Dopo l’approfondimento dedicato a radiofrequenze, Wi-Fi e salute, la Dottoressa Valentina Pelliccia torna su un aspetto molto concreto: è possibile ridurre volontariamente la potenza del Wi-Fi domestico? E soprattutto, bisogna intervenire sul telefono oppure sul modem-router?
Dottoressa Valentina Pelliccia, esiste una regola generale per ridurre la potenza del Wi-Fi?
«Sì. La prima cosa da chiarire è che, se vogliamo intervenire sulla rete Wi-Fi di casa, dobbiamo generalmente agire sul router o sull’access point che genera quella rete, non sulle normali impostazioni Wi-Fi dello smartphone. Molti router permettono di modificare alcuni parametri radio; alcuni consentono anche di diminuire direttamente la potenza di trasmissione. La disponibilità della funzione e il percorso per raggiungerla dipendono però dal modello e dal firmware.»
Serve necessariamente un computer?
«No. È uno degli equivoci più comuni. Nella maggior parte dei casi è possibile amministrare il router anche da uno smartphone collegato alla propria rete Wi-Fi. Si apre il browser e si accede all’indirizzo locale indicato dal produttore, oppure si utilizza l’applicazione ufficiale prevista per quel dispositivo. L’indirizzo, le credenziali e il percorso delle impostazioni variano a seconda del router.»
Quale impostazione bisogna cercare?
«Quando il dispositivo la rende disponibile, bisogna cercare una voce come “Transmit Power”, “Transmission Power”, “TX Power”, “Output Power” o, in italiano, “Potenza di trasmissione”. Può trovarsi nelle sezioni Wi-Fi, Wireless, WLAN, Radio oppure nelle impostazioni avanzate. Alcuni apparecchi propongono valori percentuali, altri livelli come basso, medio e alto. Esistono però router nei quali l’utente non può modificare manualmente questo parametro.»
Quindi non esiste una procedura identica per tutti?
«Esatto. Esiste il principio tecnico generale, non una sequenza universale di pulsanti. Due router possono utilizzare le stesse frequenze Wi-Fi ma avere interfacce completamente diverse. Prima di intervenire è quindi opportuno identificare marca e modello e consultare il relativo manuale tecnico.»
Se il router non permette di diminuire direttamente la potenza, esistono alternative?
«Sì. Si può innanzitutto valutare la posizione del router. L’esposizione ai campi a radiofrequenza diminuisce con la distanza dalla sorgente, quindi non è necessario collocare il dispositivo immediatamente accanto al letto, alla poltrona o alla postazione nella quale si trascorrono molte ore, purché lo spostamento non comprometta il funzionamento della rete. Si possono inoltre disattivare le funzioni wireless non utilizzate e collegare tramite cavo Ethernet i dispositivi fissi.»
2,4 GHz, 5 GHz e 6 GHz: è possibile spegnere una banda?
«Molti router permettono di gestire separatamente le diverse bande. Se una determinata rete non viene utilizzata, può essere possibile disattivarla. Occorre però evitare un errore frequente: non possiamo trasformare questa scelta tecnica nell’affermazione secondo cui una banda sarebbe “pericolosa” e un’altra “sicura”. Frequenza, potenza, distanza, modalità di utilizzo e tempo di esposizione sono grandezze differenti.»
Spegnere il Wi-Fi durante la notte può ridurre l’esposizione?
«Dal punto di vista strettamente fisico la risposta è intuitiva: se la componente radio Wi-Fi viene effettivamente disattivata, durante quel periodo quella sorgente non produce la normale trasmissione Wi-Fi. Alcuni router consentono di programmare automaticamente accensione e spegnimento della rete wireless. Si tratta però di una scelta volontaria di gestione dell’esposizione e dei consumi, non di una prescrizione medica.»
Il collegamento Ethernet rappresenta un’alternativa?
«Sì. Per computer, televisori e altri dispositivi fissi compatibili, il collegamento Ethernet permette di trasferire i dati attraverso il cavo anziché tramite Wi-Fi. Una casa può anche essere organizzata con una parte dei dispositivi cablata e una parte wireless. Se il Wi-Fi non è necessario, può essere disattivato completamente nei router che lo consentono.»
Cambiare il canale Wi-Fi significa diminuire la potenza?
«No, necessariamente. Sono due interventi diversi. Cambiare canale può servire soprattutto a ridurre interferenze con le reti circostanti e migliorare la qualità della connessione. Ridurre la potenza significa invece intervenire sul livello di trasmissione radio del dispositivo, quando il router mette a disposizione tale controllo.»
Esistono schermature domestiche semplici, come coprire il router?
«Non è una soluzione che consiglierei. Coprire artigianalmente il router con materiali improvvisati non equivale a una regolazione controllata della potenza e può compromettere copertura, ventilazione e funzionamento dell’apparecchio. Se l’obiettivo è diminuire volontariamente l’esposizione, è molto più razionale intervenire attraverso le impostazioni previste dal produttore, aumentare la distanza oppure utilizzare collegamenti cablati.»
Qual è quindi la regola generale da ricordare?
«È semplice: prima si identifica il router; poi si verifica se permette di regolare la potenza di trasmissione; se sì, si può scegliere progressivamente un livello inferiore controllando che la rete continui a funzionare adeguatamente. Se quella funzione non esiste, si può intervenire sulla distanza, sulle bande effettivamente necessarie, sugli orari di funzionamento e sull’utilizzo dell’Ethernet. Non serve necessariamente un computer: molte configurazioni possono essere effettuate anche dallo smartphone.»
Ridurre la potenza significa riconoscere che il Wi-Fi è pericoloso?
«No. È essenziale distinguere i due concetti. La possibilità tecnica di ridurre un’esposizione non dimostra che i normali livelli di esposizione domestica provochino una determinata patologia. L’Organizzazione Mondiale della Sanità rileva che l’esposizione proveniente dalle reti wireless è generalmente molto bassa e diminuisce rapidamente con la distanza. Una persona può comunque scegliere un approccio prudenziale senza trasformare tale scelta in un’affermazione scientifica non dimostrata.»
Il principio, dunque, è meno complicato di quanto possa sembrare: non esiste un pulsante universale valido per ogni modem-router, ma esistono criteri tecnici generali applicabili alla maggior parte delle reti domestiche. Ridurre la potenza quando il dispositivo lo consente, aumentare ragionevolmente la distanza, eliminare le trasmissioni wireless non necessarie, programmare lo spegnimento e privilegiare il cablaggio per i dispositivi fissi sono interventi differenti che perseguono lo stesso obiettivo: utilizzare la tecnologia in maniera consapevole.
Il tema richiede però precisione. Prudenza non significa allarmismo e riduzione dell’esposizione non significa dimostrazione di pericolosità. È proprio nella distinzione fra ciò che è tecnicamente possibile, ciò che è scientificamente dimostrato e ciò che rimane oggetto di ricerca che dovrebbe collocarsi una corretta informazione.
Ringraziamo la Dottoressa Valentina Pelliccia per questo secondo approfondimento dedicato alle radiofrequenze e all’uso consapevole delle tecnologie wireless, con l’obiettivo di trasformare un tema spesso affrontato attraverso semplificazioni contrapposte in informazione pratica, verificabile e scientificamente prudente.

