SARA’ UN PAESE. Gli occhi di un bambino sull’Italia

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Sarà un Paese, primo lungometraggio del giovane regista Nicola Campiotti, presentato nelle sale cinematografiche nel 2014, tra gli altri riconoscimenti ha ottenuto il sostegno dell’UNICEF per l’alto valore del messaggio contenuto, nonché l’inserimento nel percorso “Radici del Futuro”, programma didattico per gli studenti dagli 8 ai 13 anni. Guardandolo si capisce bene perché. Il film, o docufilm che si voglia, è un bell’esempio di quanto possa essere fresco lo sguardo dei giovani (nessuno dello staff tecnico supera i 35 anni) sulle tematiche più scottanti. Vedendolo in dvd, mi ha fatto venire in mente uno spettacolo teatrale (non si sfugge) di un paio di anni fa, con Giorgio Albertazzi: Lezioni Americane, di Italo Calvino. Il linguaggio filmico usato da Campiotti è quanto di più composito possa esserci, senza timore di variare registri durante lo svolgimento della pellicola. C’è il linguaggio teatrale, quello documentaristico, quello prettamente cinematografico e si integrano perfettamente. Perché Calvino e le sue Lezioni? Perché Campiotti, da giovane colto qual è (classe 1982), sa bene che la leggerezza (la più importante, forse, delle sei proposte calviniane per il nuovo millennio) non è affatto superficialità e affronta i tanti, tantissimi temi del suo film, con la poesia più lieve che possa esserci: quella di un bambino, con gli occhi del delizioso Elia Saman. Il film di Nicola riesce a volare leggero, il volo d’uccello appunto citato nelle Lezioni Americane, su questa nostra Italia stanca, ferita, disillusa e tradita ma non arresa. Gli incontri che il bambino Elia sperimenta nei viaggi per l’Italia col suo amico regista, sono il realizzarsi di quell’accezione di leggerezza.

La quotidianità con il primato del Dio profitto, del disprezzo per la sicurezza sul lavoro, sul diritto stesso al lavoro, con il disinteresse per l’ambiente, con le lotte per la sua tutela, con le pluralità religiose presenti a Roma e ormai ovunque in Italia, nonché con quelle splendide resistenze al degrado ambientale e morale, quasi ammonisce che il mondo, l’universo tutto, si regge su entità sottilissime e interdipendenti, come ben si evidenzia nell’affascinante incontro del bambino con le Sibille. Il viaggio di Cadmo, l’eroe fenicio al quale il mito attribuisce l’introduzione in Grecia dell’alfabeto, è l’espediente drammaturgico e teatrale, bellissimo, con cui Campiotti inizia il suo film  proseguendolo poi con una serie di carezze come gli sguardi del suo “fratellino Elia” su argomenti che carezze non sono affatto. Come raccontaresti l’Italia ad un bambino? è il sottotitolo del film. La risposta è nell’invito al cammino, alla conoscenza, all’incontro, all’ascolto. Con la leggerezza della poesia, inconsapevole, di un piccolo ometto. Bello, interessante, intelligente, delicato.

La pellicola sarà proiettata tra pochi giorni, domenica 20 novembre, a cura dell’Associazione La Fonte (Associazione per la cultura e l’ambiente) di Genzano di Roma presso l’ex enoteca comunale in Piazza della Repubblica, nell’ambito di una serie di incontri culturali.

Paolo Leone

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