La lite tra fratelli per l’eredità si trasforma in felicità familiare per un’inattesa scoperta domestica in”PARENTI STRETTI” di D.RUIZ e C.BERNI con uno strepitoso C.ALIGHIERO

Data:

Parenti Stretti” al Teatro Manzoni di Roma, fino al 20 novembre 2016

La morte d’un proprio congiunto,oltre naturalmente ad un profondo dolore che va rielaborato per non cadere in un più sconvolgente e distruttivo nichilismo depressivo, produce un doppio interessante effetto psicologico: verificare se il legame verso il genitore, il coniuge era sincero o se nascondeva un secondo fine, cioè quello d’assicurarsi la parte maggiore della sua eredità con la benevolenza. Se tuttavia, il defunto non fa in tempo a redigere un lascito legale ovvero il testamento, allora cominciano i guai,perché a volte abbiamo visto fratello e sorella litigare per beni mobili o meno del trapassato ed impugnare un braccio di ferro tra loro, che talora per la verità ricorre anche quando c’è un apposito documento dal notaio con l’accusa d’aver raggirato chi in quel momento era incapace d’intendere e di volere. Prendendo spunto da queste basi oggettive Diego Ruiz e Cinzia Berni hanno scritto un ottimo testo,che è una una sfilza di colpi di scena e dialoghi serrati dal momento in cui le due sorelle Mitzi e Frida, impersonate rispettivamente dalla stessa Berri e dalla silfide bionda Ketty Roselli,nonché il fratello Leonardo (Diego Ruiz) si recano nella campagna veneta per vendere la grande casa materna di 150mq ad un prezzo irrinunciabile di 600.000 euro ad una banca per risolvere i loro problemi finanziari. Infatti Mitzi è più diplomatica e trattabile riguardo alla fredda e cinica e categorica Frida; ella sta per prendere una galleria d’arte a Londra di tre sale. Frida, invece per il tradimento del marito non ha più una casa. Leonardo, a Milano psicologicamente subdolo della moglie, che con un temperamento più arcigno e spigoloso non fa altro che spillargli soldi. Ora interviene l’improvvisa comparsa di un pittore naif, estroso e bizzarro che è sempre vissuto come falsario ed ha alle spalle pure una condanna a 40 anni di carcere per l’omicidio volontario di un carabiniere. Si chiama Camillo ed ha una singolare filosofia esistenziale” Quando una casa brucia è meglio buttarsi nel vuoto che rischiare di bruciarsi”. Egli l’ha applicata a lui, evitando la galera, tanto che ora è felice ed a dispetto dei tre non vuole andarsene dalla casa di cui non vuole rinunciare all’usufrutto che la povera Mirella gli ha donato.Ma che c’entra con loro, è restio ad uscire perché?Ora diventa il vero protagonista della commedia disvelandosi a poco a poco con affascinante affabulazione cui il magistrale Carlo Alighiero conferisce una flemmatica vena umoristica inglese e sicura,elegante disinvoltura.Lui non era altro che un compagno della facoltà di architettura di Mirella con cui ha un’intensa relazione sentimentale negli anni 60,ma che poi fu costretto a darsi alla macchia, seguendo i suoi principi,in quanto il penalista Aldo Bartolomeo non fu in grado di farlo assolvere dalla corte d’Assise. Nell’ultima parte della vita di Mirella tornò e poiché come diceva una canzone indimenticabile del famoso Modugno:”la lontananza accende i fuochi grandi”decisero di vendere una parte dei gioielli di lei, tenendosi i più importanti,per trascorrere piacevolmente il tempo restante. I tre eredi tuttavia vorrebbero entrare in possesso della magione per realizzare quanto e macchinano strategie per farlo fuori senza tanti scrupoli etici; ma l’anziano è coriaceo e la sua pratica esperienza esistenziale con le medicine alle alghe con cui combatte il diabete gli fanno schivare tutte le insidie. Per questa parte principale della pièce gli autori si sono forse fatti guidare dalla anamnesi della pellicola del compianto regista M. Monicelli “Parenti serpenti” in cui nessuno dei figli voleva assumere la responsabilità di assistere i vecchi genitori. Qui però il finale per contrasto è dettato dalla riscoperta di forti sentimenti, dovuti a quello che sarà noto, conosciute le tappe fondamentali della vicenda in rapporto alle date di nascita dei tre eredi solo nel finale,quando Mitzi, Frida e Leonardo,considerata ormai persa la battaglia per riavere l’avita magione,stanno per andarsene per trascorrere con le rispettive  famiglie il S. Natale. Il 25 dicembre riserverà loro un bel regalo che potrete scoprire fino a domenica prossima andando ad assistere al teatro Manzoni a questa brillante commedia che,resa ancora più efficace da un ottimo cast individuale e sinergicamente ben affiatato.

Susanna Donatelli

 

Carlo Alighiero
Cinzia Berni Diego Ruiz Ketty Roselli
in Parenti stretti
di Cinzia Berni e Diego Ruiz
luci Mirco Coletti
scene Armando Mancini
musiche Enzo de Rosa
regia Diego Ruiz

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