La disperazione familiare in un lavoro classico con “La ragazza sul divano” al Vascello

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UNA DELLE VIRTÙ PRINCIPALI DELL’INDIVIDUO INSIEME ALL’AMORE, DI CUI NON SI PUÒ FARE A MENO PERCHÉ LA RELAZIONE CON UN’ALTRA PERSONA DÀ SENSO ALLA VITA, È LA PASSIONE PER UNA DISCIPLINA, UN’ARTE, UNA CORRENTE DI PENSIERO OD UN PERSONAGGIO STORICO, CHE TI PORTA A DEDICARE A QUESTA TUA INCLINAZIONE TUTTO IL TUO TEMPO PER CONOSCERLA A FONDO E SENTIRTI PIENAMENTE APPAGATO E GRATIFICATO DAL SUO STUDIO.CIÒ VALE ANCHE PER L’ATTORE PIEMONTESE VALERIO BINASCO CHE DALL’INIZIO DEL XXI SECOLO HA DEDICATO IL SUO TEMPO E LA SUA ATTIVITÀ ALL’INDAGINE ANALITICA SULLO SCRITTORE NORVEGESE JON FOSSE CLASSE 1959 CHE, CON IL SUO MINIMALISMO ITERATIVO ED ASFISSIANTE I SUOI PERSONAGGI, ANALIZZA I MALI DELLA NOSTRA SOCIETÀ E TEMPO : ALIENAZIONE, EMARGINAZIONE , DISPERSIONE ED INCOMUNICABIITÀ , SOLITUDINE E DEPRESSIONE CRESCENTE NON SAPENDOSI DARE UNO SCOPO ESISTENZIALE.IN QUESTA SETTIMANA STA METTENDO IN SCENA AL VASCELLO DI VIA CARINI A MONTEVERDE VECCHIO PER IL TEATRO STABILE DI TORINO, CHE DIRIGE ARTISTICAMENTE, CON IL TEATRO NAZIONALE ED IL BIONDO DI PALERMO, IL SESTO LAVORO DELLA SUA RICERCA INTITOLATO “LA RAGAZZA SUL DIVANO” IN CUI ESPLORA COME IL PASSATO ED IL VISSUTO GIOVANILE POSSANO INCIDERE SUL PRESENTE, ALLA MANIERA DELLA PROUSTIANA MEMORIA VOLONTARIA NELLA “RECERCHE” DEL TEMPO PERDUTO E RITROVATO.L’AUTORE SCANDINAVO INTENDE TRASMETTERE NON SOLO IL DISAGIO DEI SUOI PROTAGONISTI CHE NON NRIESCONO AD ASSUMERE UNA PERSONALITÀ DETERMINATA ED UNO SPESSORE DI QUALITÀ E RISORSE UMSANE CHE LI POSSA FAR INSERIRE CON UN RUOLO DI RILIEVO NEL TESSUTO CIVILE COLLETTIVO,MA UNO SBANDAMENTO DELL’ESISTENZA COMUNE CHE CI RAMMENTA IL “MALE DI VIVERE” DEL GENOVESE EUGENIO MONTALE.EGLI CON I SUOI TESTI CHIAVE SOTTILI COME CAPACITÀ ERMENEUTICA,SIMBOLICI CONCETTUALMENTE, CI RIPORTA ALLA CRISI DELL’INDIVIDUALISMO DEI PRIMI DEL NOVECENTO ED AI SOGGETTI SENZA QUALITÀ DI MUSIL, FACENDONE DEGLI ESPLICITI PROTOTIPI UMANI.LA PROTAGONISTA DI QUESTO LAVORO È UNA DONNA DI MEZZA ETÀ CHE STA DISEGNANDO UN NOTEVOLE QUADRO SULLO SFONDO ED IMPROVVISAMENTE NON AVVERTE PIÙ L’ISPIRAZIONE E SI SENTE A TERRA, NON HA PIÙ UNA RAGIONE ESISTENZIALE E CIÒ COME IN UN “FLASH BACK” LA RIPORTA ALL’INFANZIA ALLORCHÉ PASSAVA LA MAGGIOR PARTE DEL SUO TEMPO SUL SOFÀ DI CASA E NON PROVAVA NESSUN DESIDERIO DI USCIRE, STUDIARE O LAVORARE, COME QUEI “BAMBOCCIONI” INETTI COSÌ DEFINITI DALLO SCOMPARSO MINISTRO DELL’ECONOMIA PADOA SCHIOPPA ED ASSIMILABILI A ZENO COSINI DEL FAMOSO CAPOLAVORO SVEVIANO.LA VITA PER LEI ERA INESISTENTE E FRUSTRATA DA UNA PROFONDA ABULIA ED APATIA, INUTILMENTE LA SORELLA MAGGIORMENTE PROCACE E MONDANA TENTAVA DI SCUOTERLA CON IL SUO NEGATIVO MODO DI COMPORTARSI SOMIGLIANTE AD UNA GIOVANE DALLE CALZE A RETE E MUTANDINE SOTTO LE MINIGONNE CON CUI CONDUCEVA UNA VITA SESSUALMENTE PROVOCATRICE DA PROSTITUTA COME TANTE RAGAZZE DI OGGI, CHE POI FINISCONO MALE.L’AMBIENTE ERA QUELLO D’UNA CITTADINA INGLESE PORTUALE ED INFATTI IL PADRE ERA MARINAIO E LUPO DI MARE PUTTANIERE, STANDO SEMPRE IMBARCATO E TRASCURANDO LA FAMIGLIA DOVE LA MOGLIE PER GODERSI QUALCHE MOMENTO D’INTIMA FELICITÀ SE LA SPASSAVA CON IL COGNATO CON RAPPORTI PROMISCUI NELLA CAMERA DA LETTO SUL PIANO RIALZATO DEL PALCOSCENICO.LA TRAMA PERTANTO NON È SINCRONICA, MA FRAMMENTARIA, DIACRONICA E DISSOCIATA IN QUANTO SVOLGE DIVERSE TEMATICHE ED OFFRE VARIE SOLUZIONI ALA PLATEA CHE ERA VERAMENTE “SOLD OUT” PER IL VALORE PROFONDO ED ASSAI COINVOLGENTE DELLA DRAMMATURGIA PROPOSTA.IL MARITO RITORNERÀ MAI DAL MARE OPPURE GIUNGERÀ A SORPRESA E LA TROVERÀ IN ATTEGGIAMENTO INEQUIVOCABILE CON IL DI LUI FRATELLO PER CUI LA PIANTERÀ, COME AGIREBBE OGNI UOMO NELLA STESSA SITUAZIONE PER NON COMPROMETTERSI CON UN REGOLAMENTO DEI CONTI PER IL SUO ONORE?ECCO LA CAUSA PER CUI IL FINALE È APERTO A MOLTEPLICI SOLUZIONI E BINASCO INTERPRETA PERFETTAMENTE L’UOMO CHE PER NION COMPROMETTERSI SE NE VA DI CASA E SI FORMA UN’ALTRA FAMIGLIA CON UNA SECONDA MOGLIE, MENTRE LEI IN UN ALTRO QUADRO PREPARA LE VALIGE PER ANDARE VIA CON IL COGNATO, TUTTAVIA TUTTO QUESTO RIMANE IRRESOLUTO, CON UN FINALE APERTO,PER LA DEBOLEZZA PSICHICA ED INCOSTANZA VOLITIVA IN QUANTO IL DOLORE, LA DELUSIONE E LA MANCANZA DI GRINTA, SPIRITO VOLITIVO E DECISIONALE, LI FRANTUMA E FA RIPIEGARE SU SE STESSI.QUESTA SAGA ED EPOPEA FAMILIARE DRAMMATURGICA CI HA RIPORTATO ALLA MENTE I DRAMMI DELLA MITOLOGIA CLASSICA ESCHILEA CON LA TRILOGIA DEGLI ATRIDI CON “AGAMENNONE”, “LE COEFORE” E LE EUMENIDI” PER LA VENDETTA DI ELETTRA ED ORESTE SULLA FEDIFRAGA ED ADULTERA CLITENNESTRA,TUTTAVIA NEL CONTEMPO ANCHE IL TESTO FOSCO DEL BARDO DI AVON SIR WILLIAM SHAKESPEARE “AMLETO” CON IL FAMOSO DILEMMA”ESSERE O NON ESSERE” PER IL RISCATTO DELLA FIGURA PATERNA UCCISA A TRADIMENTO CHE APPARE COME UNO SPETTRO SUI BASTIONI MERLATI DEL CASTELLO DI HELSINORE.QUI SIAMO NEL NON ESSERE, NEL NON SAPERSI IMPORRE E DECIDERE IL PROPRIO DOMANI, OPERARE UNA SELETTIVA SCELTA, PER CUI FOSSE FA ANDARE ALLA DERIVA TOTALE IL NUCLEO PARENTALE SENZA UN BARLUME DI LUCE E DI SPERANZA IN CODESTO BUIO PROFONDO, IN CUI I PEDRSONAGGI NON POSSONO CHE FARE APPELLO ALL’UMANA COMPRENSIONE E PIETÀ CRISTIANA DEL PUBBLICO IN SALA. NOI POTREMMO SOLO SPERARE CHE CODESTI ESSERI REIETTI ED EMARGINATI PER IL LORO STESSO DEONTOLOGICO ATTEGGIAMENTO E POVERO SENSO DELL’ESISTENZA SIANO SEMPRE MENO NELLA CIVILTÀ DI OGGI E CHE PER QUESTO LE ISTITUZIONI STATALI ED ASSOCIAZIONI RELIGIOSE O VOLONTARIE SIANO IN CONDIZIONE DI RESPONSABILIZZARLI E TUTELARLI, AFFINCHÈ SECONDO LA MASSIMA DANTESCA SI DIANO UNA SPINA DORSALE, VINCANO LA LORO INADEGUATEZZA E NON SIANO PIÙ BRUTI MA VERI SOGGETTI UMANI CON UN MINIMO DI DIGNITÀ E SENSO DI CONCRETEZZA.LA PITTRICE, UNA STUPENDA E STRAORDINARIA PAMELA VILLORESI CON LA IMMEDESIMAZIONE NEL DERELITTO TIPO DI ARTISTA ESAMINATO,CI TRASMETTE TUTTI I DUBBI SULLE NOSTRE INCAPACITÀ DI SUPERARE UNA SCONFITTA, UN’ARIDITÀ IDEOLOGICA E CREATIVA CHE CI ABBATTONO, MA POI BISOGNA REAGIRE E NON URLARE DISPERATAMENTE TUTTA LA PROPRIA DISFATTA E RESA INCONDIZIONATA. COME QUALCHE AMICO C’HA RAMMENTATO QUANDO UN NOSTRO CARO MUORE DOPO IL TEMPO DEL LUTTO VIENE QUELLO DELLA RASSEGNAZIONE E RIPRESA IN QUANTO “LA VITA CONTINUA, ALTRIMENTI SONO DUE QUELLI CHE VENGONO MENO” : UNO FISICAMENTE E L’ALTRO SPIRITUALMENTE.QUI BINASCO SULLA BASE DEL TESTO PROPOSTO VUOLE INSEGNARCI CHE CON LA MAGGIORE ETÀ, RICORDANDO IL QUADRO DI KLIMT DELLE TRE DONNE DI DIVERSA ETÀ, BISOGNA TENTARE DI CHIUDERE IL PIÙ POSSIBILE LE FERITE, I TRAUMI E LE TURBE DELL’ADOLESCENZA PER NON ESSERE SCHIACCIATI DAL LORO PESO.PER FOSSE LE COSE PIÙ IMPORTANTI SONO DIFFICILI DA ESTERNARE PER FARLE MEDITARE, PERÒ OCCORRE PROVARCI A DIRE CON FRANCHEZZA CONCETTUALE SE NON DIALETTICA L’INDICIBILE, SPECIALMENTE ALLA GENTE DI TEATRO OD AI NOSTRI CARII PER INDURLI A MEDITARE ED USCIRE DALLA GABBIA DELLE TENEBRE MENTALI E DELL’ES.ACCANTO AI MAGNIFICI BINASCO E VILLORESI “INCANTATORI DI SERPENTI “ SEDUTI IN PLATEA, HANNO ENCOMIABILMENTE RECITATO NEL TESTO STRUGGENTE E DIALETTICO SERRATAMENTE NEI NUMEROSI QUADRI DI SCENA, TRA GLI ATTORI DAI SENTIMENTI ED ACCENTI TONALI DI VASTA GAMMA DAI LACRIMEVOLI AI PIÙ RASSEGNATI E SOPPORTATI CON LANCINANTE ABBANDONO AL TRISTE E FATALE, NON COSCIENTIZZATO E COMBATTUTO COME DA PROMETEO, DESTINO, ANCHE :MICHELE DI MAURO,GIORDANA FAGGIANO E ISABELLA FERRARI, TRA GLI ALTRI, CHE SI SONO MOSSI TUTTI CON ELEGANTE DISINVOLTURA ED ACCORATA RECITAZIONE POLIFONICA.LA REGIA PSICOLOGICA DI BINASCO È STATA PERFETTA E LE FINALI INTENSE E PROLUNGATE OVAZIONI L’HANNO TESTIMONIATO.LE REPLICHE ANDRANNO AVANTI FINO A DOMENICA E PARECCHI RISCHIANO DI NON VEDERE L’OTTIMO COPIONE POICHÉ IL TEATRO È GIA QUASI DEL TUTTO ESAURITO E VI SONO LE LISTE D’ATTESA SNERVANTI.

Giancarlo Lungarini

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