questi contesti di pura bellezza, in ambienti maestosi, frutto del genio italiano figlio del Rinascimento, che sembrano quasi giudicare questi piccoli uomini che si muovono come coleotteri nelle loro gabbie dorate. Voglio ricordare che la scelta del cast era piena di insidie, visto che ogni spettatore avrà delle aspettative personali verso i personaggi. Ho provato a comporre un mosaico variegato e armonico. Penso alle personalità ugualmente forti ma profondamente differenti delle quattro donne (Edda, Claretta, Antonietta e la Principessa) o ai due ragazzi, che mi sembra rappresentino il Nuovo senza retorica, o, per finire, ad Umberto, il Re e a Mussolini, a cui mi sembra abbiamo dato una certa verità senza bisogno di una facile imitazione. Voglio ringraziare tutti gli attori, davvero numerosi, con i quali sul set abbiamo lavorato anche duramente, ma sempre in grande armonia. Ho provato a dare una “forza epica” a questa storia, attraverso la scelta delle inquadrature, della luce, dei costumi, delle scenografie, con il ritmo del montaggio, della musica, supportato dalla produzione e da un team di collaboratori, che hanno donato al film molto più della loro professionalità.

Daniela Di Genova

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