Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

TI AMO, MARIA (IN JAZZ). Rivoluzione al Teatro Lo Spazio

Data:

Roma, Teatro Lo Spazio (via Locri 42) dall’1 al 6 novembre 2016

Giuseppe Manfridi è un folle. Un meraviglioso folle. Solo una mente come la sua poteva dar vita a qualcosa che, a suo stesso dire, trattando in quel modo una sua vecchia commedia, “al regista j’avrei menato”. Il problema è che il regista è lui, che ha scelto di rimettere in scena “Ti amo, Maria!”, che debuttò nel lontano 1990 con interpreti Carlo Delle Piane e Anna Bonaiuto (e che non ebbi il piacere di vedere) dirigendola, e interpretandola anche, con Nelly Jensen, a suo modo. Folle, appunto. Stravolgendo un teatro (Lo Spazio, che la ospita fino al 6 novembre) con una scenografia modernissima, quasi fantascientifica, utilizzando tutti gli angoli della platea e dei due palcoscenici e, come dice il titolo, affidandone quasi una parallela drammaturgia alle sonorità jazz di un sax (bellissime, eseguite da Pierfrancesco Cacace) e alla voce di Marcello Micci che legge le didascalie del testo. Il risultato è una sensazione di esperimento che all’inizio lascia spiazzati, confusi, ma poi ti avvince. Una struggente, disperata e drammatica storia d’amore, o meglio del ricordo di un amore. Ricordi utilizzati da Sandro, il personaggio maschile, come una colla da cui non riesce a staccarsi, nella tragica illusione di riviverli, e dai quali la stessa Maria non è del tutto immune. Vite che si sono sfiorate un tempo ma che rimangono in qualche modo fortemente unite, che possono separarsi solo in un modo, come nel drammatico e inaspettato finale. Atmosfere torride, alcoliche, costellate di bottiglie vuote tra i due, di fogli buttati in terra, di soglie da attraversare come delle porte spazio-temporali. Sembra tutto improvvisato, come una jam session, ma non lo è. Il Manfridi attore è una continua rivelazione, la Jensen credibilissima nel suo ruolo. Il sax impazza nel sottolineare i momenti topici, la voce di Micci li insegue e li anticipa. Il teatro, stracolmo, nel mezzo del tourbillon. Confesso la mia personalissima idiosincrasia nei confronti dei reading, tanto da aver temuto all’inizio di aver sbagliato serata, ma poi “Ti amo, Maria! (in jazz)” si rivela spettacolo vero. Atipico, con qualche imperfezione dovuta alla mancanza di tempo per provare, se vogliamo anche strano, ma frutto di idee. Quelle che a Manfridi non mancano e che proseguono dopo lo spettacolo ritrasformando Lo Spazio in un’agorà di artisti e semplici spettatori, in cui rivivere le atmosfere della beat generation, con declamazioni spontanee di componimenti poetici e, prossimamente, anche di improvvisate performance musicali. Fino al 4, dopo lo spettacolo, prevista anche la proiezione del film “Bomb! Burning fantasy” di Matteo Scarfò dedicato a Gregory Corso.

 L’umanesimo di Manfridi, entusiasta, alla ricerca di un nuovo contatto possibile tra le persone, che non resti solo sulla carta. Insomma, serate movimentatissime quelle previste fino al 6 novembre al Teatro Lo Spazio, che si conferma sempre più come un luogo davvero alternativo nel panorama teatrale romano.

Paolo Leone

Ti amo, Maria (in jazz). Testo e regia di Giuseppe Manfridi. Con Giuseppe Manfridi, Nelly Jensen, Marcello Micci e Pierfrancesco Cacace al sax.
Si ringrazia l’ufficio stampa del teatro, Brizzi comunicazione

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