Dopo aver costruito la propria identità, Alessia Bergamo ha trasformato la sua immagine in un vero percorso artistico. Prima le discoteche come ragazza immagine, poi gli spettacoli e la nascita di un personaggio che ha portato il suo nome. Da lì nacque un suo show e, insieme allo spettacolo, il personaggio di Alessia Bergamo. Sono arrivate le fiere, i club e nel 2013 la vittoria a Miss Trans, alla quale aveva partecipato inizialmente anche con l’idea di ottenere un video che la ritraesse. Poi il mondo del cosplay, dove la sua fisicità e la sua creatività hanno trovato un nuovo spazio, fino agli abiti che realizza personalmente per fiere e Carnevale di Venezia. Negli ultimi anni è arrivato anche il cinema, con ruoli molto diversi tra loro, e una lunga serie di esperienze televisive. Oggi Alessia guarda al teatro sognando a nuovi personaggi da interpretare, continuando a considerare la propria immagine non come qualcosa di definitivo, ma come uno strumento attraverso cui esprimersi.
Come nasce il personaggio di Alessia Bergamo?
Ho iniziapto a lavorare come ragazza immagine in discoteca. A un certo punto mi hanno scoperto persone legate al mondo dello spettacolo e mi hanno chiesto di valutare la possibilità di iniziare a fare spogliarelli. Così ho creato il mio show. È nato lo spogliarello di una ragazza trans, un unicum ancora oggi nel varietà italiano, e contestualmente è nato il personaggio di Alessia Bergamo.
E dopo la nascita dello show che cosa è successo?
A stretto giro sono arrivate le fiere, le partecipazioni nei club e alle Feste del fumetto. Il mio personaggio è cresciuto e io ho continuato a investire su me stessa.
Nel 2013 hai vinto Miss Trans. Come hai vissuto quella esperienza?
Ho partecipato in realtà per avere un video che mi ritraesse. Mi sono ritrovata a Viareggio a divertirmi e, alla fine, anche a vincere un concorso nazionale. È stata una cosa che è arrivata quasi inaspettatamente.
La tua fisicità ha avuto un ruolo importante anche nella tua carriera.
Sì. I miei 185 centimetri ovviamente non passano inosservati e mi hanno aiutato tanto. Anche il mio essere giunonica ha contribuito. Questo mio mood, questo mio modo di essere fisico, mi ha aperto anche le porte del mondo del cosplay, perché questa immagine rispecchia perfettamente quella degli anime giapponesi e, in generale, dei personaggi cosplay.
Quando è cominciato il tuo percorso nel mondo delle fiere del fumetto?
Da una decina d’anni ho iniziato a frequentare le fiere del fumetto. A Lucca, quando ho iniziato, mi dissero che ero perfetta. Mi avevano scoperta mentre facevo il Carnevale con i vestiti fatti da me. Mi hanno proposto inizialmente di fare da spalla ad alcuni stand che esponevano alle fiere del fumetto. Ed è così che sono arrivata fino al Lucca Comics, la Fiera del fumetto più famosa d’Italia.
Qual è stato il primo costume che hai indossato?
Il primo costume con cui mi sono presentata è stato quello di Jessica Rabbit, che poi è diventato a tutti gli effetti un must e che ancora oggi indosso, perché rispecchia il mio corpo e la mia personalità.
Poi sono arrivati altri personaggi.
Sì. Nel tempo ho vestito i panni di Wonder Woman, Harley Queen e, in generale, di tanti personaggi del mondo del fumetto. È un mondo che mi piace molto. Attualmente sono madrina alle fiere di Original Cosplay, un’agenzia che organizza eventi tutto l’anno in tutta Italia, e io faccio uno show.
Che tipo di show proponi?
Il mio show, che faccio con Jessica Rabbit, è in realtà l’inizio di quelli che potrei fare anche in contesti molto più pepati, con le opportune modifiche che lo rendono giocoso e adatto al pubblico delle famiglie e dei giovanissimi.
La tua creatività, però, non riguarda soltanto l’interpretazione dei personaggi. Hai anche una grande passione per i vestiti.
Ho una passione sfrenata per i vestiti, perché adoro realizzarli per le fiere e per il Carnevale. Per il Carnevale di Venezia mi costruisco io stessa un abito e anche quest’anno sarò là per una settimana intera con i miei abiti. Spesso mi chiamano perché i miei abiti richiamano le atmosfere del Settecento e sono davvero unici.
A un certo punto è arrivato anche il cinema.
Nel frattempo mi si è aperto il mondo del cinema. Ho partecipato al film Strippers & Gigolos, nel quale interpreto una spogliarellista di lusso su una tematica LGBT. Il film è disponibile su Amazon Prime ed è disponibile da anni, cosa che dimostra anche la valenza della pellicola.
E poi hai interpretato una mafiosa.
Sì, ho fatto The Hidden Payback 2, nel quale mi sono cimentata nel ruolo di una mafiosa che fa parte di una gang. È un action movie e io sono l’amante del boss. Il boss è il protagonista, quindi anche il mio ruolo è di rilievo.
È stato difficile interpretare un personaggio così diverso da quello che il pubblico conosce di te?
È stato difficile perché dovevo essere seria, tenebrosa, oscura. Però è stata un’esperienza che mi ha fatto molto crescere.
C’è anche un altro film in arrivo.
Attualmente c’è un altro film in uscita, che si chiama The Blood Web, dedicato al dark web. Si affrontano i temi di internet e di tutto ciò che sta dietro la navigazione.
Oltre ai due ruoli principali hai fatto anche altre esperienze sul set?
Sì, ho già fatto altre comparse, oltre ai due ruoli principali.
Anche la televisione ti ha dato molto spazio negli anni.
Sono stata chiamata tante volte in televisione a raccontare la mia storia e il mio personaggio. Sono stata a I Fatti Vostri con Giancarlo Magalli, su Mediaset a Forum con Barbara Palombelli, a Fuori dal coro, a Guess My Age con Enrico Papi, a The Body of Sex in onda su Cielo. Poi sono stata alla Zanzara, a Ciao Darwin e a tante trasmissioni locali, ma anche a Caduta Libera.
Che cosa cerchi oggi nel mondo dello spettacolo?
Mi piacerebbe continuare l’esperienza nel cinema perché lo trovo bello. È un mondo che mi dà totalmente la possibilità di esprimermi.
E il prossimo obiettivo?
Ora mi piacerebbe cimentarmi nel mondo del teatro e continuare a sperimentare con il mio personaggio.
Il tuo personaggio ha anche una componente fortemente sensuale. Quanto è importante questa parte di Alessia?
Ovviamente non manca una parte più spinta di me. Non posso negare che il mio personaggio piace a calciatori, politici, gente dello spettacolo, forze dell’ordine, perché cercano quel qualcosa in più in un corpo femminile. La mia carica di erotismo è una caratteristica che considero molto forte e che… mi ha portata ad avere uomini famosi.
Eppure hai scelto di non entrare nel mondo dell’hard.
Quando ho vinto Miss Trans mi hanno proposto di entrare nella carriera nel mondo dell’hard e io ho detto di no. Non volevo associare il mio personaggio all’hard, soprattutto adesso che lavoro anche nel mondo del fumetto. E poi, per me, il sesso rimane una cosa intima. È una scelta personale e preferisco mantenere questa parte della mia vita privata.
Manuele Pereira

