Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

“Fausto e gli Sciacalli”: una band e un sogno che spera ancora

Data:

In scena al Teatro Ghione di Roma dal 3 al 15 maggio 2016

Come anche nell’antichità, il teatro è lo specchio della società attuale, a volte è usato come sfogo per raccontare senza prendersi troppo sul serio ciò che sta accadendo, ciò che teniamo a cuore, a volte diventa denuncia di situazioni che ci stanno sfuggendo di mano facendoci dimenticare chi siamo. Questo spettacolo, seppur esilarante e divertente, ci parla di sogni infranti, del destino beffardo di chi ha creduto in qualcosa e se l’è visto portar via, con un taglio crudele sugli ingranaggi dell’oggi, dove il bene non trionfa, anzi.

FAUSTO E GLI SCIACALLI è il nome della band che negli anni ’80 ha riscosso successo con Annalisa, canzone pop-romantica rimasta ben 8 settimane in classifica. Il gruppo musicale era composto da Fausto, voce e chitarra nonché frontman, Gennaro al basso, Franco suonava la tastiera, ed Elmor, il loro amico inglese, un po’ “crazy” e strampalato alla batteria. Proprio per colpa di quest’ultimo, che si approfitta di loro impossessandosi del 95% dei diritti d’autore su Annalisa e scappando, il complesso si scioglie. Dopo 35 anni, al suo improvviso e inopportuno ritorno, trova una situazione molto diversa da come l’aveva lasciata. Mentre lui ha viaggiato il mondo e si è divertito, le vite dei suoi ex compagni si sono sgretolate. Franco è morto, Gennaro si è sposato con la bella Angela, ma è caduto totalmente in depressione e sopravvive solo grazie a Litio e Prozac e infine Fausto, sposato con Ottavia, all’epoca la corista della band, da cui ha un figlio di nome Elvis, lavora come rappresentante di prodotti porta a porta, facendo le dimostrazioni di Tonino “il pelino” a casa delle casalinghe. Le anime di questi artisti si sono svuotate dopo che hanno visto i loro sogni di successo andare in frantumi dopo il tradimento dell’amico. Sarcasmo e battute taglienti ingrassano le risate in platea, ma la riflessione sulla situazione si fa seria. Infatti tra colpi di scena e svenimenti vari, si scopre che Elvis, aspirante rapper a 35 enne, ancora a casa con i genitori è in realtà il figlio del tradimento di Ottavia, dell’unica notte d’amore che ha avuto nel 1979 con Elmor. Il ragazzo rappresenta in toto il dramma della società italiana di oggi. E’ infatti l’immagine del “bamboccione”: uomo adulto che si sente ancora ragazzino e pesa sulle spalle dei genitori, vivendo ancora della “paghetta” invece di cercarsi un lavoro e diventare indipendente. Il quadro completo della trama traspira mediocrità ed insoddisfazione per una vita oscurata dai rimpianti. Ma cosa è tornato a fare Elmor? L’inglese è l’esempio di colui che non è felice ora e non lo sarà mai. E’ noiofobico e il viaggio e le novità sono tutto ciò che lo mantengono vivo davvero. E’ tornato per rimettere insieme la band, perché l’agente Sandro Crescenti gli ha promesso un ingaggio, 12 serate in prima tv. E quando il cassetto dei sogni è semiaperto, il vaso di Pandora si riapre facendo uscire tutti i sentimenti sepolti, la carica e le passioni giovanili di un tempo. Musiche live scritte ad hoc per questo spettacolo dalla coppia Facchinetti-D’Orazio, in arte i Pooh.

Ancora colpi di scena sul finale per niente banale e che instilla una profonda meditazione su passato-presente-futuro. Il passato non può tornare più, ha già corroso tutti i protagonisti, immortalandoli nella loro delusione e nel loro dolore; il presente sembra ribaltare le cose e dare un nuovo respiro, nuovo ossigeno per rinascere e infine il futuro che si riaffaccia con veemenza. Quel futuro di chi tende le dita per riprendersi ciò che gli è stato portato via, senza nemmeno accorgersi dell’hic et nunc, e quel futuro di chi un futuro non si preoccupa nemmeno di averlo come Elvis, viziato e annoiato come il vero padre che critica i genitori, senza provare empatia e considerazione.

Un umorismo originale e acuto per uno show che mette a confronto sogni e realtà, inserendoli nel nostro tempo e facendoci riflettere su ciò che siamo e su dove stiamo andando.

 Flavia Severin

Diaghilev Produzioni
Di: Gianni CLEMENTI
Regia: Nicola Pistoia, Paolo Triestino
Con: Paolo Triestino, Nicola Pistoia, Elisabetta De Vito, Ciro Scalera, Loredana Piedimonte, Ariele Vincenti

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