Robert Redford e il sussurratore di cavalli 

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Ci ha lasciato un grande del cinema mondiale, lo ha fatto in silenzio, nel sonno, senza fare rumore, si è addormentato il 16 settembre 2025 all’età di 89 anni e ha lascito il mondo senza parole, triste e addolorato.

Robert Redford era molto amato e stimato da tutti e non solo nel suo ambiente cinematografico per le numerose interpretazioni, ma anche per l’uomo che è stato. Tanti i messaggi, i tributi in suo onore per celebrare un Divo del cinema che nello stesso tempo era anche un anti Divo, con le sue passioni e lotte, una tra tante quella per la protezione di un animale a lui molto caro: il Cavallo.

Scena tratta dal film: L’Uomo che sussurrava ai cavalli

Basti pensare a uno dei suoi film L’Uomo che sussurrava ai cavalli , pellicola di grande successo nel 1998, in cui si vede un Robert Redford davvero a suo agio con questo animale così speciale ed elegante e di cui si prendeva cura da sempre. Nessuna controfigura nelle scene girate, affascinante come non mai, era proprio lui a cavalcare e interagire con i cavalli.

Ne “L’uomo che sussurrava ai cavalli” l’attore mette in scena tutta la sua passione per questo tipo di animale e soprattutto quella incredibile sensibilità nell’interagire con lo stesso, bisogna davvero conoscerlo a fondo questo animale per potere “dialogare” con lui. In effetti nella trama – tratta da un romanzo omonimo – il cavallo è ferito nell’animo – non solo fisicamente – in seguito a un gravissimo incidente subito che lo paralizza. Ma la sensibilità dell’attore in scena – e nella vita stessa – lo riporta infine a come era prima dell’incidente ad avere fiducia in se stesso, a rialzarsi fiero di poter ritornare a cavalcare con la sua giovane amazzone.

Ci ha lasciato un grande attore certo, ma soprattutto un grande uomo, un ambientalista convinto e un animalista, questo non va dimenticato. Dietro quella sua classe, eleganza, fascino, bellezza dagli occhi magnetici, bravura sul set o dietro una macchina da presa a ogni ciak, si nascondeva molto altro.

Scena tratta dal film: L’Uomo che sussurrava ai cavalli

Il rapporto speciale che Robert Redford aveva con i cavalli si evince anche ne “Il Cavaliere elettrico” ed è proprio nel suo ranch nello Utah, dove si è spento, che ha potuto sviluppare e intensificare questo legame così speciale. Il cavallo è un animale molto sensibile e dal cuore d’oro, le stesse caratteristiche dell’attore scomparso.

All’età di 5/ 6 anni monta il suo primo cavallo, e poi durante una vacanza nello stato del Colorado a soli 15 anni lavora in una stalla, occupandosi della pulizia degli animali, proprio da lì comincia il suo amore per il cavallo e per gli animali in genere.

Nel 1979 Robert Redford acquistò il cavallo Rising Star dopo aver fatto parte del cast de “ Il Cavaliere elettrico” per 18 anni. Ben 17 anni dopo ha poi acquistato la proprietà nello Utah che è divenuto il suo ranch il cui nome è la sintesi di tutto “Horse Whisper Ranch” ( Il ranch dei sussurratori di cavalli), un luogo dove i cavalli, nei lunghi freddi inverni, potevano riposare.

Scena tratta dal film: L’Uomo che sussurrava ai cavalli

La sua battaglia contro la macellazione dei cavalli selvatici e domestici l’ha sempre condotta a testa alta. La sua attività accanto a quelle associazioni non solo animaliste ma anche ambientaliste lo hanno reso una persona molto stimata.

Il cinema americano non ha perso solo un grande attore dagli occhi magnetici e dai movimenti raffinati, ma un animo nobile, alla difesa dei diritti di tutti, cavalli compresi.

Filly di Somma

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