La Restaurazione è il primo grande movimento reazionario concertato e concordato a livello europeo. Tutto ciò che oggi passa per reazionario o neoreazionario che si riconosce ne I Diari Di Turner di David Copeland, viene da lì. Il Congresso di Vienna lo ha messo nero su bianco nel 1815; riportando sul trono le monarchie assolute e l’organizzazione in caste degli Stati, cancellata al motto decisamente cristiano di Uguaglianza, Libertà, Fratellanza dalla Rivoluzione Francese – ma se per questo la svastica (termine sanscrito, come ariano, che deriva da arya, che vuol dire signore, da cui razza padrona) è un simbolo ancestrale utilizzato da molte religioni orientali – ma con simboli, numeri e parole, ognuno fa evidentemente quello che vuole: la croce capovolta, uno dei simboli di umiltà del cristianesimo, la Croce di San Pietro, come raffigurato dal turbolento Caravaggio, è molto in voga tra il merchandise dei gruppi heavy metal.
I Diari Di Turner, sono, in soldoni, una delle tante fiction distopiche, che, per tentare un’ontologia storica del genere, possiamo far risalire alle epiche sanguinolente di Omero e Virgilio, a Don Quixote, Gulliver, ai romanzi sui pirati, poi Orwell, Rambo, Commando, Superman, il progetto MK Ultra, per non dimenticare mai cosa c’era prima, e addirittura alla Divina Commedia, e perchè no, anche il romanzo distopico di Fabrizio De Andrè, Storia Di Un Impiegato.
La democrazia di per sè non è mai piaciuta a tutti. È un discorso che risale al tempo del dualismo Atene/Sparta. In età moderna i principali teorici reazionari sono stati: Joseph de Maistre e Louis de Bonald – Edmond Burke alla lontana.
Il maggior pittore dell’epoca della Restaurazione (1815-1848) è indubbiamente William Turner. Inglese, conservatore, William Turner è il più grande pittore di tutti i tempi.
Le istanze romantiche della sua pittura sono così avanti che introducono già elementi di avanguardia modernista di decostruzione totale del paesaggio, della natura e della figura umana. La sua pittura è l’incarnazione della luce che vibra e che genera tutto oltre i contorni della geometria; e pare che qualunque cosa si intenda con modernismo, la tensione tra modernismo e antimodernismo sia la dicotomia sulla quale oscilla, vibra e si muove da sempre la civiltà umana, e che l’arte sia una pulsione trascendentale trasversale la cui verità è la luce di Turner. Luce che si sente e non solo si vede. Luce che suona in sinestesia. È la musica dei colori del Tramonto sul Lago del 1840.
Un altro da considerare sul cammino sinestetico è comunque Athur Rimbaud; che, dopo, diciamo così, una vita al massimo, per dirla con Tarantino, con le droghe (esperienze raccontate in Una Stagione All’Inferno – Season In The Abyss, diranno gli Slayer), e dopo aver iniziato la poesia moderna e gli studi sinestetici sull’arte con la poesia Vocali (Kandinsky riprenderà l’idea della vibrazioni del colore proprio ne Lo Spirituale Nell’Arte; e What Colour Is Sound, si dirà commentando Syd Barrett); a circa 21 anni molla tutto per dedicarsi al commercio di armi e di caffè in Africa – ma questa è rivoluzione, siamo giá oltre il 48, sulla quale prevalse la repressione.
Foto: Ritratto del Principe Metternich, Thomas Lawrence, 1815.
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