“IL TESORO DI MAMMA”. Gelosie familiari, asti per favoritismi parentali, intossicazioni da cibi avariati, avvenimenti grotteschi e casa condivisa

Data:

Fino all’8 gennaio 2017 al Teatro Golden di Roma

La bellezza delle famiglie con un unico figlio è che non si creano conflittualità in seno ad essere riguardo ai sentimenti dei genitori ed all’eredità, pur se questi si sentono privi di qualcuno con cui divertirsi e giocare, dunque isolati ed abituati ad avere tutte vinte dai genitori, che in tal modo li viziano spesso. Quando invece i discendenti sono più di uno si rischia d‘innescare una gara tra loro a chi sa farsi voler più bene dai propri cari e perciò ottenere il meglio, come accade nel testo “IL TESORO DI MAMMA” scritto e diretto da Danilo De Santis, che lo stesso porta in scena al Teatro Golden di via Taranto avendo come coprotagonista Pietro Scornavacchi. Danilo impersona il minore Cesare, medico laureatosi a fatica in 15 anni. Adempiendo così ad uno dei sogni della mamma che l’aveva sempre coccolato come più piccolo,che sta scherzando sul letto matrimoniale con la consorte Chiara,resa con misura e grinta al tempo stesso da Roberta Mastromichele, sposata in quel giorno in cui,per guadagnare tempo,è stato farsescamente ed in pieno contrasto di sentimenti emotivi celebrato pure il funerale della madre.IL maggiore Antonio, nei cui panni gigioneggia istrionicamente Pietro Scarnavacchi,osservandolo contare i soldi nelle buste e vedendo pure le lenzuola di seta si rende subito conto del diverso trattamento riservatogli dai parenti,in particolare dalla zia Tilde, in occasione del suo sposalizio.Intanto i coniugi si stanno sentendo male per intossicazione dal catering ordinato; infatti Antonio pensa di consigliarlo per un brutto scherzo ad un suo nemico,mentre arriva la telefonata che le zie sono morte ed il dottore inetto non se la sente d’attivare il rimedio popolano del dito in gola alla moglie per farla vomitare. Inoltre Chiara,appena rimessasi, si lamenta che Cesare voglia passare la prima notte di nozze senza adempiere agli obblighi sessuali,assai scarsi, in un anno di fidanzamento,per cui nervosi e malconci il giorno dopo si recano all’aeroporto senza i documenti per partire, altro punto nevralgico della commedia che sottolinea il valore dei preparativi accurati e della memoria; da qui il rientrare a casa del tutto furiosi per il contrattempo e trovarvi Antonio che l’ha adattata come “nido d’amore” per due settimane con l’amica russa Svetlana,ricevuta con tanto di cartello nel terminal, come abitualmente si fa. Cesare la scambia per la donna di servizio e le impartisce istruzioni per le pulizie domestiche, provocando la sua reazione a parolacce similmente a quelle della cognata per le predilezioni di cui godeva. A dare vita alla bionda dell’est con vestito rosso e grembiule è Francesca Milani, che viene a perdere la centralità del palcoscenico allorché arriva Cleopatra sorella degli altri due e scopre il relativo tesoro della madre nascosto in casa,ovvero un “portagioielli” che svela il testamento materno e la loro origine paterna da un musicista “sfigato” e non quello dei “police”, che aveva dedicato alla donna(loro madre) la canzone Rossana come pegno d’amore. Infine omaggio sullo schermo del fondale a George Michael stroncato da un infarto pochi giorni fa. La scenografia dell’interno borghese è di A. Simonetti.

Susanna Donatelli

Di Danilo De Santis
Con Danilo De Santis, Roberta Mastromichele, Francesca Milani, Pietro Scornavacchi, Chiara Canitano

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