Isidoro di Enrico Ianniello…

Data:

In scena dal 17 al 19 aprile 2026 al Teatro Gustavo Modena di Genova.

Correvo, correvo, correvo sempre, e fischiavo,
Tenete presente come suona il fischio di un merlo?

La memoria, quando decide di tornare, non bussa: fischia. E il fischio, quello del merlo, quello che taglia l’aria come un segno di punteggiatura naturale, diventa qui la soglia attraverso cui Enrico Ianniello ci invita a rientrare in un’Italia che non c’è più, ma che continua a vibrare sotto la pelle del Paese.

A quarantacinque anni dal terremoto dell’Irpinia e a dieci dalla pubblicazione del suo romanzo La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin (Feltrinelli, 2015), Ianniello torna a quel bambino impossibile, nato non con un pianto ma con un urlafischio: un suono che non appartiene alla fisiologia, ma alla mitologia. Un suono che non si soffia, si genera. Che non chiede permesso, ma esiste.

Il romanzo premiato con il Campiello Opera Prima e il John Fante Opera Prima, e accolto nelle selezioni del Bancarella e del Giuseppe Berto si trasforma ora in un monologo che non è adattamento, ma trasfigurazione. Non teatro di parola, ma teatro di risonanza. Ianniello non interpreta Isidoro: lo custodisce, lo lascia filtrare attraverso la propria voce come si lascia filtrare una luce antica attraverso un vetro opaco.

Nella casetta di Mattinella, nel cuore dell’Irpinia, Isidoro nasce già fuori norma. Non piange: fischia. E quel fischio, che il padre Quirino “strabico, sindacalista e poeta” accoglie come un dono, diventa il nucleo di un fischiabolario, una lingua alternativa per chi non ha voce, un codice di resistenza contro la prepotenza del mondo. La madre, Stella di Mare, lo nutre con paste che sembrano uscire da un trattato di antropologia culinaria: cibo come sapere, come radice, come gesto che salva.

Il viaggio di Isidoro attraverso le fiere ha la grazia di una fiaba popolare e la precisione di un documento etnografico. Non stupisce che un antropologo francese arrivi per studiarlo e lo ribattezzi Sifflotin: Isidoro è un fenomeno, sì, ma soprattutto è un enigma linguistico, un corpo che parla un idioma che nessuno ha ancora codificato.

E poi, inevitabile, arriva il 23 novembre 1980. Il terremoto. Non come climax narrativo, ma come frattura ontologica. La storia di Isidoro si interrompe lì, come si interrompono le infanzie che non hanno il tempo di diventare memoria. Ianniello affronta quel momento con una delicatezza che non attenua il dolore, ma lo rende più profondo: non c’è spettacolarizzazione, solo un silenzio che pesa come una pietra.

La regia di Pau Miró lavora come un artigiano del silenzio: sottrae, lima, lascia spazio. Le luci di Lluís Serra non illuminano: scolpiscono. La scenografia di Laura Martínez Pi è una geografia minima, quasi un altare domestico. Il costume di Ortensia de Francesco e le videoproiezioni di Jordi Homs completano un dispositivo scenico che non illustra, ma suggerisce. È un teatro che non pretende di mostrare: preferisce evocare.

Isidoro è, in definitiva, un atto di restituzione. Restituzione a una terra ferita, a un’infanzia spezzata, a una lingua che non ha mai smesso di cercare ascolto. È un monologo che interroga il nostro rapporto con la diversità, con la fragilità, con la possibilità di inventare un linguaggio nuovo quando quello esistente non basta più. È teatro che non chiede di essere applaudito: chiede di essere ricordato.

Giuliano Angeletti

 

ISIDORO

Adattamento dal romanzo La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin (Feltrinelli editore, 2015 )
Produzione: Casa del Contemporaneo Napoli, Teatre Akadèmia Barcelona, La Fanfola Barcelona
Regia: Pau Miró
Interprete: Enrico Ianniello
Disegno luci: Lluís Serra
Costume: Ortensia de Francesco
Scenografia: Laura Martínez Pi
Videoproiezione: Jordi Homs

 

Seguici

11,409FansMi Piace

Condividi post:

spot_imgspot_img

I più letti

Potrebbero piacerti
Correlati

Inaugurazione del volo Torino-Instambul

https://youtu.be/gExtQ1nXQo4 Servizio Daniele Giordano Riprese e montaggio Rudy Bernt

Leandra Pavorè ritira il prestigioso Premio Personalità Europea

Il giorno 13 Dicembre nella Sala della Protomoteca, in Campidoglio, all'interno...

Ultimo Jacqueline ed Eros uniti da “un’ emozione per sempre”

  Una bellissima sorpresa quella di Eros Ramazzotti a Ultimo...