Morgana, dalla porta accanto al palcoscenico a tinte forti

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Ci sono percorsi che nascono da un progetto preciso e altri che, invece, prendono forma quasi per caso. Quello di Morgana appartiene decisamente alla seconda categoria. Lei, orgogliosamente e deliziosamente romana, ha trasformato un’esperienza nata per gioco sul web in un vero percorso professionale a tinte forti, scoprendo lungo la strada un talento che forse non sapeva nemmeno di avere. Prima il rapporto libero e naturale con il proprio corpo, poi OnlyFans, inizialmente aperto quasi per curiosità e parecchio incentrato al mondo dei piedi, quindi i social e infine il palco, dove oggi porta la sua sensualità, la sua ironia e soprattutto la sua capacità di improvvisare. Morgana è una performer, ma non ama atteggiarsi a diva: si definisce, prima di tutto, “la ragazza della porta accanto”. Una semplicità che considera uno dei motivi del legame costruito con il pubblico. E proprio davanti a quel pubblico, tra adrenalina e paura, ha trovato uno spazio nel quale esprimersi davvero. Una strada che non aveva programmato, ma che oggi sente profondamente sua, e che la sta portando in giro in tutta Italia rendendola davvero una delle donne più “desiderate” del momento.

Morgana, partiamo dall’inizio. Quando nasce questo personaggio?

Morgana è nata per gioco. Ho iniziato tre anni fa con OnlyFans, quasi per divertimento. Prima di allora mi prendevo soprattutto cura del corpo, mio e degli altri, anche dal punto di vista beauty. All’inizio sulla piattaforma creavo contenuti pensando soprattutto a soddisfare le richieste di alcune persone, in particolare chi adora i piedi. Loro erano felici e, piano piano, ho iniziato ad ampliare i nostri orizzonti. Quella che doveva essere una cosa nata per gioco ha iniziato a prendere piede.

Non ti sei mai posta il problema di mostrare il tuo corpo?

Personalmente non ci ho mai visto nulla di male. Non penso che mostrare il corpo o la nudità debba essere associato necessariamente a qualcosa di scandaloso. Il corpo non è un peccato e la nudità non ha nulla di scandaloso. Pensiamo semplicemente a quello che succede al mare: c’è chi fa topless, chi prende il sole in modo molto disinvolto, e nessuno si scandalizza. Allora mi chiedo: perché se quello stesso corpo viene mostrato attraverso una fotografia o un video dovrebbe diventare qualcosa de giudicare?

E sapere che qualcuno può provare attrazione o piacere guardandoti come ti fa sentire?

Mi fa piacere. Non ho mai avuto problemi a mostrarmi integralmente, perché ho sempre avuto un rapporto molto naturale con il mio corpo. Non mi sono mai nascosta. Sono sempre stata un po’ ribelle e ho sempre pensato che ognuno debba essere libero di vivere il proprio corpo come meglio crede. Siamo consapevoli che qualcuno può emozionarsi o eccitarsi davanti a un corpo nudo, ma potrebbe succedere anche guardando una persona in topless o persino una persona con un paio di infradito. L’attrazione è qualcosa di molto personale, spesso di mentale prima ancora che materiale

A un certo punto, però, dal web sei arrivata al palcoscenico. Quando hai capito che poteva essere una strada?

Fino allo scorso anno non avevo mai pensato di fare spettacoli. Poi mi sono detta: perché no? Chi lavora su un cubo e si mette in gioco davanti al pubblico non è poi così diverso da me. Per me è semplicemente un altro modo di esprimere la mia persona, la mia sensualità, il mio erotismo e anche quella parte un po’ più provocatoria di me. Che, naturalmente, ha preso piede…

E oggi il palco è diventato il tuo lavoro.

Ormai da oltre un anno fare spettacoli è il mio lavoro. Faccio serate e spettacoli in tutta Italia. È una cosa che è cresciuta molto velocemente e che mi ha permesso di trasformare qualcosa che era iniziato quasi per gioco in una vera professione.

Cosa provi quando stai per salire sul palco?

Adrenalina. Tantissima. Prima di entrare ho il cuore che mi esce dal petto talmente batte forte. Anche quando ho programmato uno spettacolo nei minimi dettagli, poi può succedere che sul palco mi venga in mente qualcosa e decida di cambiare, inventare, spaziare. È una delle cose che amo di più. Anche i locali me lo dicono: sanno che sul palco creo, invento e non mi limito semplicemente a ripetere quello che avevo preparato. È qualcosa che fa parte di me…

Quindi il palco ti spaventa ancora?

Mi spaventa e mi esalta allo stesso tempo. E forse è proprio questo il bello. Devi riuscire ad avere due ruoli: da una parte devi vivere quello che stai facendo e rispecchiare come ti senti in quel momento, dall’altra devi riuscire a trasmettere la tua sensualità agli altri. Ogni volta, quando finisco, mi chiedo se sono riuscita davvero ad arrivare al pubblico.

Hai parlato di diversi ruoli. C’è uno nel quale ti riconosci particolarmente?

Mi piace interpretare parecchi ruoli, però sicuramente mi piace molto quello della mistress. Soprattutto quando dall’altra parte c’è qualcuno che si fida di me. La fiducia per me è una cosa fondamentale e mi piace tantissimo quando si crea quella complicità.

Tu però continui a definirti “la ragazza della porta accanto”. È curioso per una persona che ormai lavora in tutta Italia.

Perché è quello che sono. Non sono una persona che se la tira. Magari professionalmente sto vivendo un periodo di hype, ma non significa che debba sentirmi arrivata. Ci può essere un momento di grande crescita e poi magari un rallentamento. Fa parte del lavoro. Io penso che il pubblico ti ammiri soprattutto per la persona che sei e che, alla fine, sia proprio il pubblico a darti la fama.

Quindi l’umiltà è importante per te?

Moltissimo. Io, come performer, senza il consenso e l’affetto del pubblico non mi sento nulla. È il pubblico che decide se quello che fai arriva oppure no. Per questo penso che bisogna sempre restare con i piedi per terra.

C’è qualcuno che ha avuto un ruolo particolare nel tuo percorso?

Devo tantissimo a Noemi Blonde e voglio dirle grazie. Per me è come una mamy. Mi ha dato amicizia e fiducia, ci troviamo spesso nei locali e per me è diventata una persona davvero importante. Poi ci sono altre artiste, performer e creator con cui ho condiviso questo percorso e con cui adoro lavorare.  In particolare dico grazie a Sara e Mojito, che sono uniche e speciali. Credo che anche le persone che incontri lungo la strada possano cambiare completamente il modo in cui vivi quello che fai.

Anche sui social mantieni questa semplicità?

Sì. Cerco di essere me stessa anche lì e, quando posso, rispondo a tutti. Non mi piace creare quella distanza tra il personaggio e le persone che mi seguono. Anche sui social voglio mantenere il mio modo di essere.

Ti saresti mai immaginata di diventare un personaggio?

Assolutamente no. Non era nei miei programmi. All’inizio, da solista, ho semplicemente iniziato a mettere una punta di me in quello che facevo. Poi, grazie anche a Noemi, è arrivato un vero boom. Quando siamo insieme succede qualcosa di particolare: abbiamo una sintonia che funziona e vederci insieme è davvero favoloso. Diciamo che abbiamo mosso gli oceani.

E adesso che Morgana è diventata una professione, cosa c’è nel futuro?

Le idee non mi mancano. Sto progettando una cosa molto carina per il nuovo anno. Posso dire soltanto che sarà una serie tutta da scoprire. Ho già le idee in testa e non vedo l’ora di poterle realizzare.

Se dovessi guardare la Morgana di tre anni fa, quella che apriva OnlyFans quasi per gioco, cosa penserebbe vedendo dove sei arrivata?

Probabilmente non ci crederebbe. Io non avevo programmato niente di tutto questo. Ho semplicemente iniziato a fare una cosa per gioco e, passo dopo passo, ho scoperto che poteva diventare qualcosa di più. Poi è arrivato il palco e lì ho capito che c’era una parte di me che voleva esprimersi proprio in quel modo. Forse la cosa più bella è proprio questa: non sapere esattamente dove stai andando e poi scoprire, strada facendo, di aver trovato la tua strada.

Manuele Pereira

 

https://www.instagram.com/morga_na515

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