“Il padre”: un grande Alessandro Haber

Data:

Teatro Cucinelli, Solomeo (PG). Mercoledì 1 febbraio 2017

Da un po’ di tempo l’anziano Andrea (Haber) sta manifestando preoccupanti difficoltà mnemoniche, riconducibili probabilmente al morbo di Alzheimer. Ritrovatosi solo dopo aver licenziato l’ennesima badante, Andrea si trasferisce dalla figlia Anna (Lucrezia Lante Della Rovere), l’unica familiare rimastagli, su proposta di quest’ultima. Affezionatissima al padre e consapevole che il suo stato di salute non gli consenta più una vita autonoma, per il bene di Andrea Anna è disposta a mettere a repentaglio anche la propria vita sentimentale; ma la convivenza si rivela a dir poco problematica, e il peggioramento delle condizioni di Andrea costringe Anna a prendere una difficile e dolorosa decisione…

Il padre è un toccante viaggio nei meandri di una mente stravolta dalla malattia che, con un geniale espediente narrativo, l’autore Florian Zeller (lo stesso di Un’ora di tranquillità, spettacolo che ho recensito su queste pagine nel novembre scorso) ci costringe a compiere assieme ad Andrea, rendendoci partecipi del suo smarrimento, delle sue visioni, del suo progressivo e irreversibile distacco dalla realtà, e facendoci toccare con mano la drammatica condizione del disagio mentale. La pièce, infatti, mescola in continuazione, attraverso una serie di brevi segmenti narrativi, le scene “reali” e quelle immaginate o “deformate” da Andrea (ricorrendo, in alcuni casi, a una sorta di effetto replay), il quale precipita verso uno stato di totale confusione che lo porta a scambiare volti, nomi, fatti, tempi e luoghi: un inestricabile labirinto percettivo in cui finiamo inesorabilmente per perderci anche noi spettatori, provando una forte “scossa empatica” nei confronti del protagonista; una scossa profonda e duratura, che ci lascia in preda allo stupore e all’inquietudine. Il graduale svuotamento della mente di Andrea procede di pari passo -in un’incisiva allusione metaforica- con quello dell’appartamento in cui si svolge la vicenda, dove a poco a poco svaniscono tutti i mobili; e la “casa dolce casa” che vediamo all’inizio si trasforma lentamente in quella che, molto probabilmente, sarà la dimora definitiva dell’uomo: l’asettica cameretta di un ricovero.

Una storia di grande intensità e poesia in cui Zeller, per smorzare un po’ la drammaticità del testo, riesce a inserire ironici tocchi d’alleggerimento (come la gag dell’orologio, o l’improvvisato tip-tap di Andrea per far colpo sulla nuova badante) mai inopportuni, affidati per lo più a un Alessandro Haber in stato di grazia e autore di una prova semplicemente magistrale nel difficile ruolo di Andrea, un personaggio cui dà vita con profonda umanità e verosimiglianza, suscitando emozione e commozione; molto bene anche Lucrezia Lante Della Rovere nei panni della figlia Anna; efficace, infine, il contributo degli altri quattro attori, tra i quali spicca la prova di Ilaria Genatiempo nel ruolo della badante Laura.

Francesco Vignaroli

IL PADRE
di Florian Zeller
traduzione e adattamento Paola Comencini e Piero Maccarinelli
con Alessandro Haber, Lucrezia Lante della Rovere
e con David Sebasti e Daniela Scarlatti
scene Gianluca Amodio
costumi Alessandro Lai
disegno luci Umile Vainieri
regia Piero Maccarinelli
PRODUZIONE: GOLDENART PRODUCTION S.R.L

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